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Home Inchiesta Inchiesta Aree di crisi nel mondo n. 59 del 9-10-2020

Aree di crisi nel mondo n. 59 del 9-10-2020

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di STEFANO ORSI

La guerra Azero-Armena del 2020

Proseguiamo nel seguire gli eventi di questo conflitto nato nel 94 e che prosegue oggi con i fatti che stiamo osservando.

Stepanakert

Sono proseguiti in questi giorni i bombardamenti sulla captale della autoproclamata Repubblica dell'Artsakh (prima Nagorno Karabakh).

Abbiamo pubblicato sui social media alcuni aggiornamenti in merito.

Aggiornamento situazione nel Nagorno Karabakh o Artsakh 4-10-2020
Stepanakert
Secondo fonti vicine all'Azerbaigian, questa sarebbe la situazione sul terreno paragonata a quella del 1 ottobre nella seconda immagine.
Temo sia veritiera.
Il presidente azero Aliyev ha chiesto all'Armenia di indicare le date per il suo ritiro dal Nagorno Karabakh come condizione per il cessate il fuoco.
In pratica la resa senza condizioni.
Sarebbe la fine politica dei governanti armeni, saliti al potere dopo il golpe del 2018 (con il beneplacito degli USA e della UE)

https://www.facebook.com/stefano.orsi.376/posts/2028991583901711

Aggiornamento dai fronti del Nagorno Karabakh / Artsakh del 5-10-2020

Molto brevemente,
le difficoltà delle truppe armene e dell' Artsakh si stanno sempre più palesando.
Il vantaggio dei droni che danno il controllo totale dei cieli all'Azerbaigian si va sentire sempre più.
I bombardamenti su Stepanakert si fanno sempre più violenti.
Gli Armeni, rispondono colpendo anche loro centri abitati in Azerbaigian e ieri anche una centrale elettrica a Mingechevir.
Al momento le forze armene stanno tenendo a nord dell'Artsakh.
Presidente dell'Artsakh, Harutiunyan, moglie e figlio si sono arruolati e sono partiti per il fronte per dare l'esempio.
Nel sud del Paese la situazione più difficile, con le forze Azere che stanno avanzando anche abbastanza velocemente lungo il confine con l'Iran.
Appare forse più evidente il disegno di estendere le operazioni da parte Azera, oltre al territorio perso nella guerra e ricongiungersi coi territori ad ovest, in quel caso invadendo il territorio armeno, ma questo sebbene servirebbe loro molto, appare davvero difficile come scenario, in quel caso vi sarebbero implicazioni che coinvolgerebbero altri stati e trattati di difesa comune.

Grossomodo la situazione di oggi è questa ho preso anche delle mappe diffuse da pagine turche, perchè tutto sommato si sono rivelate affidabili a sufficienza su questo fronte.
Vi poto anche una selezione di video che ho reperito sul web in cui finalmente vediamo i soldati azeri, finora visti solo da lontano e da telecamere armene.
I bombardamenti violenti su Stepanakert servono per indurre terrore nella popolazione civile armena e spingerla a abbandonare il Paese in caso di vittoria azera, la pulizia etnica sembra non passare mai di moda.
In un video noterete materiale bellico abbandonato, appare INTEGRO ovvero non danneggiato da colpi di artiglieria, mine o missili, i reparti li hanno abbandonati rinunciando a schierarli per via dei droni onnipresenti che distruggono i mezzi e uccidono i loro equipaggi, oltre a danneggiare la catena dei rifornimenti, carburanti compresi.

https://www.facebook.com/stefano.orsi.376/posts/2030125783788291

https://www.youtube.com/watch?v=yMu2nskO6Oc&t=60s

https://www.youtube.com/watch?v=hA1eSOXLofM
https://www.youtube.com/watch?v=t0CjAB3swFw&t=15s
https://www.youtube.com/watch?v=KSY5veHBJQY&t=16s
https://www.youtube.com/watch?v=VayBBDHgs74
https://www.youtube.com/watch?v=8d53IDsc0KY

I video arrivano sempre dal mio canale youtube al quale vi invito sempre ad iscrivervi.

