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Home Inchiesta Inchiesta Aree di crisi nel mondo n. 47 del 10-7-2020

Aree di crisi nel mondo n. 47 del 10-7-2020

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di STEFANO ORSI

Nell'articolo di oggi ci occuperemo principalmente della situazione in Iran e del Covid nel mondo, non tralasciando l'evoluzione delle crisi in Siria e Libia.

Teheran

Nelle ultime due settimane, sul suolo iraniano si sono avuti diversi episodi sospetti.

Una serie di esplosioni in diverse parti del Paese appare come molto sospetta.

Se da un lato gli obbiettivi colpiti dai “fatti”, definirli incidenti ci pare ormai davvero escluso.

Tutto nella vita può essere casuale fuorché le combinazioni.

La successione delle esplosioni non lascia spazio a dubbi di sorta.

Da fine giugno si sono registrate esplosioni in un deposito di gas, in un ospedale della capitale, questa con diverse vittime, poi ancora una successiva presso una centrale elettrica, ad Ahwaz,  in questo caso si trattava di un trasformatore, poi è stata la volta di una struttura superficiale del centro di Natanz, sito di lavorazione e ricerca nucleare, che principalmente si trova al di sotto della superficie terrestre, in profondità e al sicuro da attacchi esterni , anche elettronici o telematici.

A quanto pare anche un sito militare, preposto alla produzione missilistica, in particolare nel settore de combustibile dei razzi, avrebbe subito una esplosione in una struttura secondaria.

Inseriamo in questa sequenza anche una fuga di gas di cloro in un impianto petrolchimico del sudest del Paese, gas di cloro mortale solo ad elevate concentrazioni, ma che ha lasciato comunque coinvolti e lievemente intossicati alcune decine di operai.

Ieri sera ancora due nuove esplosioni vicino a Teheran, dai primi rapporti sembrerebbe sia avvenuto un incidente, chiamiamolo così , presso una installazione militare delle Guardie della Rivoluzione.

Appare dunque evidente come ci si trovi di fronte ad un attacco preordinato, non credo affatto si tratti di coincidenze fortuite.

Una o più probabilmente più cellule di commandos e agenti interni starebbe agendo su suolo iraniano, probabile sia in corso la caccia da parte dei servizi iraniani, di certo sono state usate sia azioni di sabotaggio tradizionale, sia di tipo informatico.

Trasformatori o depositi di gas possono essere danneggiate fino all'esplosione con una azione informatica, il trasformatore portato al surriscaldamento e l'idrogeno liquido liberato agendo sui comandi delle valvole, il campo di esplosività del gas dal 4 al 76% farebbero il resto.

Stesso scenario nel caso del deposito di propellente per razzi.

In passato un attacco informatico israeliano aveva causato il danneggiamento di molte centrifughe adoperate nell'arricchimento dell'uranio per ottenere del combustibile fissile per le centrali nucleari civili iraniane.

Israele dunque potrebbe, con molta probabilità, trovarsi dietro questi veri e propri attacchi, in maniera molto pretestuosa le autorità governative di Telaviv, affermano di prepararsi per un'eventuale rappresaglia iraniana, la speculazione israeliana sta nel fatto di lasciare intendere che l'Iran potrebbe utilizzare basi su suolo siriano per lanciare la sua rappresaglia, cosa mai avvenuta in passato, e nemmeno ventilata da Teheran, ma si sa che Israele deve giustificare di continuo i suoi attacchi illegittimi contro la Siria.

In questi giorni è stato reso noto da parte iraniana, che è stato attivato un sistema di difesa aerea costiero interrato, al riparo da eventuali attacchi e ora attivo.

Inoltre è stato annunciato il pieno dispiegamento operativo delle batterie di missili di difesa S300 russi, si tratta di alcune batterie, 4 per la precisione, composte ciascuna da almeno 4 lanciatori per 4 missili ciascuno, con gittata massima tra i 200 e i 250 chilometri a seconda dei missili montati.

Inoltre 'Iran ha schierato le batterie dei suoi missili di produzione nazionale, i Bavar 373, basati sulle caratteristiche degli S300 russi. Segno evidente che la preparazione per un possibile attacco israeliano è in corso da tempo.

