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Home Inchiesta Inchiesta Aree di crisi nel mondo n. 46 del 26-giugno-2020

Aree di crisi nel mondo n. 46 del 26-giugno-2020

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di STEFANO ORSI

Mentre prosegue nella sua impressionante sequenza di disastri , il 2020 ci appare come un anno che verrà ricordato a lungo sui libri di scuola e da noi tutti almeno finché vivremo.

Dal COVID-19 alle crisi nel Mediterraneo e nel mondo intero.

Iniziamo con l'evento più importante di questa settimana.

Mosca

Parata per il 75° anniversario della vittoria dell'URSS sul nazifascismo.

La parata quest'anno si è svolta il giorno 24 di giugno, normalmente viene celebrata il 9 maggio, giorno della firma della capitolazione della Germania ormai in gran parte occupata dall'Armata Rossa.

A causa del COVID-19 si dvolge il 24 di giugno, giorno in cui si svolse la prima parata, dopo l'arrivo dai fronti delle unità combattenti che avevano sottomesso la Germania con la bandiera gloriosa che sventolò sopra al tetto del Reichstag.

Qui potete vedere intanto la parata in fullHD

https://www.youtube.com/watch?v=UMnmnbSFnfI&t=6086s

Il discorso del Presidente Putin tradotto per voi in italiano.

“Cari veterani, stimati ospiti stranieri, compagni soldati e marinai, sergenti, sottufficiali, guardiamarina e marescialli, compagni ufficiali, generali e ammiragli!

Mi congratulo con voi per il 75-esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica!

Vittoria che ha determinato il futuro del Pianeta per molti decenni a venire ed è rimasta per sempre nella Storia come la più grandiosa per la sua importanza, il suo altissimo significato morale e spirituale.

Quest’anno le tradizionali celebrazioni in onore della Vittoria in Russia si tengono il 24 giugno. Esattamente 75 anni fa, per commemorare la fine della Grande Guerra Patriottica, qui, presso le mura del Cremlino, si è tenuta la leggendaria Parata dei vincitori.

Questa Parata è rimasta nella Storia come il trionfo di una forza sbalorditiva, il trionfo del Bene sul Male, della Pace sulla Guerra, della Vita sulla Morte; in nome di tutti i difensori della Patria con disprezzo furono gettate a terra sulla Piazza Rossa le bandiere e gli stendardi sconfitti  dei nazisti in segno di giusta vendetta e severo ammonimento.

Oggi noi chiniamo il capo alla chiara memoria di tutti coloro che non sono tornati dalla Guerra, in ricordo dei figli, figlie, padre, madri, nonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, compagni d’armi, parenti e amici.

Piangiamo i veterani che ci hanno già lasciato.

Dichiaro un minuto di silenzio.

Noi ricorderemo sempre che il nazismo è stato sconfitto dal popolo sovietico, milioni di persone di diverse nazionalità di tutte le repubbliche dell’Unione Sovietica, sul fronte come nelle retrovie, nelle file partigiane o nella clandestinità, hanno lottato e si sono sacrificati secondo la legge del coraggio e dell’unità nel difendere la propria terra e continuando a combattere, hanno liberato dagli invasori i paesi dell’Europa, hanno posto fine alla terribile tragedia dell’Olocausto, hanno salvato dal nazismo, dalla sua ideologia mortale il popolo della Germania e non è neppure possibile immaginare cosa sarebbe accaduto al mondo se non lo avesse difeso l’Armata Rossa; i suoi soldati non avevano bisogno della guerra, di altri Stati, né della gloria, dell’onore, ma hanno lottato per annientare il nemico, ottenere la vittoria e tornare a casa.

Hanno lottato per la libertà dell’Europa pagando un prezzo inestimabile.

Molte centinaia di migliaia di combattenti sono caduti sui campi stranieri, il nostro debito è ricordarli, Il nostro dovere è anche ricordare che sul popolo sovietico è caduto il peso principale della lotta contro il nazismo. Nel 1941 – oltre l’80%  delle Forze armate della Germania e dei suoi satelliti erano concentrati contro l’Unione Sovietica, ma questa  spietata armata è risultata essere impotente di fronte all’unità dei cittadini sovietici.