Aggiornamento dai fronti del Nagorno Karabakh del 7-10-2020

Stepanakert
Gli scontri armati continuano senza sosta così come i bombardamenti azeri sulla capitale dell'Artsakh, non chiedetemi se gli abitanti abbiano un nome derivato da quello dello stato, io li chiamo Armeni, e le risposte armene verso città e villaggi azeri.
Nei giorni scorsi abbiamo visto come le forze azere avessero iniziato ad avanzare piuttosto velocemente nel sud del Paese, vicino al confine con l'Iran.
Da ieri però ho notato una netta diminuzione di nuovi video postati dal ministero azero sull'uso ed i danni causati dai droni.
Sono tre giorni che il maltempo perdura nella regione, e in concomitanza l'attività aerea azera è calata notevolmente, una peculiarità dei droni turchi, come mi ha suggerito un amico , sarebbe la mancanza nei droni turchi di un radar AESA, che è invece presente in modelli USA o Israeliani, ma non in quelli acquistati dagli Azeri, i modelli turchi per esempio usano rilevatori ad infrarossi o camere termiche che sono soggette ad essere influenzate dal cattivo tempo.
Questo spiegherebbe la limitata attività aerea azera ed il loro massiccio ricorso all'artiglieria tradizionale.
Potrebbe anche essere dovuto ad una altro fattore.
I sospetti vanno immediatamente al fatto che in questo avvio di guerra, a fianco del loro utilizzo in massa, vi fosse anche un pesante costo in perdite di questi droni.
tralascio i bollettini di ambo le parti perchè sono specularmente opposti, poche perdite io e tante tu, anche a parti invertite.
Al momento sono stati diffusi dei bollettini secondo i quali sarebbe in atto un ripiegamento azero dai fronti a sud, quelli dove nei giorni scorsi avevano anche recuperato molto materiale armeno abbandonato, compresi camion, depositi di munizioni sia per armi leggere che per artiglieria, e diversi carri armati , circa una decina di T72 ancora perfettamente efficienti.
Se a sud gli Azeri hanno avanzato lungo il confine iraniano, a nord invece, sono inchiodati sulle loro posizioni dalla ferma resistenza delle difese armene.
Cosa quindi sta succedendo nel sud? Non mi pare sia in atto una violenta controffensiva armena, perchè non ne ho notizia e nessuno ne riporta traccia, ma potrebbe darsi che siano i rifornimenti azeri a latitare, e di fronte ad un assottigliarsi degli approvvigionamenti, la logistica si sa, e la Siria lo insegna, causa bruschi arresti anche di operazioni brillanti e vincenti.
I cultori della storia ricorderanno bene come anche lo stesso Rommel dovette abbandonare una offensiva vittoriosa che lo stava portando direttamente ad Alessandria d'Egitto, per il fatto di non avere avuto quasi più benzina nei carri.
Che sia capitato qualcosa di simile ai "ragazzi" di Aliyev?
Questo era vero fino in serata quando verso le 21 arriva la notizia dell'annuncio del Presidente dell'Artsakh di una violenta controffensiva armena proprio sui fronti a sud, una colonna militare è stata bersagliata pesantemente dall'artiglieria. Mancano al momento video diffusi dagli Armeni.
https://www.youtube.com/watch?v=orzSVh_X1gI

https://www.facebook.com/stefano.orsi.376/posts/2031935416940661

Il giorno 8 l'esercito azero ha tentato due differenti offensive entrambe nel fronte meridionale, e nuovamente sono tornati presenti i droni.

Un drone azero è stato abbattuto dalle stesse forze azere scambiandolo per un caccia armeno e lo hanno pure annunciato per poi mostrare le foto e capire lo sbaglio tra le risate dei nemici.

In tempo buono facilita l'uso dei droni ma le truppe armene non demordono.

Le due offensive azere si sono risolte in un nulla di fatto, entrambe respinte e subendo perdite pesanti in uomini e mezzi.

L'intensità degli attacchi con i droni non è tornata ai livelli di inizio operazioni, segno che le riserve azere si stiano assottigliando, i droni suicidi per ovvi motivi non si riutilizzano e i droni Bayraktar abbattuti nemmeno, la Turchia ne ha impegnati per le operazioni in Siria, in Libia e ora qua con l'Azerbaigian, le perdite subite sono state molte su tutti i fronti e non credo abbiano risorse infinite.

I droni non montano armi convenzionale, il loro impiego ottimale prevede l'utilizzo di armi dedicate, la Turchia ne produce e hanno un costo non indifferente, le dimensioni ridotte non implicano necessariamente costi inferiori, anzi, forse è vero il contrario, un missile di precisione a ricerca termica del bersaglio ridotto in scala è più difficile da produrre di uno a misure maggiori.

