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La libertà è rispetto del prossimo…

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di MARIAPIA METALLO

L’estate sregolata aperta ai viaggi e a tutto il resto ora si sta pagando. Il conto sta arrivando, speriamo che non sia troppo salato, specialmente per le persone più a rischio. Però la vita doveva andare avanti, le giornate di sole andavano sfruttate tutte. Si poteva pure fare, certo, ma rispettando le regole, le stesse che rendono un paese civile e non anarchico, la regola in questi mesi doveva andare a braccetto con la salute, il rispetto del prossimo, le raccomandazioni della scienza. La libertà è anche questo, rispetto del prossimo, altrimenti è menefreghismo allo stato puro, quel menefreghismo che mette a rischio la propria e l’altrui esistenza. Trump è uscito dopo due giorni dall’ospedale militare, a corona un esercito di medici, di virologi, di scienziati, e sulla bocca un sorriso malizioso e parole, dal mio punto di vista, beffarde: «Siete dei veri patrioti – dice ai suoi sostenitori- È stato un viaggio interessante, ho imparato molto sul Covid, questa è la vera scuola. Ho letto il libro e l’ho capito». «Stiamo avendo report ottimi dai medici, questo è un ospedale incredibile», e altro ancora… Doveva leggere un libro per capire. Leggerlo in poche ore, in un ottimo ospedale con terapie nuove riservate al Tycoon della Casa Bianca, mentre fuori, scena da medioevo, la folla applaudiva. Quella folla chissà se avrà le stesse cure, e soprattutto avrà il tempo per capire cos’è il Covid leggendo qualche pagina di un libro o molto probabilmente lo capirà su un letto di corsia, tra medici e infermieri, se fortunato, e a proprie spese?… Nel nostro Paese invece, appena qualche giorno fa, il ministro della Salute Speranza rilasciava questa dichiarazione: «Dobbiamo resistere col coltello tra i denti in questi 7-8 mesi difficili che ci attendono, ma mentre resistiamo dobbiamo anche guardare al futuro». Belle parole, certamente, ma la domanda sorge spontanea: il rischio c’è o no, se la risposta è sì, allora bisognava prepararsi meglio ed avere più coraggio. Tra le priorità c’era davvero la riapertura di tutto? Mettere in gioco la salute dei figli, di tanta gente era ed è una priorità? Probabilmente con qualche azzardo si è deciso di scommettere con qualche fiches sulla salute degli italiani? Il basso profilo del Ministro potentino, dal tono rassicurante e competente, continua a riscuotere fiducia e apprezzamento. E poi, diciamocela tutta, non dipende solo da lui o dai governi, ma anche da noi, che non vogliamo vedere che non vogliamo sentire. Ma, un ma c’è ed è pesante come un macigno, ci si è resi conto che aprire tutto a tutti, comprese le scuole, si innescava una bomba a tempo? Anche perché, questo si vede in giro, i mezzi pubblici sono affollati, il distanziamento è solo una parola da rintracciare nei dizionari per capirne meglio il significato, la movida continua ad essere considerata un rito sacro. L’elenco sarebbe davvero lungo, ma… La sanità dà segni di preoccupazione, in alcuni casi è in affanno, mentre negli ospedali i posti letto nelle terapie intensive e in pneumologia non assicurano cure a tutti, se il trend dovesse crescere nelle prossime settimane, specialmente nelle regioni del sud. Il Virus ringrazia per le riaperture selvagge, e sa poco o niente di economia, di lavoro, di mercati, colpisce e basta. Non guarda in faccia nessuno. Si nasconde nelle persone in silenzio, senza segni, e gli riesce bene, un cavallo di Troia che entra nelle case, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro. Quando si capisce che nella pancia del cavallo è nascosto il nemico virus è già troppo tardi. Troia prende fuoco, brucia, e la distruzione è ancora maggiore se il nemico incontra sulla sua strada gli anziani che colpisce senza pietà. Inutile dichiarare che «Gli anziani sono la parte più forte del Paese perché da loro viene la continuità della nostra comunità”. Inutile dichiarare che “Gli anziani però sono anche la parte più fragile e per questo dobbiamo sempre prenderci cura di loro, soprattutto in questo periodo difficile”. Inutile poi dichiararlo nella Giornata internazionale delle persone anziane. Belle parole, ancora, ma che contrastano con le scelte di questi giorni, di questi mesi, anche perché se davvero dobbiamo resistere con il coltello tra i denti, e si tratta di scegliere, detto così, tra la vita e la morte, allora bisognava prepararsi meglio (Stato e Regioni) ed avere più coraggio sino in fondo, anche perché questa volta abbiamo davanti davvero 7-8 mesi di calvario, con l’estate lontana, l’inverno alle porte e le cure che sembrano, almeno per il momento, un miraggio, mentre per i vaccini, dando credito ai virologi, bisogna aspettare i primi giorni di primavera. Allora non ci resta che resistere e pregare in silenzio? Io credo di no. Penso che bisogna correre ai ripari, correre da subito rischiando il fiatone, diversamente l’inverno rischia di diventare lungo, drammatico e molto freddo.