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Home Inchiesta Inchiesta Situazione operativa sui fronti siriani del 29-5-2019

Situazione operativa sui fronti siriani del 29-5-2019

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di STEFANO ORSI

La Grande Battaglia per Idlib

Ritorniamo dopo la pausa elettorale ad occuparci della situazione nello scenario del mondo più infuocato, la Siria.

Continua lo scontro tra gli eserciti in campo, le forze siriane, SAA, NDF ed altre milizie locali come quelle cristiane di Suqaylabiyah, di cui abbiamo parlato in occasione delle 5 ragazze cristiane uccise dai missili delle milizie qaediste mentre si trovavano a catechismo, e le forze jihadiste e filoturche occupanti il settore della sacca di Idlib.

La scorsa settimana avevamo parlato della cattura di Kafr Naboudah, tornata sotto le grinfie terroriste dopo la sua liberazione.

Ricorderete che abbiamo accennato alla reazione siriana che appena ceduto alle migliori truppe ex Al Nusra la località, aveva dato inizio ad un pesante bombardamento contro le concentrazioni di truppe di Al Qaeda e possiamo dire che dai rapporti le perdite subite dai miliziani durante la conquista del villaggio e per tentare di mantenerlo, sono state davvero elevate.

Tanto elevate che dopo pochi giorni, il 26 per la precisione, l'esercito siriano recuperava il pieno controllo sulla località, ma ancora non ha tentato di catturare anche la vicina altura nota come punto strategico per dominare il campo di battaglia la collina Tel Saker.

Questo fatto, di avere una quota elevata sotto controllo nemico crea diversi problemi e presto o tardi dovranno conquistarla.

In seguito alla richiesta turca di sospendere le ostilità per ridare vita ai colloqui, si è arrivai ad un accordo per un cessate il fuoco di settantadue ore, ma ha retto per sole 48.

I turchi infatti, in cambio della promessa del disarmo delle zone smilitarizzate, prevista nel vecchio accordo saltato, pretendevano il ritiro siriano dalle posizioni liberate.

Inutile dire che immediatamente è stato posto un netto rifiuto da parte russa e i bombardamenti sui terroristi sono ripresi.

Da ieri sera le forze aeree russe e siriane si alternano nel martellare le postazioni difensive cercando di portare avanti la demolizione della macchina bellica qaedista e di Jaish al Izzah, che sarebbe la fazione jihadista non qaedista dominante il settore.

Russia e Turchia stanno proseguendo il loro avvicinamento, gli interscambi commerciali crescono e di molto, la collaborazione tecnica anche, la fornitura di sistemi bellici avanzati come gli S400 procede nonostante la feroce opposizione americana fatta di ricatti e minacce, dalle sanzioni economiche (guerra commerciale) al rifiuto di consegnare gli F35 ordinati da Ankara, cosa che credo danneggi più gli USA e gli altri acquirenti che non la Turchia.

Comunque i riflessi di questa collaborazione ci sono anche a livello siriano in quanto sebbene siano presenti truppe turche, le forze siriane hanno potuto attaccare i terroristi e dare inizio a questa campagna tanto attesa.

Oggi i terroristi hanno tentato un nuovo attacco, questa volta non sono tornati su Kafr Naboudah, ma si sono rivolti ad alcuni piccoli villaggi più a nord, in particolare stanno attaccando Al Huwayz.

Più di dieci incursioni sono state eseguite dalla sola aviazione russa.

Ricordo che le forze aerospaziali russe stanno impiegando diversi cacciabombardieri: Su-25, Su24. SU35, Su30 e infine i poderosi SU-34 che si sono rivelati i cacciabombardieri al momento più efficienti al mondo.

In tutto i velivoli a disposizione della Russia in questa campagna non superano le 30 unità che rapportate al volume di missioni eseguite e alle ore di impiego rappresentano un esempio di come questi caccia siano migliorati e abbiano superato in capacità operativa in teatro di guerra i corrispettivi velivoli occidentali che non sarebbero mai riusciti a portare a termine un simile numero di incursioni nella stessa unità di tempo.

Tra le unità siriane abbiamo registrato diversi movimenti di truppe, ciò lascia intendere che sia in corso, oltre che un rafforzamento del settore, anche un avvicendamento per qualche unità che ha sopportato uno sforzo bellico intenso.

Campagna contro ISIS

Sono proseguiti in questi mesi, gli attacchi tra Palmira e Deir Ezzour.

Abbiamo scritto diverse volte di questo per cui ve ne ricorderete.

Dopo la caduta della sacca ISIS oltre il fiume Eufrate, in territorio occupato dagli USA per grazia delle truppe mercenarie curde YPG e siriane SDF (tribù in parte ex ISIS e in parte ex FSA) le ostilità delle forze del Califfato residuali nella sacca di Al Suknah si sono rivitalizzate, questo grazie ad un probabile e possibile flusso di miliziani infiltrato in Siria dall'Iraq attraverso la base occupata di Al Tanf che , guarda caso si trova proprio al centro del settore dove avvengono gli attacchi.

Aggiungiamo che ancora gli USA stanno impedendo ai siriani presenti nel campo profughi vicino alla base, di fare rientro alle loro città e villaggi ormai liberi.

Ricordo che nello stesso tempo, ben 20.000 siriani sono rientrati in madrepatria dalla frontiera riaperta con la Giordania, molti di più sono invece già rientrati dal Libano, sebbene gli operator delle ONG, che godono di molti finanziamenti dall'Europa, pare facciano pressione perchè non rientrino.

Gli attacchi di un vicino Paese terrorista, Israele.

Per ben due volte in un mese Israele ha attaccato il sud della Siria.

La Prima volta ha tentato di colpire un settore ad ovest della capitale Damasco, e l'ultimo invece è stato diretto contro una batteria antiaerea nel settore sud della Siria nei pressi di Quneitra, questa batteria infatti aveva abbattuto diversi razzi lanciati da Israele e due droni che tentavano di entrare nello spazio aereo siriano.

Le politiche di aggressione che Telaviv porta avanti sono via via più violente, e provocano vittime tra i soldati e in diverse occasioni anche tra la popolazione civile e fa questo nella totale indifferenza dei governi occidentali, sempre ligi al diritto internazionale quando non va a ledere i loro interessi economici.

Attacco chimico,  Ciack si gira...

Sono in corso le manovre di preparazione per accusare nuovamente la Siria di un finto attacco chimico.

Non sono bastate infatti le tremende figure dei paesi assalitori e manovratori di media occidentali, Franca USA e GB, no, a loro serve ripetere le cose che già sono fallite e che già sono state svelate come false, e lo fanno ignorando bellamente la realtà dei fatti e procedendo in una narrazione ormai grottesca.

Stanno infatti dicendo che la Siria stia preparando un nuovo attacco, come se mai ne avesse compiuto uno, e che in caso loro sarebbero pronti a colpire nuovamente, ecco i loro missili erano invece reali.

Vedremo fino a dove si spingeranno.

Nel frattempo, buona festa della Repubblica a tutti.