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Home Legalità Nel 2017 disoccupazione generale in Puglia al 18.9%

Nel 2017 disoccupazione generale in Puglia al 18.9%

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Ufficio stampa

“La questione giovanile continua a tenere banco, con numeri allarmanti"

Cala la disoccupazione in Puglia. L’ultima rilevazione Istat evidenzia nella nostra regione, nel secondo trimestre 2017, un tasso di disoccupazione generale che si attesta al 18.9%, con una riduzione di 2.6 punti percentuali sul precedente trimestre. Tuttavia è dello 0.1% l’aumento sullo stesso periodo del 2016.

Inoltre, è enorme la differenza (+7.3%) sul 2008 - anno di inizio crisi - quando il tasso di disoccupazione generale in Puglia si attestava all’11.6%.

In termini assoluti, la dinamica delle persone in cerca attivamente di occupazione nella nostra regione è di 284mila unità. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono 2mila i disoccupati in meno (dai precedenti 286mila agli attuali 284mila). Tuttavia, preoccupante la differenza rispetto al 2008: ben 116mila disoccupati in più.

Passando alla fascia dei giovani, la questione continua a tenere banco: infatti, il tasso di disoccupazione è ancora al 49.6%, a cui va sommato il dato dei NEET, 345.000 giovani cittadini della nostra regione che non studiano, non lavorano e non hanno intrapreso alcun percorso formativo.

“Senza dimenticare il dramma occupazionale dei meno giovani - commenta Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e di Bari BAT - il nostro Paese, assieme a Grecia e Spagna, condivide il primato della disoccupazione giovanile e, addirittura, in Puglia la disoccupazione giovanile assume proporzioni più devastanti e, in tal senso, il Programma Garanzia Giovani ha disatteso le aspettative. L’incontro domanda e offerta di lavoro si deve coniugare con una occupazione di qualità e, pertanto, sana e stabile. In un contesto simile – prosegue Aldo Pugliese - accanto ai problemi di congiuntura economica, il nostro Paese necessita di immediate soluzioni strutturali e di funzionamento del mercato del lavoro.  Si pensi ai percorsi formativi, all’alternanza scuola-lavoro, agli strumenti di orientamento al lavoro, alle politiche attive del lavoro non più rinviabili anche alla luce dello specifico decreto 150/2015 del Jobs act che ha istituito l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro ma, di quest’ultima purtroppo, non si percepiscono ancora gli effetti”.

“Inoltre – conclude il Segretario generale della UIL regionale – si avverte la necessità impellente di investire nelle opere pubbliche, di sbloccare i tanti cantieri, piccoli, medi e grandi, impantanati in pastoie burocratiche e ostaggio di amministrazioni elefantiache. Solo così, infatti, si potrà creare sana occupazione, ma soprattutto duratura nel tempo, rilanciando e rendendo nuovamente competitivi settori ormai in crisi da troppi anni, non solo dal punto di vista produttivo e occupazionale, ma anche infrastrutturale”.