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Turi, 20 braccianti avvelenate

Turi, 20 braccianti avvelenate

di NICO CATALANO

Intossicate mentre lavoravano sotto un tendone di uva da tavola a Turi in provincia di Bari, è accaduto martedì scorso a venti braccianti agricole originarie della provincia di Brindisi. Le donne colte da forti dolori alla gola, tosse persistente e intensa nausea sono state subito soccorse dalle ambulanze del 118 e trasportate presso gli ospedali di Putignano, Monopoli e Acquaviva delle Fonti dove sono state ricoverate in prognosi riservata. Tra le cause del malore si sospettano sia l’effetto “deriva” dovuto per un insetticida utilizzato in qualche vigneto confinante, così come la stanchezza e lo stress a cui le donne sono sottoposte ogni giorno, un lungo viaggio dai loro paesi di residenza nell’alto Salento per raggiungere il posto di lavoro, tragitto reso ancora più duro dall’afa agostana pugliese.

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Lettere al Direttore\ Non capisco il comportamento del segretario del Pd Zingaretti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, non capisco il comportamento del segretario del Pd Nicola Zingaretti. All’interno del partito egli è stato sempre sostenitore del dialogo con le altre forze politiche (sia M5S che sinistra radicale) per fare in modo che il Pd esca dall’isolamento. Si è, però, dovuto scontrare con le posizioni di Matteo Renzi e dei suoi seguaci, che sono sempre stati contrari ad un accordo politico con il M5S. Da questo confronto politico è emersa la parola d’ordine della direzione nazionale del 26 luglio scorso e cioè quella di andare alle elezioni prima possibile. Ma, nel momento in cui Salvini vuole sfiduciare il governo Conte e si pone il problema di evitare di andare alle urne per non favorire la presa del potere da parte della destra, Matteo Renzi ha cambiato idea e si è detto disponibile a prendere in considerazione una possibile alleanza politica con il M5S. Il cambiamento di opinioni di Renzi avrebbe potuto essere l’occasione per riproporre, da parte di Zingaretti, la propria linea del dialogo e per sottolineare l’incongruenza di Renzi. Invece Zingaretti insiste nel riproporre il ricorso alle urne. Mi sembra una rigidità incomprensibile nel momento in cui c’è il rischio che avere un uomo solo al comando metta in pericolo la democrazia. Zingaretti potrebbe porre delle pregiudiziali (ad esempio no ad un governo politico e si ad un governo tecnico oppure no alla presenza di Luigi Di Maio in un eventuale governo politico che nasca dall’intesa tra Pd e M5S) ma non dovrebbe ostacolare un eventuale intesa politica che potrebbe evitare che il Paese corra una seria avventura.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)

 

Rino Formica: «È l’ultima chiamata prima della guerra civile. Ora il Presidente parli»

di DANIELA PREZIOSI

L’intervista rilasciata al Manifesto

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Gnam! Festival Europeo del Cibo di Strada

di RAFFAELLA CAPRIGLIA*

Catanzaro Lido, 9-13 agosto 2019, dalle ore 18 alle ore 24 - ingresso gratuito

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L’ amore di Pizzomunno e Cristalda, una leggenda nel cuore di Vieste

di MARIA DEL ROSSO

La Puglia da sempre è una terra del Sud Italia intrisa di storia e di leggende che affascinano sempre piu’ turisti di tutto il mondo come la struggente storia d’ amore che vede protagonisti Pizzomunno e Cristalda.


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Rapporto Svimez: Il sud si spopola

