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Home Inchiesta Inchiesta Situazione sui fronti siriani del 21-9-2018

Situazione sui fronti siriani del 21-9-2018

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di STEFANO ORSI

Settimana di sorprese belle e brutte, da un lato l'accordo tra Russia e Turchia, i rappresentanti delle fazioni contendenti, Siria e terroristi,

 

che hanno trovato l'equilibrio per fermare, almeno per il momento, la resa dei conti, e dall'altro abbiamo visto l'ennesimo attacco di Israele alla Siria e le tragiche conseguenze che ne sono seguite.

Iniziamo dunque da qui il resoconto degli eventi.

Il primo attacco israeliano contro la Siria nel settore di Damasco.

Assieme a Sasha di Sakeritalia, ho fatto il punto sulla situazione prima del vertice di Sochi:

https://www.youtube.com/watch?v=jU_5EQs9mbU

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 15-9-2018 ore 23.00

Damasco
Un nuovo attacco israeliano si è da poco svolto sopra all'aeroporto internazionale di damasco.
Solo alcuni dei missili lanciati sono stati intercettati, altri sono arrivati sul bersaglio, pare si tratti di un carico arrivato dall'Iran.

Lunedì si svolse l'incontro a Sochi tra i presidenti russo Putin e turco Erdogan:

Aggiornamento flash sulla situazione siriana del 17-9-2018


Dal colloquio di Sochi, dove si sono confrontati i presidenti turco Erdogan e russo Putin, sarebbe emersa la volontà di creare una zona cuscinetto smilitarizzata, per allontanare la possibilità di scontri armati tra gli eserciti schierati sul fronte attuale. Tale accordo dovrebbe trovare attuazione entro il 15 ottobre.
Permangono forti perplessità sulla reale possibilità di attuazione di un simile accordo, perché abbiamo visto come nella realtà questa sorta di accordi, segnino solo un passaggio ad un livello di intensità bellica più soft (modello Donbass) che ad una reale situazione di pace.
Una fascia dai 15 ai 20 Km non risolve il problema del lancio di missili sui centri abitati o su Aleppo.
non risolve l'oppressione dei terroristi sulle popolazioni locali in loro balia, non attenua il rischio di attacchi con droni alle basi russe nella provincia di Latakia.
Ci domandiamo, quindi, se si tratti davvero di un espediente volto ad allontanare il rischio concreto di una pericolosa escalation militare in tutto il Medio oriente, preso atto delle pesanti minacce di USA, Francia e GB, minacce che avrebbero potuto realmente concretizzarsi in un attacco pesante, potenzialmente mirato all'eliminazione di Assad e della sua famiglia, un attacco cui la Russia, stavolta, sarebbe stata costretta a rispondere in maniera diretta e dura.
Situazione che non vorremmo mai vivere.
Chi ha del buonsenso quindi lo usi ed ecco che spunta un accordo per ritardare l'attacco, accordo di difficile attuazione ma che permetterà un posizionamento e studio migliore della situazione da parte di tutti e una valutazione accurata sul da farsi, da qui al 15 di ottobre potrebbe accadere di tutto.

Date le premesse, con tutti i dubbi del caso, si pensava ad un giorno di maggiore serenità, ma è durato poco, verso le 21.00 ore locale, arrivano drammatiche notizie a causa della follia che governa in Israele, sotto potete leggere le considerazioni e gli eventi per come sono stati ricostruiti, nelle primissime ore, la confusione era tale da non permettere una credibile sequenza di eventi, ho atteso e monitorato la situazione fino al giorno dopo  prima di esprimermi.