L'infiltrazione di sabotatori su suolo iraniano è reso possibile e anche probabile attraverso il territorio iracheno, gran parte del confine con l'Iran è infatti lungo il territorio controllato dai Curdi che, soprattutto in Iraq sono legati a doppio filo con Israele, che anche n passato ne aveva appoggiato il separatismo dal governo di Baghdad offrendo anche supporto amministrativo in caso di distacco.

I tentativi di destabilizzazione del medio oriente operati da Telaviv agiscono a tutto campo.

Proprio nell'ambito della collaborazione Iran Siria, invece annotiamo come proceda bene in ambito militare, è stata infatti annunciata la firma di un accordo per la fornitura di sistemi che ammoderneranno i sistemi radar e gestionali di molte zone della Siria, che dopo anni di guerra sono fuori uso o risalenti, quando va bene agli anni 70, già la Russia ha fornito sistemi ed integrazioni per i missili dei depositi siriani, S200 e S125 che hanno dimostrato la migliorata efficienza, ma ancora manca molto per poter parlare di difesa aerea integrata su tutto il territorio nazionale, le zone di Deir Ezzour e ad est di Hama per capirci, sono totalmente sguarnite.

Gli attacchi recenti potrebbero trovare una giustificazione nella firma del protocollo di 25 anni tra Iran e Cina, base di una fattiva collaborazione che si cementerebbe sulla assegnazione di basi aeree e navali a Pechino in cambio di forniture di petrolio e gas garantite e infrastrutture strategiche per il paese.

La Cina investirebbe in Ira cifre enormi per l'economia di Teheran, fino a 400 miliardi.

Autostrade, ferrovie, telecomunicazioni, porti e aeroporti, collegamenti marittimi, piattaforme informatiche e social, e piattaforma bancaria alternativa, bypassando le sanzioni del tesoro USA.

Importante l'accordo di collaborazione militare, con interscambio e sviluppo congiunto di nuovi sistemi e piattaforme.

Una collaborazione che estenderà l'ombrello militare di Pechino sul golfo persico e attraverso la mezzaluna sciita addirittura fino al Mediterraneo.

Il progetto della Belt and Road procede e l'Iran ne fa parte in maniera strategica.

L'integrazione delle difese aeree cinesi con quelle iraniane, la futura presenza militare di Pechino su suolo iraniano, porteranno notevoli vantaggi in termini di sicurezza per il paese da futuri attacchi ed ingerenze straniere come quelli degli Usa o di Israele.

Questo potrebbe spingere Telaviv e Washington a giocarsi il tutto per tutto prima che questo scenario si concretizzi e renda off limit l'Iran da futuri colpi di mano.

Siria

Proseguono i preparativi in vista di una ripresa delle ostilità.

Attorno ad Idlib va aumentando il dispositivo militare siriano, ancora non vi sono segni di smilitarizzazione delle milizie jihadiste come da accordi presi, mentre proseguono i pattugliamenti congiunti russo turchi, lungo la M4.

Nel Deserto tra Palmira e Deir Ezzour l'esercito siriano ha assestato duri colpi alle milizie ISIS, ancora operanti grazie ai rifornimenti garantiti loro attraverso la base USA di Al Tanf ,ormai è quello l'unico punto di rifornimento di mezzi, armi e uomini per proseguire i combattimenti, o si sarebbero arresi già da molto.

In questi giorni non sono stati segnalati nuovi attacchi da parte di Israele.

Nel nord est del Paese proseguono gli scambi di scortesie tra le pattuglie USA e i posti di blocco siriani, e russi, che proseguono sempre più di frequente ad ostacolare la circolazione di queste fermando le pattuglie statunitensi, costringendole al ritorno alla base o al cambio di percorso.

Più volte abbiamo anche segnalato come la popolazione stessa abbia manifestato il disappunto verso la presenza americana, oltre che turca,  stati occupanti di fatto di una gran parte del territorio e delle risorse petrolifere del Paese, questo in particolare da parte USA.

Libia

Le GNA hanno ripreso una azione di attacco in direzione sud verso la città strategica di Al Sabah, si sono portate a poca distanza dall'area che controlla alcune delle più grandi aree petrolifere del Paese, in concessione Eni oltretutto, nei giorni precedenti alcuni pozzi erano stati riconquistati dalle LNA con l'ausilio delle truppe di contractors dell'agenzia Wagner che opera al fianco delle forze del generale Haftar.

