Aggiornamento flash dai fronti libici del 3-6-2020

Venerdì 05 Giugno 2020 00:00
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di STEFANO ORSI

Tripoli
Le GNA di Serraj hanno preso il totale controllo dell'aeroporto pochi minuti fa.
Due giorni di asrpi combattimenti sono stati necessari per arrivare a questo importante risultato.
Un costante lavoro di avvicinamento alla struttura molto ben difesa dalle LNA ha richiesto molti giorni e poi , ieri è stato sferrato l'attacco decisivo.
A nulla sono valsi i tentativi delle LNA del gen. Haftar di aprirsi la via a sud, verso la sacca di Zawiya.

Aggiornamento flash dai fronti libici del 4-6-2020

Tripoli
La conquista di ieri dell'Aeroporto internazionale di Tripoli ad opera delle GNA di serraj ha causato come avevamo immaginato, il crollo completo di tutto il saliente di Tripoli.
Le forze di Haftar si stanno ritirando, inseguite dalle GNA, che trovano ormai poca resistenza sulla loro strada.
L'aeroporto rappresentava infatti, il fulcro della resistenza del fronte sul fianco sinistro, perso quello tutto il fronte era indifendibile, ora anche Tarhuna, l'altro fulcro è divenuto indifendibile, e le truppe di Haftar stanno smobilitando portando via ciò che riescono, ma sappiamo già che molto materiale è stato abbandonato sul posto.
Ricco bottino pertanto per le truppe di Tripoli e misurata rinforzate dai turchi e dalle milizie jihadiste siriane.
Come anticipato nei giorni scorsi, parte del fronte aveva già smobilitato da Tarhuna, la Wagner in particolare, ripiegando verso Bani Walid che appare ora come una nuova linea di resistenza dove le forze fedeli ad Haftar vorranno fermare le GNA.

Sacca di Zwiya
Interessante come quanto da me anticipato al momento della notizia della formazione della sacca , si sia concretizzato.
Le milizie hanno atteso che eventualmente le GNA riuscissero a liberarle, cosa tentata tre giorni fa con l'offensiva su Asabiya, fallita l'offensiva le milizie sono passate con le GNA, portando in dote anche molti mezzi e forse 4 elicotteri ancora operativi.

Caccia fantasma
Abbiamo sempre espresso forti dubbi sulla reale presenza di caccia inviati da Mosca in Libia, ed in effetti non essendomai trapelate foto di questi, ed essendo le rivelazioni americani , spesso false e smentite dai fatti, possiamo dire che se questi caccia ci fossero davvero stati, ebbene li avrebbero usati, le LNA invece non sono riuscite ad opporre nulla all'avanzata delle GNA che hanno premuto per giorni sul fronte di Tripoli fino a causarne il collasso.

Le cose per Haftar ora si mettono male, non tanto sul piano militare , quanto sul piano diplomatico interno, perchè gli alleati tribali, sovente, si alleano al più forte, ed in questo momento non pare certo essere il generale di Bengasi.

https://www.facebook.com/stefano.orsi.376/posts/1910746049059599

Aggiornamento dai fronti siriani del 5-6-2020

Ieri sera con l'ultimo bollettino, vi davo notizia dei fronti a sud di Tripoli in fermento.

Le GNA avanzavano velocemente mentre altrettanto rapidamente, le LNA lasciavano una montagna di materiale sul posto, compresi 4 elicotteri pare in buono stato, e si apprestavano anche ad abbandonare la loro roccaforte sul fianco destro del loro schieramento, Tarhuna.

Per molti mesi Tarhuna ha resistito a ripetuti attacchi e causato enormi perdite alle GNA.

Stamattina, avviando il PC, ho subito visualizzato le mappe libiche e ricercato le notizie interessanti, non solo Tarhuna era caduta, ma le GNA si sono portate già a ridosso di Bani Walid, che in queste settimane era diventato il nuovo centro logistico di Haftar.

Da Garyan il controllo delle GNA è stato esteso verso est sulle zone di al Urban, da nord hanno proseguito la loro discesa verso sud le truppe che hanno occupato Tarhuna tra la serata di ieri e stanotte.

I video del ritiro da Bani Walid sono stati diffusi stamattina, le LNA sembra abbiano contrattato di ritirarsi in cambio della salvezza.

Le forze delle GNA al momento si sono appostate sull'aeroporto di Bani Walid, in attesa di occupare la cittadina non appena le forze delle LNA l'avranno allontanata.

Da notare che Bani Walid è territorio di una tribù ritenuta molto ostile a quelle di Misurata.

Fino alla scorsa settimana la si riteneva un feudo sicuro per le truppe di Haftar.

A tal punto che iniziando appunto una settimana fa lo sgombero preventivo di Tarhuna, ricorderete che abbiamo dato la notizia del ritiro delle forze di contractors Wagner, si erano dirette proprio verso Bani Walid.

Ora si presume che il fronte si ricompatterà a sud eliminando anche il saliente di quest'ultima roccaforte.

Le attenzioni delle GNA si rivolgeranno ora verso Sirte dove alcune tribù locali avevano tradito consegnandola alle LNA, al momento appare probabile un nuovo cambio di casacca, e presto ne avremo notizia.

Il fallimento dell'azzardo di Haftar che credeva di riuscire a chiudere la partita prima degli eventuali rinforzi turchi, è fallita miseramente, e il continuo afflusso di miliziani, ora sono circa 12000 quelli inviati dalla Siria, jihadisti che per continuare a ricevere la paga si sono fatti traferire su questo fronte.

Persone che non hanno molto addestramento in genere, a parte alcune unità come le brigate “Al Hamza” usate su molti fronti anche in Siria.

