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Home Inchiesta Inchiesta Situazione operativa sui fronti siriani al 14-9-2018

Situazione operativa sui fronti siriani al 14-9-2018

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di STEFANO ORSI

Un'altra settimana è trascorsa, e l'azione bellica principale pare essersi spostata verso oriente.

Vediamo nel dettaglio come siano evoluti i fronti al momento attivi.

Fronte del deserto di Suweida

Continuano le battaglie presso la Montagna nera di Al Safa.

In questo settore operano due brigate, una della 3° Divisione ed una della 10°, che coordinano poi milizie NDF della guardia nazionale, e milizie riconciliate che prima erano nelle FSA della sacca di Daraa e ora combattono a fianco dell'esercito siriano.

La presenza ormai accertata di un numero di miliziani ISIS superiore a quanto stimato in precedenza, circa un migliaio, ci fa comprendere come siano finora riusciti a resistere. Si trovassero in un terreno aperto o collinare normale, non avrebbero speranza, potendo muovere liberamente i mezzi corazzati, le truppe siriane non avrebbero alcun problema nel sopraffare questi gruppi di guerrieri del Califfo, ma la natura vulcanica della montagna rende il terreno impraticabile e impervio, in molti settori i soldati sono costretti ad avanzare a piedi e i problemi di rifornimenti di acqua viveri e munizioni si fanno sentire non appena iniziano gli scontri, sono pertanto costretti a muoversi a piccoli passi, e se non capitolassero all'improvviso le difese nemiche, la battaglia purtroppo si preannuncia oggi come ancora lunga e sanguinosa.

Ad attacchi dell'esercito, ISIS risponde sempre con controffensive e riescono a causare perdite che, sebbene nell'economia generale del conflitto non siano elevate, risultano comunque significative per indurre a maggiore prudenza i soldati, decine di caduti sono un elemento non secondario e ci dicono quanto ancora siano assetati di sangue gli sgherri del Califfato nero, combattono infatti una causa ormai persa, mossi da solo fanatismo e sostenuti nello sforzo bellico, dal proverbiale Captagon, la droga che permette loro di non avvertire fatica, fame o paura, da dipendenza ma permette loro di resistere in condizione limite ed impossibili per chiunque altro.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fenetillina

La presenza in loco, di numerosissime caverne naturali, dovuta alla natura vulcanica della montagna, permette all'ISIS di nascondervi all'interno notevoli scorte di quanto necessita per il sostentamento dei fronti e rispondere agli attacchi, la vicinanza con il territorio occupato dagli Stati Uniti, con base ad Al Tanf, lo ripetiamo, rende evidente come sia evidente che i rifornimenti per questi terroristi siano arrivati proprio da questo settore, così come il gran numero di miliziani, che non possono essersi materializzati dal nulla ma siano stati mandati qua dalla loro precedente dimora, sospettiamo che in precedenza si trovassero nella parte Orientale della Siria, e che durante le operazioni che nei mesi scorsi hanno portato all'eliminazione di una sacca che si trovava tra Al Hasakah e il confine iracheno, parte di essi sia stata inviata in Al Tanf e da qui infiltrata all'interno dei settori liberi della Siria, come vi abbiamo già detto in precedenza, gli scontri nei pressi di Al Qaryatayn o più di recente presso Palmira, hanno portato elementi a supporto di questa ipotesi, soprattutto la cattura e la confessione di un capo di queste milizie infiltrate testimonia come gli Stati Uniti siano direttamente implicati nella destabilizzazione continua della Siria e siano nemici del processo di pacificazione del Paese.

Sacca di al Sukhnah

Un'offensiva con forte supporto aereo, è partita pochi giorni fa, anche su questo fronte.

Ultimo residuo di ciò che era il Califfato ad ovest del fiume Eufrate, la sacca di Sukhnah è rimasta a resistere per troppo tempo su questo lembo di deserto occupato.

Più volte ce ne siamo occupati spiegando che non fosse secondario liberarsi del tutto di queste spine nel fianco, che ancora bloccano molte truppe vicino a Deir Ezzour e causano danni ripetuti.

Anche su questo fronte , opposto a quello di Al Safa, abbiamo forti elementi per trovare gli aiuti americani al terrorismo, tempo fa, ricorderete, una rete di punti fortificati era stata scoperta nel deserto, tra la sacca e la zona occupata dagli USA presso Al Tanf, qui era stato anche abbattuto o precipitato un elicottero d'attacco KA-52 e morti i membri dell'equipaggio, in seguito una operazione condotta dai siriani aveva portato all'occupazione di questi punti fortificati ma ancora di recente nuove presenza ISIS sono state segnalate lungo la fascia di deserto che separa Al Tanf dalla sacca di Al Sukhnah, segno evidente di contatti e rifornimenti ancora attivi.

Ora le forze siriane con supporto aereo anche russo massiccio, stanno avanzando all'interno della sacca con l'intenzione di separare in due parti le zone occupate dai miliziani ed eliminare le aree residuali una ad una.

