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Home Inchiesta Inchiesta Aree di crisi nel mondo n. 64 del 13-11-2020

Aree di crisi nel mondo n. 64 del 13-11-2020

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di STEFANO ORSI

La guerra per il Nagorno Karabakh 8-11-2020

Prosegue ormai da diverse settimane il conflitto ripreso dopo la lunga guerra del 94.

Le forze azere come saprete, hanno mantenuto finora l'iniziativa, la scelta strategica le ha portate ad inoltrarsi nel territorio a sud , lungo il confine con l'Iran.

Qui il confine corre lungo la valle di un fiume, valle ampia e pianeggiante, il che ha permesso loro di incunearsi nelle difese armene ormai stremate e prendere il controllo di tutto il confine con l'Iran.

Dal controllo pieno di questo settore, hanno proceduto verso nord, lungo un terreno aspro e montuoso, adatto alla difesa, il che ha permesso alle forze a armene di rallentare le truppe azere.

Nonostante il massiccio ricorso ai soliti droni, di cui abbiamo parlato più volte, gli azeri hanno dovuto disperderne l'utilizzo contro le singole postazioni di fanteria, colpendo buche e trincee anziché i carri armati, i camion le artiglierie, che sarebbero il bersaglio naturale di questo tipo di arma.

Oltre al fattore drone, un altro grande vantaggio fa pendere la bilancia a favore degli azeri: il numero.

L'esercito azero ha forze molto superiori a quelle armene dell'Artsakh, forze che sono state ulteriormente sostenute dai miliziani mercenari e jihadisti al soldo turco, che sono stati portati su questo fronte dopo aver combattuto per anni in Siria e Libia. Sono almeno 3000 questi mercenari jihadisti e la loro esperienza e sacrificabilità ne ha fatto un'arma in più per gli Azeri.

Le forze Azere hanno comunque proceduto nell'avanzata, sebbene lenta, verso nord, dapprima lungo il confine armeno, presidiato anche da forze russe, a scanso di equivoci e di rischio di allargamento del conflitto, e qui di villaggio in villaggio, sono riuscite a raggiungere una importante strada, quella che collega la capitale Stepanakert al confine Armeno , una via importante per i rifornimenti della capitale dell'Artsakh, la M12.

Dopo le prime avanzate lungo il confine armeno, la strategia azera ha previsto l'avanzata anche sul fronte centrale dello schieramento offensivo.

Partendo quindi da Hadrut e Fazuli, le colonne delle truppe d'assalto hanno aperto la via alle forze della fanteria azera.

La resistenza armena è stata tanto valorosa quanto disperata.

Le devastanti perdite subite a causa dei droni, sono state praticamente appiedate, senza camion, senza carri, senza blindati e senza rifornimenti di carburante che hanno immobilizzato tutti gli altri mezzi sopravvissuti, le numerose catture di carri e blindati integri e abbandonati lo testimoniano, non hanno lasciato loro nessuna possibilità di reggere la poderosa spallata portata dall'esercito azero.

Nel giro di una settimana le forze azere sono riuscite a portarsi a ridosso della strategica città di Shusha, incuneandosi tra le forze armene, raggiunta Shusha è iniziata la battaglia per il suo controllo.

Perché Shusha rappresenta un punto di resistenza tanto importante e per gli attaccanti un obbiettivo strategico di primaria importanza?

Shusha è un naturale punto di difesa per la capitale stessa dell'Artsakh, Stepanakert, situata infatti a soli 3 Km dalla periferia della capitale.

Oggi 8 novembre è stata ufficializzata la caduta di Shusha e pertanto le forze armene stanno combattendo ora fuori dalla cerchia urbana della cittadina, difendendo direttamente l'accesso alla capitale.

Ormai è solo questione di ore o giorni ma anche il destino di Stepanakert è segnato.

all'Artsakh gioverebbe solo una resa con garanzie, ma più attendono e meno ne avranno o potranno chiedere.

La proposta del presidente Putin in fondo , finora è stata l'unica che avrebbe evitato molte perdite e, con grande pragmatismo, posto fine ad un conflitto senza senso che non giova a nessuno.