Milizie che per tutta la durata della guerra siriana, che ancora prosegue sebbene in fase silente, hanno sempre eseguito gli ordini di Ankara, e la nostra stampa per anni ha parlato di “ribelli”, la verità è sotto gli occhi di tutti, ma quei giornalisti ancora proseguono nella doppia narrativa, pericolosi terroristi estremisti islamici quando si trovano in Libia e ribelli quando parlano degli stessi gruppi ma mentre si trovano in Siria.

La Base di Al Jufrah, dove gli USA dicevano fossero arrivati caccia militari russi, mai visti da nessuno e mai nemmeno impiegati da nessuno, è a forte rischio, isolata e lontana da centri di rifornimento vicini, vera isola nel deserto, può facilmente divenire preda di un apposito corpo di spedizione inviato a conquistarla.

Proprio la conquisa di Al Jufrah potrebbe garantire invece una base alle truppe di Serraj per proseguire i combattimenti a sud e riprendere il controllo sui territori dei pozzi petroliferi del settore di Sabnah.

Tutta quest'area è desertica e praticamente disabitata, prendere il controllo di una base o di un villaggio equivale a controllare tutto il settore.

Entro breve Cirenaica e Tripolitania, saranno di fatto divise, ma basterà questo a sancire una divisione del Paese?

I piani turchi su questo settore si accontenterebbero di possedere solo la “colonia di Tripoli?

Perché di neocolonialismo stiamo parlando.

Ebbene non credo, il piano turco si propone di estendere il controllo sulle risorse in mare della piattaforma continentale libica, il semplice controllo delle Tripolitania, dimezzerebbe la piattaforma e soprattutto lo limiterebbe nella parte più vicina alla Turchia, Bengasi e Tobruk per l'appunto.

Erdogan non è uomo incline a compromessi, vuole il controllo delle risorse nel Mediterraneo e non si fermerà finché non lo otterrà o lo fermeranno i suoi vicini.

La Grecia e l'Egitto procedono nei loro preparativi, un conflitto regionale non è affatto escluso, l'Egitto ha ottenuto dall'Italia la consegna di in lotto di fregate classe Fremm già pronte per la nostra marina Militare, la nona e la decima fregata di questa classe, la Spartaco Schergat e la Emilio Bianchi, ricordiamo che nel 2016 aveva ricevuto anche la seconda Mistral dalla Francia portaelicotteri tuttoponte, di ultima concezione inizialmente destinate alla Russia. Aggiungo che di recente sono iniziate le consegne dei caccia SU-35 russi, sempre dall'Italia l'acquisto di 32 elicotteri militari AW149 e AW189, da impiegare appunto sulle portaelicotteri  fatto questo che indica una evidente preoccupazione del gen. al Sisi riguardo alle intenzioni del “Sultano”.

Pochi anni fa, Al Sisi prese il potere per estromettere dal controllo del Cairo  la “Fratellanza Musulmana” che invece è la base del potere di Erdogan, ovvio che vedersi affiancato da un paese , la Libia , come colonia di fatto della Turchia, lo vedrebbe in gravissima difficoltà e pertanto potrebbe essere forzato  bloccare gli aiuti dalla Turchia verso la Libia e intervenire a sua volta, il che si tradurrebbe inevitabilmente in un conflitto con Ankara.

Siria

Ieri sera un ennesimo attacco di Israele al suo vicino, la zona di Hama è stata colpita con molti missili cruise israeliani, lanciati da aerei dallo spazio aereo libanese.

Ennesima aggressione ingiustificata da parte del governo di Telaviv.

In un video ripreso presso la città costiera libanese di Tripoli, sono stati filmati i missili israeliani in volo.

Ricordo che la Siria, oltre a subire l'occupazione illegittima di eserciti stranieri come gli USA nell'est del Paese e della Turchia nel nord ovest e nel nord, è sottoposta ad un pesante regime di sanzioni economiche che stanno causando molte morti nel Paese.

Gli ospedali non reggono lo sforzo e non riescono ad approvvigionarsi di quanto occorre ai malati.

L'industria del farmaco siriana, che già non è molto grande, è in grave difficoltà nel procurarsi le basi per la produzione di molti farmaci, il costo non può essere mantenuto calmierato dallo stato in quanto la crisi economica non permette più al paese di sostenere questo sforzo.

In tutta questa emergenza, l'Unione Europea, dopo aver causato e sostenuto il conflitto foraggiando i gruppi di terroristi estremisti islamici come al Qaeda, al pari di USA e Turchia oltre ad altri Paesi del Golfo, ora altro non sa fare che rinnovare per un altro anno le sanzioni, e facendo ciò prosegue nel causare migliaia di morti nel Paese.

Non si uccide solo con le armi, ma anche con il cappio economico, ne sa qualcosa anche la Grecia.

Nel Frattempo, nel programma di rafforzamento dell'esercito siriano, necessario visto il perdurare delle attività criminali di Israele, USA e Turchia, la Russia ha consegnato un secondo lotto di caccia MIG29 aggiornati all'ultimo standard, facendone salire a 6 il numero complessivo, due in prima battuta e altri 4 ieri.

Speriamo ne seguano altri con i necessari aggiornamenti di radar e sistemi gestionali del campo di battaglia aereo.

La guerra in Siria prosegue dal 2011, sono già 9 anni ormai che prosegue, e ancora nei media occidentali si prosegue con le fantasiose ricostruzioni di come sia iniziata e si sia svolta, negando che sia stata organizzata ed armata dalle potenze che ancora la occupano e la sanzionano economicamente.

Stefano Orsi

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