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Il Brasile scende in piazza contro l’austerity nelle Università

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di MICHELE PETTINATO

Prima grossa contestazione di piazza per il governo di Jair Bolsonaro in Brasile. Sindacati, associazioni di studenti ed insegnanti, sono scesi in piazza per protestare contro la riduzione del finanziamento pubblico delle università, pari a 380 milioni di euro.

Il taglio rappresenta il 24,84% delle spese discrezionali, ovvero quelle non obbligatorie come il pagamento delle bollette di acqua e luce e l’acquisto di materiale pedagogico.

I rettori delle università di San Paolo, hanno emanato una dichiarazione comune per chiedere al governo di analizzare bene l’importanza dell'educazione superiore. Ridurre il budget delle università è un errore strategico che non consentirà al paese di poter affrontare e risolvere le grandi sfide sociali ed economiche – scrivono nella dichiarazione a firma dei rettori delle università della città di San Paolo - la principale del paese - dello stato omonimo e di Campinas.


Le mobilitazioni di oggi rappresentano un atto di forza contro il governo Bolsonaro nel suo insieme. Si scende in piazza per difendere i diritti di lavoratori e studenti – ha affermato Anonio Goncalves, segretario del sindacato nazionale dell'eduzione superiore.

Fonte foto: infoaut