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Guarimbas e contro-Rivoluzione in Venezuela

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di MADDALENA CELANO

Questo mese di aprile, il Comitato delle Vittime delle Guarimbas (azioni di terrorismo eseguite dall’opposizione venezuelana) ha respinto la spirale di violenza alimentata da settori radicali della destra venezuelana, come parte dei piani per creare un clima d’ingovernabilità e quindi giustificare l’intervento armato straniero.


Tutti i membri del comitato esprimono il loro totale rifiuto dei più recenti atti di vandalismo e di terrorismo commessi da alcuni sostenitori dei partiti politici dell'opposizione al governo nazionale, che hanno provocato la morte di otto persone e decine di feriti nelle ultime tre settimane.

Il diritto di protestare non può diventare una scusa per giustificare e legittimare gesti che costituiscono veri e propri atti di violenza e crimini. I membri dell'organizzazione, composta dalle vittime di violenza generata dal piano insurrezionale, registrano almeno 43 morti e oltre 800 feriti.

I membri del Comitato delle Vittime delle guarimbas (terrorismo) nella condizione di vittime e parenti degli scomparsi colpiti dalla violenza politica che si è verificato in Venezuela nel 2013 e nel 2014, rispetto ai recenti episodi di violenza che hanno danneggiato otto famiglie nel nostro paese, e fanno parte di un piano di reiterazione del crimine che proviene dagli anni precedenti, esprimono all'opinione pubblica quanto segue:

“Esprimiamo il nostro totale rifiuto dei più recenti atti di vandalismo e di terrorismo commessi da alcuni sostenitori dei partiti politici dell'opposizione al governo nazionale, che hanno provocato la morte di otto persone e decine di feriti nelle ultime tre settimane. Il diritto di protestare non può diventare una scusa per giustificare e legittimare atti che costituiscono veri e propri gesti di violenza e crimini.

Abbiamo ancora una volta chiamato in causa i leader politici dell'opposizione venezuelana per promuovere, tra i loro sostenitori, un clima di rispetto per il diritto alla vita e l'integrità personale cessando gli attacchi contro la popolazione venezuelana, che è condizionata dall'uso di esplosivi e da trappole mortali che vengono utilizzati da civili violenti che partecipano a manifestazioni organizzate dai settori che si oppongono al governo nazionale.

Percepiamo che anche se è stato assicurato nel paese il diritto d’espressione politica, diversi individui hanno trasgredito la natura pacifica che contempla la Costituzione, causando danni alla proprietà pubblica, ostacolando la libera circolazione e minacciando la vita dei civili e i funzionari della sicurezza che sono stati uccisi e feriti dai manifestanti, che realizza i livelli e gradi di violenza da settori dell'opposizione che hanno partecipato a questi eventi.

(…).

Esortiamo la comunità internazionale a respingere la violenza promossa dai settori dell'opposizione venezuelana, basta fare uso politico dei diritti umani per mostrare i colpevoli come vittime del potere statale!

Condanniamo la visione parziale e selettiva di alcuni mezzi dei media nazionali e internazionali che cercano di mettere a tacere e travisare i fatti di violenza e di odio promossi dall'opposizione venezuelana, dimenticando le persone effettivamente colpite dalla violenza politica, molte di esse, non hanno avuto alcun coinvolgimento in questo conflitto politico.”

Senza giustizia non c'è pace

Caracas, 21 aprile 2017


Purtroppo, per quanto concerne il Venezuela, sembrerebbe che nessuno si sia accorto che il 70 % delle risorse che entrano nella nazione hanno come destinazione l'investimento sociale, cifra record anche rispetto ai risultati passati riportati dal Comandante Chavez. Maduro ha sorretto un netto rifiuto del neoliberismo mondiale e dei governi di destra che si adeguano  alle regole del Fmi e BM vale a dire: a) riduzione dello stato attraverso la privatizzazione delle risorse naturali e dei servizi pubblici. B) riduzione della spesa sociale. Liberazione di prezzi, di tassi di cambio e di tassi d’interesse e c) apertura al mercato globale attraverso trattati di libero scambio. A, b e c che il Venezuela, inoltre ha già ordinato uno studio di congelamento dei prezzi. Wow che presidente reazionario ed autoritario così strano!