Proprio il nostro popolo è riuscito a vincere il mostruoso, totale Male, ha sgominato più di 600 divisioni del nemico, ha distrutto il 75% del numero totale di aerei , carri armati, armamenti d’artiglieria del nemico ed è andato fino alla fine, fino al punto finale della vittoria,  percorrendo un giusto, eroico cammino, disseminato di vittime e in ciò consiste la cosa più importante, l’onesta, limpida Verità sulla Guerra e noi abbiamo l’obbligo di preservare e difendere, tramandare ai nostri figli e nipoti e pronipoti. Oggi questa Parata è in onore di questa sacra Verità, in onore di questa straordinaria generazione di Vincitori che hanno determinato l’esito della Seconda Guerra Mondiale.

Adesso insieme ai soldati russi sfileranno in parata i rappresentanti dell'Azerbaijan, Armenia, Bielorussia, India, Kazakistan, Kirghizia, Cina,  Moldavia, Mongolia, Serbia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan. Siamo felici di salutare i nostri amici, ospiti di diversi paesi che sono venuti a Mosca per rendere rispettoso omaggio a chi ha difeso la Pace sul Pianeta.

Noi non dimentichiamo il contributo dei nostri alleati, l’importanza del secondo fronte aperto nel giugno del 1944, onoriamo i coraggiosi combattenti delle forze armate di tutti gli Stati della coalizione anti hitleriana, di tutti coloro che hanno combattuto nei paesi dell’Europa.

Di fronte alle sfide con cui si scontra oggi il mondo, noi percepiamo in modo particolare e acuto che enorme valore rappresenta l’Uomo, i suoi sogni, le sue speranze, la vita pacifica, capiamo come sia importante rafforzare l’amicizia, la fiducia tra i popoli, siamo aperti al dialogo su tutti i temi della collaborazione internazionale,  tra essi la creazione di un sistema comune affidabile per la sicurezza internazionale, necessario e urgente in un mondo che cambia velocemente. Solo insieme possiamo difenderlo dalle nuove pericolose minacce!

Oggi i veterani della Grande Guerra Patriottica vivono in diversi paesi ma non è possibile dividere la loro unica, grande impresa eroica nel difendere interi popoli dalla morte, dalla barbarie e dalla schiavitù.

Questa impresa è patrimonio di tutta l’umanità, la nostra riconoscenza a voi, cari veterani, è illimitata,  con la vostra vita, il vostro destino avete dimostrato come è importante difendere i valori della pace, dell’umanità, della giustizia.

Noi faremo di tutto perché il ricordo dei vostri atti eroici non sbiadisca mai, è il debito della nostra coscienza e responsabilità davanti al presente e al futuro.

Gloria alla generazione che ha vinto il nazismo!

Gloria agli Eroi della Guerra patriottica! Urrà!"

(traduzione di Marinella Mondaini che ringrazio di cuore)

Il ruolo avuto dall'URSS nella sconfitta della Germania nazista e delle forze dell'Asse, è stato di assoluta e innegabile rilevanza. Le perdite di mezzi e materiali oltre che di truppe patite dalla Germania sul fronte orientale ne hanno causato il netto crollo, quando le forze alleate sbarcavano in Normandia l'82% delle divisioni tedesche era impegnato sul fronte orientale e già in piena ritirata.

Questo mi riporta alla mente la vergogna della risoluzione del Parlamento della UE che ha equiparato il comunismo al nazismo e le responsabilità dello scoppio della seconda guerra mondiale in capo alla firma del patto Molotov-Ribbentrop.

Credo che questo atteggiamento di certa politica nei confronti della storia, possa essere catalogato come “Rovescismo”.

Innanzitutto dobbiamo constatare che sebbene vi siano state vittime a causa dello “stalinismo”, con i gulag ad esempio, mai nessuno storico ha mai potuto affermare o dimostrare che questo fosse ricercato e voluto come dal nazismo, che invece aveva programmato più stermini.