Firma del cessate il fuoco e sua applicazione 13-11-2020

La notte tra il 9 ed il 10 novembre, ha visto serrarsi la trattativa per arrivare ad un cessate il fuoco, proprio la proposta russa è stata discussa e ritenuta come l'unica formula realmente praticabile per ottenere uno stabile e duraturo accordo di pace e non solo un temporaneo cessate il fuoco.

Leggiamo dal testo sottoscritto quanto è stato approvato dai presidenti Pashinyan per l'Armenia, Aliyev per l'Azerbaigian e Vladimir Putin per la Russia.

Dichiarazione

Presidente della Repubblica dell'Azerbaigian,

Primo Ministro della Repubblica d'Armenia

e il Presidente della Federazione Russa

Noi, il Presidente della Repubblica dell'Azerbaigian I.G. Aliyev,

Il primo ministro della Repubblica di Armenia Nikolai Pashinyan e il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin annunciamo quanto segue:

1. Un cessate il fuoco completo e tutte le ostilità nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh sono annunciati dalle 00:00 ora di Mosca del 10 novembre 2020. La Repubblica dell'Azerbaigian

e la Repubblica d'Armenia, di seguito denominate le Parti, si fermano alle loro posizioni.

2. La regione di Agdam nei territori detenuti dalla Parte armena nella regione del Gaza della Repubblica dell'Azerbaigian saranno restituiti alla Parte dell'Azerbaigian fino al 20 novembre 2020.

3. Lungo la linea di contatto in Nagorno-Karabakh e lungo il corridoio Lachin, un contingente di peacekeeping della Federazione Russa è schierato composto da 1.960 militari con armi leggere, 90 corazzati da trasporto truppe, 380 unità di automobili e attrezzature speciali.

4. Il contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa viene schierato parallelamente al ritiro delle forze armate armene. La durata della permanenza del contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa è di 5 anni con proroga automatica per i successivi periodi di 5 anni, se nessuna delle Parti dichiara 6 mesi prima della scadenza del periodo di intenzione di terminare l'applicazione di questa disposizione.

5. Al fine di aumentare l'efficacia del controllo sull'attuazione degli accordi da parte delle Parti in conflitto, viene dispiegato un centro di mantenimento della pace per controllare il cessate il fuoco.

6. La Repubblica di Armenia restituirà la regione del Kelbajar alla Repubblica dell'Azerbaigian entro il 15 novembre 2020 e la regione di Lachin entro il 1 ° dicembre 2020, lasciandosi alle spalle il corridoio di Lachin (largo 5 km), che garantirà il collegamento del Nagorno-Karabakh con l'Armenia e allo stesso tempo non influenzerà la città di Shusha.

Di comune accordo tra le Parti, nei prossimi tre anni, sarà definito un piano per la costruzione di una nuova via di traffico lungo il corridoio Lachin, che prevede la comunicazione tra Stepanakert e l'Armenia, con il successivo ridistribuzione del contingente di peacekeeping russo a protezione di tale rotta.

La Repubblica dell'Azerbaigian garantisce la sicurezza del traffico

lungo il corridoio Lachin di cittadini, veicoli e merci in entrambe le direzioni.

7. Gli sfollati interni e i rifugiati stanno tornando nel territorio del Nagorno-Karabakh e nelle aree adiacenti sotto il controllo dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati.

8. C'è uno scambio di prigionieri di guerra e altre persone detenute e corpi dei morti.

9. Tutti i collegamenti economici e di trasporto nella regione sono sbloccati. La Repubblica di Armenia fornisce collegamenti di trasporto tra le regioni occidentali della Repubblica dell'Azerbaigian e la Repubblica autonoma di Nakhichevan al fine di organizzare la circolazione senza ostacoli di cittadini, veicoli e merci in entrambe le direzioni. Il controllo dei trasporti è esercitato dagli organi del Servizio di frontiera dell'FSB della Russia.

