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Emergency contro le recenti misure adottate dal C.E e dal Governo italiano su migranti e rifugiati

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Emergency esprime la sua contrarietà alle recenti misure adottate dal Consiglio Europeo e dal Governo italiano nei confronti di migranti e rifugiati. Mentre aumenta il numero di persone che fuggono da guerra e povertà in tutto il mondo, l'Italia e i leader europei continuano a proporre come risposta alle migrazioni il contenimento dei flussi e la costruzione di barriere nell'assenza di ogni tipo di proposta mirata a incidere sulle vere cause del fenomeno migratorio che interessa in particolare paesi in guerra, dove la comunità internazionale ha avuto e ha gravi responsabilità sull'origine e l'evoluzione dei conflitti.

Va nella stessa direzione il recente decreto del ministero degli Esteri che destina gran parte del Fondo per l'Africa, originariamente destinato alla Cooperazione allo sviluppo, a iniziative volte a rafforzare le misure di sicurezza e il controllo delle frontiere nei paesi di provenienza e di transito dei migranti e alle misure relative ai rimpatri. Lo stanziamento di questi fondi era stato annunciato dal precedente Governo per promuovere progetti destinati al miglioramento delle condizioni socio-economiche nei paesi di origine dei migranti.

La firma del Memorandum di intesa tra il Governo italiano e il Governo di Riconciliazione Nazionale della Libia, analogamente agli accordi sottoscritti dall'Unione Europea con Turchia e Afghanistan, è un'ulteriore conferma di questo approccio.

Se l'intercettazione in mare dei migranti da parte della guardia costiera libica sarà messa in atto su tutta la costa del paese, ipotesi al momento improbabile viste le relazioni conflittuali fra i vari gruppi che si contendono il comando della Libia e lo scarso controllo del territorio da parte del Governo di Al Serray, verrà impedita  la fuga di migliaia di persone verso l'Europa.

Queste persone saranno costrette in lager gestiti da criminali senza scrupoli, dove le organizzazioni internazionali e umanitarie non hanno possibilità di accesso e intervento.

Con questa decisione, il Governo Italiano dimostra di non avere una corretta comprensione del fenomeno migratorio e considerazione per la sofferenza di migliaia di individui che nella fuga verso l'Europa cercano l'unica possibilità di sopravvivenza, come testimoniano i racconti dei migranti che il nostro staff incontra ogni giorno in Italia e nei paesi in cui EMERGENCY opera.

Questo approccio ha già dimostrato la sua totale inadeguatezza e - soprattutto - la sua totale disumanità. Delegare il controllo delle frontiere d'Europa a una nazione in guerra, la Libia, è una decisione crudele e irresponsabile nei confronti della vita di migliaia di persone e contraria agli stessi principi su cui si fonda l'Unione Europea; una decisione presa nel totale disprezzo di quelle convenzioni sui diritti umani che l'Italia, come tutti i Paesi dell'Unione, ha formalmente sottoscritto.