Aggiornamento dai fronti siriani del 18-9-2018

Latakia
Nella notte di ieri, mentre relazionavamo sugli esiti dell'incontro tra i presidenti Erdogan e Putin, il Paese canaglia per eccellenza, Israele, ha attaccato nuovamente il territorio siriano.
Attacchi questi, che si susseguono ormai da anni, sempre da loro motivati con necessità di autodifesa, preventiva in assenza di qualunque attacco anche presunto da parte delle vittime della violenza sionista.
Come si è svolto l'attacco?
Nelle prime ore a regnare è stata la confusione più totale, nell'incertezza delle informazioni abbiamo deciso di attendere.
Dapprima si sono diffuse voci di lancio di missili da parte di una fregata francese in zona, ho verificato e si trattava della Auvergne, nave di classe Aquitaine di tipo FREMM, produzione condivisa dall'Italia , da noi sono di classe Bergamini. Questa classe di navi è caratterizzata da specializzazione, ognuna di esse ha un compito preciso da svolgere definito al momento dell'armamento, la Auvergne risulta essere specializzata nella caccia ai sottomarini, la sua presenza trova spiegazione nelle recenti esercitazioni russe di inizio mese, con la presenza di alcuni sottomarini classe Varshavyanka di produzione russa, e molto temuti dall'occidente per la loro silenziosità estrema.
La Auvergne quindi ha caratteristiche compatibili con un attacco a terra con missili, ma non è ottimizzata per farlo, così come anche non è ottimizzata per la difesa aerea, difficile immaginare che i francesi la lancino da sola all'attacco.
Pertanto mancano conferme di ogni ventilato attacco della NATO contro la Siria, mentre ci sono conferme ridondanti sulla piena responsabilità israeliana.
4 caccia F16 sono arrivati dal mare, dal largo della costa e appena a portata hanno lanciato 6 missili aria-terra cadauno, che sono andati verso i bersagli, le difese siriane e russe non erano attive a piena potenza e sono state attivate quando erano prossimi al bersaglio, una decina almeno di missili sono stati abbattuti dalle difese siriane, ma altri sono andati a bersaglio colpendo alcune installazioni, data l'esplosione secondaria molto potente, si sospetta la presenza di combustibile per missili, o addirittura qualche missile di provenienza iraniana.
La gravità dell'attacco israeliano è stata enorme. In un momento di abbassamento della tensione, con un potenziale accordo da attuare tra la Russia, che tutela la Siria e la Turchia, un attacco simile rischia di far precipitare la situazione.
A questo dobbiamo aggiungere altro, allontanandosi dalla costa, i caccia israeliani avrebbero, stando alle precise accuse mosse dal ministero della difesa russo, sovrapposto la loro traccia radar a quella di un aereo di pattuglia russo, un IL-20, la cui presenza era nota e comunicata anche agli israeliani, facendo ciò hanno attirato volontariamente il fuoco dei missili S-200 siriani sul segnale radar dell'aereo russo, che ha un impronta radar molto superiore a quella dei caccia, e provocato così, con atto deliberato, il suo abbattimento da parte di fuoco amico.
ecco il comunicato:
Dichiarazione del ministero della Difesa Russo:

"Lunedì Sera quattro Jet F-16 Israeliani hanno attaccato Latakia arrivando dal Mediterraneo. I jet israeliani sono arrivati a bassa altitudine creando una situazione di pericolo per altri aerei nell'area. I piloti Israeliani hanno usato l'aereo Il-20 Russo come copertura, facendolo apparire come target alle forse Siriane di difesa aerea. Il Il-20 che ha una sezione radar molto più grande degli F-16 è stato abbattuto da un missile del sistema S-200 Siriano. Il ministero della difesa Russo ha sottolineato come Israele fosse a conoscenza dell'aereo Russo presente nell'area, ma ciò non ha fermato la provocazione Israeliana. Israele ha anche fallito nell'avvisare Mosca dell'attacco, notificandoli solo un minuto prima dell'attacco, non lasciando tempo all'aereo Russo di spostarsi dall'area. La Federazione Russa si riserva di rispondere nei tempi e nei modi che preferisce"
Restiamo ora in attesa dei chiarimenti necessari, dei futuri incontri di spiegazione e scuse, e di accordi di compensazione, nel frattempo , almeno 15 militari russi in servizio di pacificazione di un'area di guerra, sono stati uccisi dietro diretta responsabilità israeliana.