Nella vicina sacca ISIS ad est del fiume Eufrate, settore di pertinenza delle forze di occupazione USA-Curde e milizie SDF (ex ISIS per la maggiore) è stato catturato un miliziano di cittadinanza italiana, tale Semir Bogana, nome di battaglia Abu Hureyre Al-Muhajir , dal nome sembrerebbe di origine magrebina ma attendiamo ulteriori conferme.

Vedremo come procederà questa offensiva.

Idlib

Stiamo osservando una fase di quiescenza, l'offensiva che pareva imminente, non è partita e per lunedì sono attese novità da un incontro che avverrà a Sochi tra il Presidente della federazione russa Putin ed il presidente turco Erdogan.

Fino ad allora possiamo ipotizzare che attenderemo gli eventi.

Non saprei quale spazio di trattativa ci sia data la pesantissima presenza di Al Qaeda in questa sacca, circa 50.000 soldati veri e propri, ben addestrati, da agenti occidentali per ripetuti anni, fatto comprovato ed ammesso più e più volte dalle amministrazioni americana e inglese, e molto ben armati con mezzi corazzati e blindati, artiglieria e missili anticarro a profusione.

Non sono facili da battere, bene lo sanno i miliziani jihadisti controllati dalla Turchia che combattono con i qaedisti da mesi ma senza riuscire ad averne ragione , anzi spesso sono sconfitti, e quindi senza un intervento diretto siriano non si vede come si possa porre fine a questa guerra sanguinosa.

La liberazione della sacca è una necessità non procrastinabile.

Leggo spesso che in questa sacca vi siano, prima 2 milioni di civili, poi 2,5 milioni, infine di recente abbiamo superato i 3 milioni, sono cifre senza senso, non vi erano tanti abitanti neppure prima della guerra, e durante l'avanzata delle falangi jihadiste, moltissimi civili fuggirono verso Latakia o verso la Turchia, a centinaia di migliaia si sono spostati alle periferie di Latakia o in Turchia che ospita circa due milioni di profughi e circa 5 erano nei momenti peggiori della guerra nella provincia di Latakia ancora libera, ma erano provenienti da tutta la Siria. Non si comprende proprio quanti possano essere rimasti in balia dei terroristi, ma di certo sono meno di un milione, cifra elevata ma di certo lontana da quanto affermato dai nostri organi di stampa. Un esempio, le città di Idlib o di Jisr al Shougur, rispettivamente contavano 150.000 e 40.000 abitanti prima della guerra, difficile ritenere che ve ne siano ancora altrettanti oggi.

https://en.wikipedia.org/wiki/Jisr_al-Shughur

https://en.wikipedia.org/wiki/Idlib

e stiamo parlando dei centri abitati più grossi presenti nella sacca. Anche Khan Shaikun non superava le 60.000 anime prima della guerra https://it.wikipedia.org/wiki/Khan_Shaykhun quindi non si trova nessun riscontro a un numero tanto alto di abitanti nemmeno guardando al prima del conflitto, figuriamoci oggi, il numero dei miliziani e famiglie spostato qui dalle sacche che si sono arrese, spostati con autobus non arriva a 20.000 complessivi e anche questi sono troppo pochi per giustificare tanta falsità sui numeri.

I miliziani complessivi presenti nella sacca invece, arriva a circa 100.000 e questi purtroppo sono dati stimati attendibili.

Esercito molto temibile.

La preparazione di un attacco chimico da utilizzare per incolpare la Siria procede bene, in settimana sono state denunciate come iniziate delle riprese di filmati legati ai video promozionali da diffondere a supporto di un attacco preordinato, le denunce giunte alle autorità siriane dall'interno della sacca circa la scomparsa di decine di persone civili di cui circa 40 bambini, ci fa temere che le vittime richieste da questa scelta mediatica possano essere molte, e la presenza di vittime in tenera età serva a causare uno shock emotivo molto forte nell'opinione pubblica, al fine di sostenere la necessità di un attacco occidentale che sarebbe molto più forte che nel passato e in cui vittime indicate potrebbero essere il Presidente Assad e la sua famiglia, unico espediente in grado di mutare in extremis quella che si preannuncia come una grande sconfitta dell'occidente che causò la guerra in Siria al fine di ottenere un Regime change sul modello delle primavere arabe e della Libia.

Nel frattempo l'esercito siriano non sta a guardare e la 3° divisione si è dispiegata in ordine di attacco presso le alture a nord della provincia di Latakia con obbiettivo Jisr al Shougur e la prima pare essersi posizionata a nord di Aleppo per rinforzare anche questo settore dove stazionano circa 40000 miliziani fedeli alla Turchia e impiegati nel massacro dei miliziani YPG che controllavano il settore di Afrin, ricordiamo le più di 3000 vittime solo tra i miliziani curdi.

Ora non ci resta che attendere gli sviluppi.

Stefano Orsi