Con l'accordo delle parti, sarà fornita la costruzione di nuove comunicazioni di trasporto che colleghino la Repubblica autonoma di Nakhichevan con le regioni occidentali dell'Azerbaigian.

9 Novembre 2020

Il Presidente

La Repubblica dell'Azerbaigian

Primo Ministro

Repubblica di Armenia

Il Presidente

Federazione Russa

Le conseguenze immediate dell'accordo.

Come leggete questo accordo prevede un ritorno alla situazione che era prima della guerra del 92-94 che al suo termine vedeva ampi territori dell'Azerbaigian, tra l'Artsakh e l'Armenia, occupati dall'esercito armeno e dalle milizie dell'Artsakh, salvo fissare sul terreno l'attuale situazione dei fronti, ovvero il terreno perso dagli Armeni in questa ultima fase della guerra, resteranno all'Azerbaigian.

Vae Victis tuonava Brenno di fronte alle lamentele dei Romani sconfitti, e così oggi, sconfitti sul campo di battaglia, agli Armeni non resta che bere l'amaro calice dell'unico accordo possibile e prendersela con il solo responsabile, quel Pashinyan che con il suo golpe appoggiato da UE ed USA ha allontanato l'Armenia dalla Russia, che con i suoi tentativi di assicurarsi comandi militari fedeli, ha promosso generali per meriti politici e allontanato quelli capaci.

Oggi il governo Pashinyan appare assediato da una presenza costante di popolo in piazza che ne esige le immediate dimissioni.

Per ora lo sconfitto resiste e fa spallucce d fronte alle giuste proteste della popolazione, ma non potrà farlo a lungo.

Applicazione dell'accordo di pace.

L'accordo sta tenendo in maniera egregia e immediatamente dalle 00.00 del 10 novembre, sono cessate tutte le ostilità.

Addirittura l'emittente internet russa ANNA news ha filmato soldati armeni che soccorrevano dei feriti azeri, uno di questi si rivelava essere un algerino probabilmente al soldo della Turchia e portato qui dai fronti siriani.

Nella stessa notte, una poderosa colonna militare russa si muoveva dalla base aerea 102 vicino a Erevan per raggiungere i fronti dell'Artsakh e schierarsi sulla linea di contatto per garantire il rispetto del cessate il fuoco e difendere la popolazione.

Saranno in tutto circa 2000 , come avete letto, i soldati russi che verranno schierati.

Nella notte stessa sono iniziati i decolli dalle basi russe per trasportare mezzi e truppe in Armenia e da li sui fronti di destinazione.

Impressionante il massiccio impiego di cargo IL-76 e anche Antonov.

Ad oggi, mattina del 13 novembre, sono già 60 i voli atterrati con forniture per la missione.

https://www.youtube.com/watch?v=L8Uh0M-y68U&t=737s

https://www.youtube.com/watch?v=LPVbqnJjs7I&t=664s

https://www.youtube.com/watch?v=wpMpizURMyk

Con Sascha di Saker-Italia abbiamo esaminato questi fatti e commentato gli accordi di pace.

https://www.youtube.com/watch?v=-QJ6fpkcLVM

In quest'ultimo video invece spiego con le mappe, l'applicazione dell'accordo di pace.

https://www.youtube.com/watch?v=XiNkcDMtRSU

La Turchia sta sgomitando per avere un ruolo attivo in questo processo di pacificazione, finora sta trovando la resistenza russa che si oppone ad un ruolo attivo compreso il rifiuto a vedere truppe turche schierate con ruolo di pace.

Evidentemente la firma di questo accordo con esclusione della Turchia dalle trattative sia stato portato avanti senza l'accordo di Erdogan.

Questo può anticipare un allontanamento di Aliyev da Ankara, forse si è reso conto che il progetto turco non è esattamente di avere alleati ma protettorati succubi, bo credo che il governo azero voglia interpretare la parte della colonia sull'esempio della Libia.

Resta da vedere cosa sarà delle milizie jihadiste portate qui dai teatri siriano e libico e ora inutili.

