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Home Inchiesta Inchiesta Aree di crisi nel mondo n. 55 del 11-9-2020

Aree di crisi nel mondo n. 55 del 11-9-2020

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di STEFANO ORSI

Ritroviamo anche questa settimana degli scenari ormai divenuti abituali: Bielorussia, Siria, Libia Turchia, Grecia e ritorna anche l'Ucraina.

Minsk

Domenica scorsa si è tenuta l'abituale manifestazione nazionale per le strade della capitale, e come nelle altre occasioni si è delineata nettamente la diminuzione dei partecipanti, ormai quelli visti in strada non erano più di 15-20 mila, un ulteriore netto calo di circa 10.000 partecipanti.

La strategia contenitiva si è rivelata efficace.

Il governo ha però mutato il suo atteggiamento nei confronti dei manifestanti antidemocratici, antidemocratici perchè non hanno accettato l'esito del voto popolare nel Paese, e hanno iniziato a colpire i capi dei movimenti di protesta e a reprimere le manifestazioni non autorizzate.

Già domenica sono comparse nuove unità speciali delle forze dell'ordine, in mimetica urbana verde e  Mefisto in testa per non farsi riconoscere.

Queste unità sono comandate da Karpenkov, funzionario di polizia del ministero degli interni, incaricato di mantenere l'ordine pubblico a Minsk.

Dopo lo stretto accordo con la Russia e il calo significativo dei consensi delle manifestazioni il governo pare passare al contrattacco.

Numerosi arresti , contrariamente ai giorni scorsi, sono avvenuti, sia a casa dei responsabili di fomentare le proteste sia in strada, laddove venissero individuati dei coordinatori di gruppi.

Seguendo il canale Nexta live, che ripetiamo, si tratta di un canale Telegram diffuso dalla Polonia, che agisce come motore delle proteste, si vedono molti episodi di questi arresti mirati.

Nei  giorni precedenti domenica scorsa non ve ne era traccia.

La settimana scorsa abbiamo presentato quella che stava risalendo velocemente nelle classifiche dei punti di riferimento dei regimi occidentali, data l'inconsistenza politica della Tikhanoskaya, Maria Kolesnikova, ebbene lunedì 7 settembre, spariva dalla circolazione, veniva subito diffusa la notizia di un suo arresto o rapimento, e allegato un video in cui veniva fatta salire su un furgone a forza.

Riapparve poco dopo vicino al confine ucraino dove era stata accompagnata forzatamente, ma attraversato il confine la Kolesnikova strappò , stando alle versioni ufficiali, il suo passaporto e venne rimandata dalle guardie ucraine in Bielorussia, dove allora è stata posta agli arresti con l'accusa di aver organizzato le proteste.

Oltre a lei sono stati arrestati altri membri del cosiddetto Consiglio di transizione, del quale avevamo già spiegato che un procedimento penale fosse stato aperto contro i suoi componenti per rati penali legati alla minaccia per la sicurezza del Paese.

Non si tratta di uno scherzo, le autorità bielorusse hanno offerto una via d'uscita pacifica per evitare di procedere contro i capi penalmente, due di questi Rodnenkov e Kravtsov, che erano stati portati al confine ucraino con la Kolesnikova, hanno effettivamente approfittato dell'offerta fatta e sono espatriati.

Agli arresti risultano anche altri due responsabili dell'autoproclamato Consiglio, Znak e la Konovalova, Znak è stato arrestato a casa sua da un gruppo di agenti , sempre incappucciati, che lo ha accompagnato in Carcere.

Risulta essere sempre libera la scrittrice premio Nobel Svetlana Alexievich.

Risulta interessante notare un fatto, il come vengano riportate le notizie dalla stampa occidentale, basandomi sui filmati diffusi dall'opposizione , stimo sempre con i medesimi metodi il numero dei partecipanti alle manifestazioni, e questo numero è fortemente in calo, sono ora circa la metà rispetto a 3-4 settimane fa, quando erano circa 35 mila, ecco leggendo un articolo del H. Post italiano, questo  numero, di domenica scorsa, evidentemente in linea con la mia stima di 15-20 mila, è incredibilmente stato riportato come di 100.000 che è sconcertante come quantità in quanto il calo è evidentissimo e il diradamento delle persone più che evidente, eppure le cifre vengono gonfiate ad arte.