Inoltre il dispendio di munizionamento convenzionale, proiettili di artiglieria e razzi è stato notevole, come ben ricordiamo in Siria dopo attacchi pesanti e offensive sostenute dal necessario fuoco di interdizione e “ammorbidimento” sono sempre state necessarie soste per reintegrare magazzini e far riposare i reparti impiegati in prima linea.

Questo scenario differisce solo dal meno complesso fronte che vede ottimamente alle spalle i depositi e le linee di rifornimento, a differenza del complesso scenario siriano.

Eppure è evidente che non vi siano significativi progressi al fronte, che dopo ormai quasi due settimane, i guadagni azeri siano stati poca cosa.

L'Armenia ha vissuto un momento difficilissimo all'apice della potenza di attacco azera mediante droni, sono stati più volte sul punto di cedere, e i comandi lo hanno avvertito, al fronte sono andati la moglie del primo ministro, lui stesso ed infine anche il figlio maggiore, l'esempio era necessario per infondere coraggio e tenacia, ma lo hanno superato trovando il coraggio e la forza di non mollare e, contendendo metro su metro agli azeri hanno imposto un pesante pedaggio per ogni avanzamento ottenuto.

Pedaggio che una volta presentatosi al pagamento ha imposto un rallentamento agli azeri.

Le forze russe hanno seguito con grande attenzione la situazione e aggiornato costantemente il Cremlino di Mosca sulla reale situazione sul campo di battaglia.

I civili sono finiti nel bersaglio da ambo i lati, segno anche delle difficoltà sul fronte di contatto diretto.

https://www.youtube.com/watch?v=_kSGj7Tzebg&feature=share&fbclid=IwAR07tLQXIrdbj-6Y6Qvn9B_1GkP8qMyACIcZBI2TPQee1CXK872CA6nfgWQ

Sono stati segnalati e documentati sia i bombardamenti azeri sulle città dell'Artsakh che le risposte armene su città e villaggi azeri.

Oggi una importante svolta.

L'iniziativa diplomatica russa si è manifestata finalmente.

Approfittando di un momento di evidente difficoltà per entrambi i contendenti, al di la dei proclami, Mosca ha convocato i ministri degli esteri Azero e Armeno.

Entrambi i Paesi hanno acconsentito a inviare i ministri degli esteri.

Mentre scrivo sono in corso i colloqui e spero che ne scaturisca almeno un accordo di cessate il fuoco che al momento dovrebbe accontentare un po' tutti visto che gli uni hanno resistito e gli altri hanno il fiatone.

Trump

Dopo la guarigione dal contagio del SARS-COV2 il Presidente USA si è lasciato andare a dichiarazioni al limite del surreale, è proprio vero che tra i postumi vi siano seri danni neurologici...

Comunque ha ripreso l'attività politica e ne prossimi giorni anche di incontri pubblici, prima tappa Florida, stato in bilico e dai voti davvero pesanti.

Comunque resta un fatto, Trump dimentica di specificare che solo i ricchi possidenti possano ricevere tamponi ogni giorno o quasi per sapere se sono stati contagiati e essere curati per tempo. Gli altri lo vengono a sapere quando magari stanno male e diviene poi troppo tardi. Lui inoltre ha ricevuto sacche di plasma con anticorpi policlonali cura non prodotta industrialmente e quindi di difficile reperibilità ( è il limite abnorme del plasma come iperimmune come cura, quando serve di più manca), il fatto che venga destinata solo a POCHI, mi lascia non poco “incavolato”.

Venezuela

La Corte di Appello inglese ha annullato l'assegnazione a Guaidò dell'oro del Venezuela custodito presso la Banca d'Inghilterra.

Si tratta di 31 tonnellate di oro zecchino in lingotti, del valore di circa un miliardo di euro.

Ora si deve attendere il pronunciamento dell'Alta Corte per una decisione definitiva che appare sempre più difficile che venga confermata nella assegnazione a Guaidò in quanto a breve si terranno anche le elezioni politiche cui probabilmente nemmeno parteciperà.

Aggiungo una nota personale

Si è spenta dopo lunga malattia, l'amica e compagna Carla Nespolo, già parlamentare del PCI e Presidente Nazionale dell'ANPI in carica.

Oltre al valore del personaggio pubblico mi sento di aggiungere che a livello umano, Carla fosse una persona davvero affabile e generosa, devota alla causa dei suoi ideali, una persona che oggi è sempre più difficile incontrare.

Ci mancherà molto davvero.