Stiamo cercando di capire bene come le popolazioni locali affronteranno i cambiamenti, alcune province azere occupate dal 94 tornano oggi al Paese originario e le popolazioni azere fuggite allora faranno ritorno oggi? Stiamo parlando di molte decine di migliaia di persone, alcune cifre diffuse parlano di 700.000 azeri, non credo che dopo 26 anni faranno tutti ritorno.

Stesso discorso per gli Armeni che vivono li e avranno certo timore di ritorsioni contro di loro e molti preferiranno andarsene.

Il ruolo che la Russia si sta ricavando tra le ex repubbliche sovietiche è di forza di pace che rispetta i vicini e sa restare parte terza e fare da mediatore.

Mentre ad uscirne indeboliti sono senza dubbio il golpista Pashinyan, si spera presto ex Primo Ministro, e Erdogan, che cerca in ogni modo di avere della visibilità in una vicenda che lo ha visto parte attiva nel causare il conflitto ed ora si trova ai margini nella pacificazione.

La Russia si garantisce di certo anche un nuovo ruolo con l'Azerbaigian, con cui i rapporti , probabilmente, andranno riavvinandosi dopo anni incerti e vacillanti. Con l'Armenia invece, andrà eliminata ogni velleità atlantista e ripresa la via dell'amicizia e della partnership privilegiata con Mosca.

Francia, UE , Usa sono stati del tutto assenti e solo adesso che capiscono di perdere terreno nel Caucaso, cercano di farsi vedere.

Russia

Il Ruolo di potenza mondiale, della Russia non si vede solo nel suo  impegno nel difendere gli alleati e mediare difficili situazioni con grande pragmatismo e capacità diplomatica, ma anche nella crescente presenza in Africa.

Dopo gli accordi con l'Egitto, tornato ad essere uno dei migliori clienti di Mosca, sia per le armi che per l'energia, il difficile ruolo in Libia a sostegno degli interessi egiziani nel contrastare la Turchia, Putin sta trattando col Sudan per avere la disponibilità di una base navale.

Si tratterebbe del porto di Port Sudan, se ne parlò già a gennaio dell'anno scorso, in occasione di un approdo delle navi russe di passaggio dal Mar Rosso. Oggi si discute invece di avere una presenza fissa e stabile di installazioni militari russe nell'importante e strategico braccio di mare che porta al Canale si Suez.

L'accordo garantirà anche l'approdo di navi nucleari e lanciamissili, oltre all'uso, per trasporto di mezzi ed attrezzature, di porti ed aeroporti.

Khartoum vuole quindi rafforzare la sua partnership strategica con Mosca e trovare una sua precisa collocazione in quello che sta ritornando sempre più un mondo multipolare e non più americano-centrico.

Bolivia

Commovente la gioia del popolo boliviano nell'accogliere il suo amato Presidente Evo Morales, lo chiamo presidente e non ex Presidente in quanto a tutti gli effetti la sua rielezione dell'anno scorso era valida, Presso l'aeroporto di Chimoré nella regione del Cochabamba, proprio il luogo da cui un anno fa era stato costretto a fuggire con un aereo, dai militari golpisti che lo volevano eliminare.

https://www.youtube.com/watch?v=_TbWTuoV0B4

Come vedete dalle immagini, ha trovato più di un milione di persone a festeggiare il suo ritorno.

Oggi la golpista Jeanine Anez autoproclamatasi Presidente ad interim, e subito riconosciuta da USA e UE, manco a dirlo, si trova sul banco degli imputati, è accusata di violazione dei principi della Costituzione boliviana,  violazione dei doveri, genocidio, omicidio, lesioni gravi, associazione a delinquere, privazione di libertà e sparizione forzata di molti cittadini boliviani.

Accuse pesantissime perché i massacri compiuti dai golpisti per sostenere il golpe contro le proteste dei boliviani non potevano restare impuniti.

Un duro e difficile lavoro attende ora il nuovo presidente Arce, rinnovare i vertici di polizia e esercito e risanare il paese dai disastri e ruberie compiuti dai golpisti filo USA e UE.