Contemporaneamente la capitale bulgara Sofia è da due mesi bloccata dalle manifestazioni dei cittadini contro il corrotto Boyko Borissov, e come mai nessuna notizia ci viene data e tutta l'attenzione occidentale è rivolta verso il fallito golpe bielorusso e le misere manifestazioni senza popolo? Semplice, Borissov è si un politico estremamente corrotto che non ha più l'appoggio del suo popolo a causa della forte crisi economica nel Paese e rabbia dei cittadini, ma ha dalla sua di essere l'uomo forte che ha sostenuto il viaggio della Bulgaria verso la UE e la NATO e pertanto non si deve parlare di nulla che possa minare la credibilità di due istituzioni in pieno decadimento morale, politico ed economico.

La Lituania dopo l'arresto della Kolesnikova, ha pensato bene di rivitalizzare l'immagine della Tykhanoskaya riconoscendola ufficialmente come presidente della Bielorussia, una Guaidò in gonnella, che oltre all'incoronazione da parte estera, vista la bocciatura delle urne, è a lui accomunata anche dal fallimento delle sue iniziative politiche e dall'assenza di appoggio da parte della popolazione.

Ucraina

Torno sull'argomento Ucraina parlando della guerra nel Donbass e dell'omicidio di Andrea Rocchelli.

Ho preso al balzo la presentazione di un documentario girato dietro finanziamenti di tre raccolte una anche in Ucraina stessa, per la regia di tal Cristiano Terlizzi, e mirato a discolpare la figura del condannato in 1° grado Vitaly Markiv.

Visto il materiale esposto e parte del girato presentato ho deciso e sentito il forte bisogno di svolgere un'operazione di debunking per comprendere meglio sia cosa stessero facendo in Ucraina sia come lo abbiano fatto.

Non secondario è lo scopo emerso da questa operazione, che senza tanto volerlo nascondere è tutta una operazione volta ad influenzare i giudici per ottenere da un lato l'eventuale proscioglimento del Markiv e dall'altro almeno che non si accusi l'Ucraina di essere responsabile dell'accaduto.

È un lavoro lungo 2 ore e 41 minuti che vi invito comunque a seguire con attenzione per ricordare anche la coraggiosa figura di Andrea Rocchelli, fotoreporter di grande capacità e serietà che è stato ucciso a Slaviansk mentre stava svolgendo il suo lavoro per informarci di quanto stava realmente accadendo laggiù.

https://www.youtube.com/watch?v=24yBf6-zBco

Vi prego di lasciare il vostro contributo nei commenti e di iscrivervi al canale per sostenerci.

Altro lavoro svolto questa settimana è stata la realizzazione di tre approfondimenti su alcuni temi di interesse geopolitico.

Il caso Navalny

https://www.youtube.com/watch?v=smic-AmiCYg&t=932s

Di aggiornamento posso aggiungere che , fortunatamente, Navalny si è ripreso e sarebbe cosciente.

Le autorità russe hanno richiesto le informazioni mediche sul loro cittadino ricoverato a Berlino, ma sono state incredibilmente negate dalle autorità tedesche, che avevano però chiesto a quelle russe di indagare, queste ultime hanno emesso un comunicato in cui si stupiscono di questo inaccettabile comportamento da parte di Berlino.

Prove finora non ce ne sono state sull'uso di Novichok se non invece contro di esso, ovvero che Navalny sia vivo.

Siria

Approfondimento in video sulla Siria

https://www.youtube.com/watch?v=hODKxSKSs5k&t=54s

Oltre ai fatti citati la settimana scorsa, ieri sera si è avuto un misterioso attacco missilistico vicino Aleppo, attribuito inizialmente a Israele sul quale però permangono forti dubbi.

Rapporti Russia India e Turchia

Nuove alleanze si vanno rafforzando in Asia dove l'occidente rimane sempre più alla finestra impotente e ininfluente.

https://www.youtube.com/watch?v=pGGb1jV_pPs&t=629s

Accenno anche alla crisi tra Turchia e Grecia, che va sempre più peggiorando.

Dopo le esercitazioni navali turche ora è la Grecia a annunciare una esercitazione vicino alla Turchia con 10.000 soldati.

Libia

La Germania ha mandato i tecnici della Siemens a visionare gli impianti che attualmente sono in gestione ala nostra Eni, a buon intenditor poche parole.