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Da Hebron l'indignazione dilaga sul web

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di ROSSELLA PERA

Da domenica 14 febbraio sul web impazza un discusso filmato che mostra un poliziotto israeliano rovesciare un uomo su una sedia a rotelle.

Inutile aggiungere che il video ha scatenato l'indignazione generale, tanto che il Ministro della Giustizia israeliano ha annunciato l'apertura di un'indagine.

Secondo quanto mostra il video, che potete trovare sul sito di Repubblica, un gruppo di palestinesi che si trovavano presso la Tomba dei Patriarchi ad Hebron, luogo sacro sia per ebrei sia per musulmani, cerca di soccorrere una ragazza palestinese, ferita da colpi di arma da fuoco in seguito al suo tentativo, secondo quanto riportano le Forze di Difesa israeliane (IDF), di attentare ad un militare israeliano; tuttavia non è riportata notizia alcuna circa chi la ragazzina avrebbe avuto intenzione di ferire. Fonti diverse riportano invece che la quattordicenne stava semplicemente camminando in prossimità del posto di blocco noto come 160, insieme alla sorellina.

La ragazza, Yasmine al-Zarou, quattordici anni, giace a terra circondata da un cordone di soldati.

Tra la folla che cerca di prestare soccorso, appare un uomo in sedia a rotelle, probabilmente poco disposto ad allontanarsi dal luogo in cui giace la ragazza; immediatamente le immagini prendono velocità ed è possibile riscontrare con chiarezza l'atto di un militare israeliano che scaglia a terra l'invalido, facendogli picchiare la nuca sul manto stradale.

Immediata è la reazione dei palestinesi presenti, che tentano di pestare rapidamente soccorso all'anziano signore, salvo essere nuovamente allontanati dai militari israeliani con calci e colpi di granate atti a scoraggiare qualsiasi avvicinamento al cordone militare.

La vicenda si conclude diversi minuti dopo il sopraggiungere dell'ambulanza, che attende lateralmente prima che i soldati permettano il trasferimento della ferita.

Sull'ambulanza i medici si prenderanno carico delle condizioni della giovanissima, la quale, secondo quanto riportato dalla polizia israeliana, è stata trasferita in ospedale in condizioni critiche.

Nella stessa città, il giorno precedente all'incidente, un'altra ragazza palestinese, Kilzar al- Ouweiwi, residente a Hebron, diciassettenne, è stata uccisa. La giovane donna ha cercato di pugnalare un soldato nei pressi della Moschea Ibrahim, ferendolo leggermente e ferendo anche un connazionale palestinese, Abed al-Rajabi, scambiato per un colono israeliano e trasferito al Shaare Zedek Medical Centre per le cure.

Ashraf Mishal, capo ella pubblica accusa ad Hebron, ha affermato che l'autopsia effettuata sul corpo, conferma che la giovane vittima è stata colpita da tre colpi di arma da fuoco: un proiettile nel gomito, uno nel petto e uno che ha perforato il polmone, stabilendosi all'altezza del collo. Mishal  e il medico legale, hanno anche comunicato che la ragazza avrebbe potuto essere salvata se non fosse stata lasciata a morire, dissanguata lungo la strada.

A questi due episodi è possibile aggiungere quelli di altri cinque giovani palestinesi uccisi nel corso del fine settimana scorso.

Dal mese di ottobre sono ventisette le vittime israeliane, e una americana, uccisi da estremisti palestinesi in Israele, Cisgiordania e vicino al confine con la Striscia di Gaza. Nel medesimo periodo si contano un centinaio di vittime palestinesi, molte giovanissime, decedute per mano degli israeliani.