Con l'aggressione all'URSS, l'”Operazione Barbarossa”, la Germania segnò la propria sconfitta, ma il costo umano che l'URSS dovette pagare per sconfiggere il nazismo e la Germania, paese aggressore, fu enorme, 27 milioni di sovietici tra civili e militari. Un costo umano per noi inimmaginabile.

La vittoria sul nazifascismo è ricordata ancora oggi tutti gli anni il 9 maggio con una cerimonia a cui fa poi seguito la “marcia del Reggimento degli immortali” in cui figli e nipoti dei caduti ricordano gli eroi che salvarono il paese.

Sebbene vi siano state migliaia di morti, non milioni, in conseguenza della repressione del dissenso, in epoca staliniana, la loro morte non fu mai programmata e ricercata come fine di un progetto preciso, come invece accadde nel nazismo.

Anche un altro concetto espresso nella risoluzione del Parlamento europeo appare viziato da “rovescismo”, l'attribuire lo scoppio della 2 GM a Germania e URSS per via del Patto Molotov Ribbentrop.

Nelle ricerche che ho effettuato, a conferma di quanto spiegato durante le lezioni online, ho trovato materiale di storici come Angelo D'Orsi o Alessandro Barbero, entrambi sono o sono stati docenti presso la nostra Università.

Il complesso intreccio di eventi che porta alla seconda GM, parte dalla fine della prima, con il Trattato di Versailles e passa attraverso la ritrosia dei governi occidentali di allora ad opporsi da subito e con fermezza alle richieste e pretese della Germania di Hitler, atteggiamento culminato nella sottoscrizione dell'”Accordo di Monaco” del 29-30 settembre del 1938, nel quale fu sancita la spartizione di diversi territori della Cecoslovacchia a beneficio di Germania, Ungheria e anche Polonia.

https://www.youtube.com/watch?v=MDjcDd2lLnc&t=6s

A sancire la pesantissima responsabilità,per lo scoppio della guerra, di questa firma, ci sono le parole del futuro Primo ministro inglese Winston Churchill :

“Avevate la scelta tra il disonore e la guerra, avete scelto il disonore...avrete la guerra”

https://www.youtube.com/watch?v=flNGrSyEnsc

Il Patto Molotov Ribbentrop venne firmato da URSS e Germania solo dopo l'indecisione di Francia e Germania ad agire subito per fermare Hitler, che rivendicava il corridoio di Danzica dalla Polonia, e dopo il categorico rifiuto polacco a permettere l'ingresso nel Paese di truppe sovietiche in funzione anti tedesca.

Le truppe sovietiche invasero la Polonia dopo che la Germania invase da ovest, ma occorre specificare che i territori occupati dall'Armata Rossa fossero quelli che la Polonia aveva occupato durante la guerra iniziata nel 1919 con l'invasione della nascente URSS da parte polacca e terminata con la pace di Riga del 1920.

Le truppe sovietiche tornarono sulla linea di confine del 1919, linea di confine proposta anche dal piano Curzon per mediare una soluzione al conflitto, linea ignorata dalla Polonia che voleva trarre vantaggio dal momento bellico favorevole.

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_sovietico-polacca

Oggi quei territori fanno parte della Bielorussia.

La Germania nazista ha quindi responsabilità precise e forse uniche nella storia per aver programmato scientificamente uno sterminio come fosse un fine ultimo per l'azione politica del partito nazista.

Nostro compito è quello di ricordare sempre e con attenzione ciò che è accaduto e il come sia potuto accadere, per far si di impedire che accada nuovamente, e non come alcuni vorrebbero, cambiare la storia per adeguarla alle attuali convenienze politiche.

Questo il mio contributo alla memoria storica.

Situazione in Libia ed in Siria

Damasco

Proseguono in queste settimane, gli scontri interni alla Sacca di Idlib, Siria, dove le formazioni terroriste che occupano la zona, continuano a combattersi, Hayat Tahrir al Sham, ovvero Al Qaeda, sta combattendo contro la formazione filoturca di Hurras al-Din, stanno al momento combattendo alle porte di Idlib.