di NICO CATALANO

Un’emergenza mentre la politica dorme

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Lettere al Direttore/ Caro Saviano, il problema della fame nel mondo non ha più grosse dimensioni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, Roberto Saviano ha dedicato un suo articolo al problema della fame nel mondo. Egli alla fine ha scritto: “…la fame nel mondo non è causata da eventi eccezionali, ma è la normalità per almeno ottocento milioni di persone, eppure nessun telegiornale ne parla, nessun giornale: è un dramma quotidiano, un dramma rimosso. Per fame, e per ragioni ad essa connesse, ogni giorno muoiono nel mondo 25mila persone. Più di 1000 ogni ora. Se impiegate 2 minuti e 30 secondi a leggere queste mie righe, sappiate che nel frattempo saranno morte per fame più di 35 persone. Così è e così sarà” (Le terre dimenticate dove impera la fame; L’Espresso, 28/7/2019). Non sono d’accordo. Non è vero che nessun telegiornale o giornale parla della fame nel mondo e non è vero neanche che il problema ha grosse dimensioni. L’Onu, la Fao e varie altre organizzazioni internazionali e associazioni no profit sono impegnate da molto tempo nella lotta alla fame. Nel libro Factfullness di Hans Rosling, Ola Rosling e Anna Rosling Rönnlund, pubblicato l’anno scorso anche in Italia, viene spiegato dettagliatamente perché negli ultimi decenni il numero di coloro che hanno fame è diminuito drasticamente. Venti anni fa il 29 per cento della popolazione mondiale viveva in povertà estrema; ora questo numero è pari al 9 per cento. Nel 1997 il 42 per cento della popolazione indiana e cinese viveva in condizioni di estrema povertà. Nel 2017, in India, questa cifra era scesa al 12 per cento, con 270 milioni di poveri in meno rispetto a soli venti anni prima. In Cina, nello stesso periodo, il dato è precipitato ad un sorprendente 0,7 per cento, con un altro mezzo miliardo di persone al di sopra di questa soglia cruciale. Nel frattempo l’America latina ha registrato una diminuzione dal 14 al 4 per cento : altri 35 milioni di persone.

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Mario Cerciello Rega e il tragico ritratto di una nazione

di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Un dramma che ha scosso l'Italia, l'omicidio del vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega.

 

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Nave Gregoretti: forma plateale di arresto illegale

Coordinamento per democrazia costituzionale

Dal 26 luglio a bordo della nave "Gregoretti" della Guardia Costiera italiana sono trattenuti 115 naufraghi che la Guardia Costiera ha salvato, adempiendo con dignità ed onore al proprio principale compito istituzionale: la tutela e la salvaguardia della vita in mare.

In questo modo è stata interrotta l’operazione di salvataggio che deve necessariamente concludersi con la sbarco delle persone recuperate in mare e nello stesso tempo una nave militare è stata impropriamente trasformata in un luogo di detenzione di persone ristrette senza alcun provvedimento o controllo dell’autorità giudiziaria, soggette ad una forma plateale di arresto illegale da parte di una autorità politica, il Ministro dell’Interno, che non dispone di alcun potere coercitivo.

In una situazione analoga, verificatasi l’estate scorsa, quando furono illegalmente trattenuti per cinque giorni a bordo della nave Diciotti della Capitaneria di porto 177 migranti recuperati in mare, il Tribunale dei Ministri di Catania ha ritenuto fondata la notizia di reato ed ha chiesto l’autorizzazione a procedere a carico del Ministro Salvini per il delitto di sequestro di persona.

Il fatto che il Senato non abbia concesso, alla luce di una valutazione discrezionale di carattere politico, l’autorizzazione a procedere, costituisce una causa speciale di non punibilità dell’autore del reato, ma non rende lecito il comportamento incriminato, tanto meno sarebbe lecita la ripetizione di tale condotta in circostanze analoghe.

Di fronte a condotte di abuso di potere integranti la violazione di diritti fondamentali delle persone, degli obblighi derivanti dal diritto internazionale e della stessa disciplina dell’immigrazione, che prevede l’identificazione ed il soccorso delle persone giunte  irregolarmente in Italia, non c’è spazio per distinguo o considerazioni, devono intervenire gli organi a cui nello Stato di diritto è demandato il controllo di legalità.

Chiediamo che l’autorità giudiziaria competente intervenga per porre fine ed evitare che siano portati ad ulteriori conseguenze i reati in corso, per far cessare la privazione della libertà nei confronti delle persone illegalmente ristrette a bordo della nave Gregoretti, per restituire ad una nave della Capitaneria di Porto la funzione istituzionale dalla quale è stata distolta per l'imposizione brutale e ingiustificata da parte del Ministro degli Interni che non ha trovato la necessaria contrarietà da parte delle altre autorità politiche, che pure hanno competenze in materia, e da parte del Presidente del Consiglio.

Ci rivolgiamo al Senato, in particolare alla parte della maggioranza di governo che ha sensibilità verso esigenze umanitarie e disponibile a contrastare atti di sopraffazione affinché ne tragga le conseguenze votando contro il decreto sicurezza bis che sarà sottoposto al voto del Senato nei prossimi giorni.  Atti di sopraffazione non possono essere ulteriormente tollerati.

Roma, 31 luglio 2019

 

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