A tal proposito, due settimane fa mi sono giunte le registrazioni di una signora venezuelana che ha vissuto sulla propria pelle la cruda realtà delle “guarimbas”. La signora parla con un certo M., probabilmente una persona cara, di famiglia.  Lei esprime paura per quello che sta accadendo in Venezuela, sia a Caracas che nei paesini, parla di gente costretta a parlare male di Maduro e ad ammettere di essere chavista, addirittura parla di persone maltrattate (una signora in sedia a rotelle) e un uomo bruciato vivo. Sono gli oppositori del governo a farle paura e sostiene che ci sia una volontà precisa di sradicare l'impronta che Chavez ha dato al Paese.

La signora lamenta di non poter parlare di cose più piacevoli a questo Marcelo e ha paura per sua figlia e per suo nipote. Dice che teme che questo sia l'inizio della fine.

Innanzi tutto ringraziamo Aira Anna Maria Carrese per la traduzione dei dialoghi o parte di essi.

Tutti gli audio sono scaricabili al seguente indirizzo web:

https://manuelasaenzorinoco.wordpress.com/2017/06/08/la-piaga-delle-guarimbas-in-venezuela/

"Ciao M. mio, come stai? Spero che tu stia bene. Qui, sai, uscendo dal lavoro (sono uscita presto, oggi), hanno bruciato 51 autobus. Stanno facendo cose assurde. Ieri, al capolinea dei bus di Pequiben, dove lavora uno dei miei zii, hanno preso il conducente con la forza e lo hanno obbligato a parlar male di Maduro; lo hanno fatto con la minaccia di bruciare l'autobus con la gente dentro. Stanno facendo cose terribili: una signora in sedia a rotelle l'hanno strattonata. Questo Paese è impazzito, Marcelo, quello che si vede e si legge è spaventoso per la gente che lo sta vivendo. Ma speriamo che tutto questo abbia una via d'uscita positiva, speriamo che non si trasformi in un'orda di violenza ancora maggiore. Fa paura, fa paura vivere così.  Ti voglio tanto bene, Marcelo, sono contenta che tu stia lontano da tutto questo."

Ecco la seconda registrazione:

Ti dico, M., che niente sta andando come dovrebbe: né l'aspetto economico, né quello psicologico, né altro. Questo è terrorismo. Bruciare 51 autobus statali È terrorismo. Stanno portando in maniera folle questo Paese alla catastrofe. Sono preoccupata per mia figlia e per mio nipote. Ti bloccano la strada: siamo stati per molti giorni senza farina di grano; la gente che non poteva fare nula, la panetteria che vendeva pochissimo; questo perché? Non c'è farina perché  bloccano la strada ai camion che la trasportano con la minaccia di darli alle fiamme. Ti chiedono se sei chavista. Questa settimana hanno bruciato vivo un uomo e ora è grave. Una situazione incredibile, Marcelo; non so che cosa leggi tu o che cosa scrive la stampa internazionale, forse che questa dittatura è la fine di tutto: menzogna, Marcelo, sono questi maledetti oppositori che stanno distruggendo tutto. Stanno nelle città principali (Maracaibo, Caracas) devastando tutto e poi dicendo che la colpa è della dittatura che c'è in questo Paese; quando bruciano qui e là dicono che sono stati gli infiltrati chavisti.

Ecco la terza e la quarta registrazione:

Pensa, M., vogliono estirpare il chavismo con tutte le radici, tutto, chiunque, perfino una segretaria! Tutto ciò ha a che fare con l'interesse a che il governo sia sradicato. È una follia.

Quello che ti posso dire con certezza in tutta responsabilità, Marcelo, è che c'è paura, ho paura: questa situazione sembra l'inizio della fine: va avanti da quasi due mesi devastando tutto. Sono state contattate le organizzazioni internazionali, ma ho paura: la situazione è molto brutta e ho paura per mi figlia e per mio nipote,  Marcelo.

Quinta registrazione:

Mi dispiace non poterti dire cose piacevoli, M., però disgraziatamente quello che stiamo vivendo è un conflitto tremendo,  molto duro sebbene non ci troviamo in una guerra vera e propria. Non ci troviamo ancora in un blocco come Cuba, mi immagino come debba essere! Capisco che hai poco tempo, ma ti dico solo come ci sentiamo pur non stando noi come  tutti questi Paesi in guerra, come in Siria - povera gente! tutti questi anni di guerra e questo dolore - ma questa sensazione costante di desolazione e di spavento, questa è la nostra percezione collettiva. Come vive questa gente che ha vissuto una guerra così lunga, non voglio neanche immaginare che accada qui una cosa del genere.

Per gli audio consultare il blog: https://manuelasaenzorinoco.wordpress.com/2017/06/08/la-piaga-delle-guarimbas-in-venezuela/