Scontri presso al Bab, in provincia di Aleppo, sempre settore occupato dai terroristi, si segnalano scontri a fuoco anche tra le formazioni della Brigata Al Hamza e la milizia Harar al Sham.

Assieme ai combattimenti proseguono anche le eliminazioni mirate di comandanti, eliminazioni che avvengono sia con bombe che con ordigni sganciati da droni, a volte turchi e a volte USA, questi ultimi in particolare hanno eliminato con un razzo R9X lanciato da drone un capo locale di Al Qaeda, il missile R9X non esplode ma impiega grandi lame per tagliare a pezzi gli occupanti del velivolo su cui si abbatte.

https://www.youtube.com/watch?v=oxdRnXZqZsw

Stanno parimenti procedendo i preparativi dell'esercito siriano che sta accumulando un importante dispositivo offensivo a sud e ad est della sacca di Idlib per portare entro breve un ulteriore colpo alle formazioni terroriste che occupano questa parte di Siria con la protezione della Turchia.

La Turchia da parte sua, prosegue con gli attacchi contro le formazioni crede sia in Siria, presso i settori di Tal-Rifat e di Tel Tamer.

Il recente , ennesimo, attacco Israeliano contro la Siria si è consumato in due fasi, la prima ha avuto come oggetto dell'aggressione una installazione radar nel sud del Paese, nella provincia di Suweida e il secondo una serie di capannoni, nella zona di Hama.

Le solite inaccettabili giustificazioni per questi crimini, sono che Israele combatta la presenza iraniana in Siria, senza che sia mai avvenuta alcuna azione minacciosa da parte iraniana o siriana nei confronti di Telaviv, ai cui attacchi nemmeno rispondono.

Si contano però vittime, persone che rimangono uccise da questi inaccettabili attacchi, oltretutto portati violando anche lo spazio aereo libanese.

Tripoli

Anche qui ci troviamo di fronte a importanti preparativi bellici, proseguono senza sosta i voli dei C130 ed A400 turchi che fanno la spola tra le basi militari turche e Misurata per portare armi e materiali in Libia.

Brutti episodi sono avvenuti in questi giorni, il primo con elicottero decollato da una fregata turca di scorta ad un mercantile sospettato del trasporto continuo di armi e milizie dalla Turchia a Tripoli, l'elicottero ha inquadrato nel radar di attacco una fregata greca che voleva ispezionare il mercantile, nell'ambito della missione Irini.

Il secondo episodio, ancora più rave, ha coinvolto una fregata francese, inquadrata anche lei dal radar di attacco della fregata turca stessa, che si è frapposta tra il mezzo francese e il mercantile. Questo episodio ha causato un grave incidente diplomatico tra la Francia e la Turchia, con durissime dichiarazioni del Presidente Macron anche contro lo stato dell'Alleanza Atlantica di cui anche la Turchia fa parte.

La visita del Presidente egiziano Al Sisi presso Sidi Barrani, al confine tra la Libia e l'Egitto, ha mostrato un imponente dispositivo di invasione pronto ad entrare in azione, se le truppe a tutti gli effetti controllate dalla Turchia dovessero attaccare Sirte o la base di Al Jufrah, quella sarebbe la loro linea rossa.

Le forze delle GNA libiche hanno intimato invece alle LNA del generale Haftar di abbandonare sia Sirte che la base di Al Jufrah come condizione per l'accettazione di un eventuale cessate il fuoco, che al momento invece resiste.

Come abbiamo già scritto la settimana scorsa, ritengo che un possibile attacco avverrà in Siria contemporaneamente all'inizio di una nuova offensiva “turca” in Libia, per impegnare la Turchia su due fronti contemporaneamente, quello libico e quello siriano, al fine di dividerne le forze e raddoppiarne i costi.

Dubito fortemente che nonostante la sua indubbia preparazione e progresso in campo bellico , la Turchia sia in grado di sostenere con successo entrambi i fronti.