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Scuola: Parola d’ordine incertezza

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di LUIGINA FAVALE

Il tempo che ha preceduto  le elezioni politiche in Italia è stato colmo di attese e curiosità da parte dei docenti, che si erano sentiti traditi dal governo Renzi dopo la 107, verso chi aveva nella propria campagna elettorale un minimo di progettualità per la scuola. Molti esponenti politici  hanno "giocato" le loro carte sulla fiducia del corpo docente come insieme di  cittadini elettori. Ma in realtà la confusione l'ha fatta da padrone.


Probabilmente continuerà ad essere così. Siamo senza un governo effettivo, nel caos di voti, di percentuali, di ripescaggi di volti noti, di proporzioni ed alleanze . Siamo a più di metà anno scolastico e non si sa come andranno a concludersi le sorti del le migliaia di maestre e maestri ricorsisti che stanno lavorando con un contratto che di fatto ha una clausola rescissoria ; non è dato sapere se le pochissime graduatorie di merito rimaste in piedi dopo il concorso 2016 verranno esaurite ; non è prevedibile conoscere che "fine" faranno le aspiranti maestre che dopo la prova scritta al concorso per la scuola dell'infanzia nella regione Friuli sono venute a conoscenza del fatto che difficilmente affronteranno l'orale poiché sono stati smarriti i moduli degli scritti; non è chiaro se ci sarà mai più l'intenzione di riaprire le gae né tantomeno di procedere ad un piano di assunzione per la scuola dell'infanzia visto che questo ordine di scuola è stato escluso dal grande piano della Buona scuola.

Nel frattempo però i ben informati o forse semplicemente coloro che le informazioni le apprendono dalle riviste di "semina discordia  di qua e speranze di là" fanno in modo che circolino voci su un probabile concorso facilitato, o forse un corso rapido abilitante che metta tutti a tacere o addirittura la stesura di un graduatoria di titoli dalla quale attingere per eventuali contratti a tempo indeterminato.

E siccome il discorso va tenuto sul piccante spinto fanno in modo pure che qualcuno ci allieti dai nostri dubbi e preoccupazioni ipotizzando i nomi dei prossimi  ministri della pubblica istruzione: Giuliano, Gelmini, Pittoni !

Così' tra papabili di poltrona, ripescati del settore scuola ( Fedeli, Faraone), invidie e gelosie, totonomi e diatribe nord e sud l'unico punto fermo che ci resta è che al momento in questo bel Paese la scuola continua a navigare in un mare tempestoso di insicurezza di una guida incerta , con vogatori esperti ma dotati di dubbi remi .