Le LNA avevano da parte loro attaccato la base aerea di Watiya colpendo le installazioni di difesa aerea appena posizionate dalla Turchia, si trattava si sistemi MIM-23 Hawk di produzione americana risalenti agli anni 70 anche se ammodernati.

A questo attacco le GNA hanno risposto con l'uso di droni turchi d'attacco che hanno colpito la base aerea di Al Jufrah, causando diverse vittime.

Una importante esercitazione navale turca è stata effettuata in questi giorni, aumenta il loro stato di approntamento per una eventuale guerra.

Gli scontri rischiati con unità navali francesi non sono passati senza strascichi. La Francia si è ritirata da ogni operazione navale in ambito NATO, cosa mai avvenuta prima, e minaccia gravi conseguenze alle prepotenze turche.

È noto che la Francia appoggi il generale Haftar in Libia.

Covid 19

I casi accertati nel mondo hanno ormai superato i 12 milioni, oltre 3 negli USA, dove si è toccato un nuovo record di contagi, oltre 65.000 in un solo giorno, seguiti dal Brasile con quasi 2 milioni di casi e 70.000 morti, notizia clamorosa è stata il ricovero del Presidente Bolsonaro, che mal ha recepito il contagio, manifestando sintomi pesanti ,tanto da dover ricorrere al ricovero ospedaliero, evidentemente il suo fisico da ex atleta, come diceva lui, non lo ha messo al sicuro dagli effetti pesanti della malattia.

I dati ISTAT diffusi per l'Italia hanno confermato ancora una volta come l'epidemia abbia causato un notevole aumento delle morti nelle province colpite pesantemente dall'epidemia, da notare come anche per il mese di aprile, lo scostamento dalle medie di decessi degli anni precedenti sia stato notevole e come solo una parte delle morti in eccesso, sia stata attribuita al covid, segno evidente che vi sia un diretto legame tra il virus e i decessi in fortissimo aumento, ma che solo una parte di essi sia stato attribuito al covid, probabilmente la ragione sta nelle molte denunce portate dai cittadini che lamentavano di non aver ricevuto alcun tampone di controllo o verifica del contagio pur avendone i sintomi, fenomeno che è stato già ampiamente dibattuto soprattutto nella mia regione, il Piemonte.

Il bilancio effettivo delle vittime resta dunque ancora avvolto nel mistero, l'aumento delle morti, è fuori da ogni normale deviazione statistica e legato intrinsecamente alle province dove l'epidemia ha colpito con maggiore durezza, altrove NON si è avuto alcun fenomeno simile.

Allego la pagina ISIAT dove potrete visionare i dati direttamente.

https://www.istat.it/it/files//2020/07/Rapp_Istat_Iss_9luglio.pdf

Il netto calo dei decessi in maggio è lampante e direttamente legato al probabile inserimento in aprile dell'obbligo delle mascherine chirurgiche a tutela delle persone, azione che avrebbe portato notevoli benefici se inserita subito in marzo con il decreto che istituiva il “lockdown”, purtroppo questo provvedimento è stato preso con grave e colpevole ritardo.

Venezuela

Nel giro di poche ore la delegazione dell'ex presidente del parlamento venezuelano, Juan Guaidò, dimissionato dalla carica dai suoi stessi colleghi dell'opposizione al governo del Venezuela, democraticamente eletto e legittimamente in carica, è stata ricevuta da due dei partiti italiani che maggiormente osteggiano la democrazia in Venezuela, ovvero FRATELLI d'ITALIA e il PARTITO DEMOCRATICO tra i due vi sono ormai ben poche differenze a livello di politiche economiche e anche dal lato sovranismo lasciano molto a desiderare essendo entrambi sottomessi e contenti di esserlo alla NATO ed alla UE, gli uni forse più filo USA gli altri più filo Bruxelles forse, ma nessuno dei due realmente filo italiano.

Ricevere la delegazione di una persona, normale parlamentare, senza incarichi nel suo Paese e attribuirgli dall'esterno il ruolo gratuito di presidente del venezuela fa davvero ridere.
La verità è che oggi come oggi, se in Cile ci fosse Allende, il PD si schiererebbe esattamente come FdI con Pinochet, e su questo non ho alcun dubbio.