La Marina russa il giorno successivo ancora, ha poi dichiarato e lanciato un avviso NOTAM, per l'inizio di esercitazioni navali improvvise, di fronte alla coste israeliane, ma in acque internazionali, e limitando di fatto la libertà di volo per i militari di Telaviv, i voli sono comunque consentiti facendo capo al controllo di volo di Nicosia, Cipro, indicato sui messaggi NOTAM come coordinamento per il traffico in volo, ma tutti i voli al di sotto dei 19.000 piedi sono fortemente sconsigliati. Chi ha orecchie per intendere intenda, dunque.

Perché questa pressione? La Russia ha formalmente mosso delle accuse di responsabilità ad Israele, non per il diretto abbattimento del volo russo, ma per aver creato la catena di eventi che ha causato l'incidente ed il conseguente abbattimento dell'IL-20, fermo restando che non si prendano in considerazione gli avvisi di lancio dalla fregata francese Auvergne, mai più citati da nessuna delle parti.

Il tg russo che fa il punto sulla situazione.

https://www.youtube.com/watch?v=IYtmjXsjhjw

Su richiesta diretta del governo russo nei confronti di Israele, il comandante delle forze aeree di Telaviv, la IAF, Maggiore generale Amikam Norkin accompagnato da alti ufficiali, ha portato ieri tutta la documentazione ed i dati della missione israeliana al fine di ricostruire con i colleghi russi tutti gli eventi.

Difficile che seguano conseguenze pesanti, anche se non escluse, la principale causa della tragedia è da far risalire alla obsolescenza degli apparati della difesa aerea siriana, i cui radar e missili risalgono interamente agli anni 70 se non addirittura agli anni 60, da qui l'assenza di un sistema di riconoscimento IFF, identification friend or foe, che permette ai sistemi di difesa di riconoscere immediatamente i propri velivoli e diminuire i rischi di abbattimento da fuoco amico. L'accusa dei russi è quindi di aver sovrapposto i segnali dei propri caccia a quello molto maggiore , del volo russo dell'IL-20 e averlo fatto identificare come ostile dai siriani, che non erano in quel momento in grado di distinguerlo dagli assalitori.

Cosa farà ora la Russia è l'incognita di queste giornate, i rapporti con Israele sono proficui per entrambi e è difficile immaginare che vengano meno, il pragmatismo russo è proverbiale e lo si vide molto bene dopo l'abbattimento diretto da parte turca di un SU24 russo nell'autunno del 2015, oggi la Turchia è molto più vicina alla Russia che agli USA.

Potrebbe invece essere deciso di aggiornare ad uno standard moderno e veramente efficace la capacità di difesa aerea siriana rendendone così maggiore e profondo l'impiego in condivisione e coordinamento con la Russia, ora davvero improbo.

Un possibile arrivo di sistemi in corso di dismissione in Russia come gli S300 o Buk di ultima generazione ( sono sistemi non più prodotti) e i radar ad essi connessi, certamente di molto superiori e precisi rispetto a quelli attualmente in dotazione a Damasco, è nelle possibilità e facoltà di Mosca e la difficile posizione di Telaviv potrebbe anche garantire un vantaggio diplomatico per far digerire la pillola a Bibi Netanhiau.

I cieli siriani devono essere messi in sicurezza, come anche quelli libanesi spesso, troppo, utilizzati dalla IAF per i suoi attacchi criminali contro la Siria.

Questo fattore garantirebbe maggiore equilibrio nei rapporti reciproci e favorire quel dialogo fino ad oggi mancato.

Come sempre, non ci resta che attendere gli eventi, questo pomeriggio rientrerà in patria il maggiore generale Norkin mentre il “blocco” ai voli israeliani, proseguirà fino al 26, ma a loro restano disponibili le autostrade aeree che utilizza sopra alla Giordania nel caso intendesse colpire nuovamente la Siria.