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Home Legalità Assunzioni, la valanga di incentivi in arrivo non risolverà il problema disoccupazione

Assunzioni, la valanga di incentivi in arrivo non risolverà il problema disoccupazione

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Il Governo è intenzionato a continuare sulla strada degli incentivi all’occupazione, affiancando per esempio ad alcuni già esistenti come il bonus per l’assunzione delle donne e degli over 50, anche alcune nuove agevolazioni, come l’esonero contributivo per chi assume under35.

 


Gli incentivi, nella maggior parte dei casi, consistono nel dimezzamento della contribuzione, ma non mancano gli esoneri totali dal versamento dei contributi a carico dell’azienda, come il bonus Garanzia Giovani ed Alternanza scuola-lavoro. Prorogato anche il bonus Sud. Per quanto riguarda l’apprendistato professionalizzante, è possibile cumulare i vantaggi di questo particolare tipo di contratto con gli altri esoneri contributivi.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i nuovi e i vecchi bonus all’assunzione, chi ne ha diritto e quali condizioni si devono rispettare.

Per chi assume a tempo indeterminato giovani sino ai 35 anni di età si applicherà uno sconto del 50% dei contributi dovuti all’Inps per i primi 3 anni di contratto. Lo sconto si applicherà solo sull’aliquota dovuta dal datore di lavoro, con un tetto massimo di sgravio annuo pari a 3mila euro. Per beneficiare del bonus contributivo, l’impresa non dovrà aver effettuato licenziamenti nella stessa unità produttiva sei mesi prima dell’assunzione del giovane e non dovrà licenziare il neoassunto nei sei mesi successivi (o un lavoratore con la stessa qualifica impiegato nella stessa unità produttiva). Questo bonus è strutturale: sarà, cioè, prorogato anche nel 2019 e negli anni seguenti. Dal 2019, però, varrà soltanto per le assunzioni di giovani sino ai 30 anni. Il bonus sarà anche “portabile”: un nuovo datore di lavoro potrà, cioè, usufruire dell’eventuale residuo non sfruttato in precedenti rapporti entro il tetto di 36 mesi. L’esonero si potrà applicare, per un massimo di 12 mesi, anche ai casi di conferma (successiva al 31 dicembre 2017) di un contratto di apprendistato. In quest’ipotesi, il lavoratore non deve aver compiuto il trentesimo anno di età alla data di prosecuzione e il beneficio si applica dal primo mese successivo a quello di scadenza dell’agevolazione contributiva di un anno prevista dopo la fine dell’apprendistato.

Il bonus occupazione sud è un incentivo che può essere applicato alle sole aziende situate nelle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna. Questo bonus riguarda i datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumono giovani disoccupati di età compresa tra 16 e 24 anni e lavoratori con almeno 25 anni privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Sono incentivate le assunzioni effettuate con contratto a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione) o con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere (a tempo pieno o part time); le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a tempo determinato (non è richiesto il requisito della disoccupazione). Sono invece escluse le assunzioni con contratto di lavoro domestico, accessorio (voucher) e intermittente. L’incentivo consiste nell’esonero totale dai contributi a carico del datore di lavoro dovuti all’Inps per 12 mesi, nel limite massimo di 8.060 euro annui.

Per l’assunzione a tempo indeterminato di ragazzi che hanno svolto nella stessa azienda alternanza scuola lavoro (in misura pari ad almeno il 30% del totale delle ore previste), o periodi di apprendistato di primo o di terzo livello, si applicherà uno sgravio del 100% dei contributi per i primi 3 anni di contratto, sino a un limite di 3mila euro l’anno. L’incentivo sarà applicabile se il lavoratore viene assunto entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio o della qualifica e se non ha più di 35 anni di età. L’assunzione può avvenire anche attraverso il contratto di apprendistato di 1° e 3° livello.

Lo sconto sui contributi sarà invece totale, quindi del 100%,per chi assumerà giovani under 30 che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet. L’esonero contributivo totale durerà però un anno soltanto e potrà applicarsi soltanto agli iscritti al programma Garanzia Giovani. L’esonero spetta nella misura massima di 8.060 euro l’anno.

Resta in piedi, nel 2018, l’esonero contributivo introdotto dalla legge Fornero di riforma del mercato del lavoro per l’assunzione di donne disoccupate da almeno 6 mesi, residenti in regioni svantaggiate o occupate in settori lavorativi caratterizzati da una forte disparità occupazionale di genere; donne disoccupate da almeno 24 mesi; lavoratori che abbiano compiuto almeno 50 anni di età, disoccupati da almeno 12 mesi. L’esonero è pari al 50% dei contributi dovuti all’Inps e dei premi dovuti all’Inail ed ha una durata sino a 12 mesi, in caso di assunzione a tempo determinato; sino a 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato o di trasformazione del contratto a termine in tempo indeterminato.

Le aziende che assumeranno i lavoratori cassintegrati potranno beneficiare di uno sconto contributivo del 50% per i primi 18 mesi di contratto, se a tutele crescenti, oppure per i primi 12 mesi se il contratto è a termine, sino a un tetto massimo di 4.030 euro l’anno. Ai cassintegrati che aderiscono alla ricollocazione  verrà riconosciuto il 50% della Cigsresidua; potrà spettare, inoltre, un incentivo all’esodo interamente detassato e decontribuito sino a 9 mesi.

Per chi assume attraverso il contratto di apprendistato professionalizzante sono previsti incentivi economici e contributivi. In particolare, è possibile inquadrare l’apprendista sino a 2 livelli inferiori e beneficiare di una contribuzione ridotta.Se l’apprendista assunto, poi. È un under 30 iscritto al programma Garanzia Giovani, il datore di lavoro ha diritto a un esonero contributivo del 100% per 12 mesi, sino a un massimo di 8.060 euro l’anno.

Sopravvive, infine, l’incentivo all’assunzione di percettori di disoccupazione Naspi (l’indennità che sostituisce Aspi e Mini- Aspi). Quest’agevolazione, riservata a chi assume un lavoratore mentre ancora percepisce l’indennità di disoccupazione, dà diritto al riconoscimento al datore di lavoro di un incentivo pari al 20% della Naspi ancora spettante al neoassunto.

Insomma, nel 2018 il panorama degli incentivi per chi assume è molto vasto e variegato: attraverso i bonus assunzione si offre sicuramente una nuova spinta all’occupazione, perché la riduzione del costo della contribuzione è una forte attrattiva. Quasi nulla, però, è stato fatto a favore dei “vecchi” lavoratori, cioè coloro che sono stati assunti da anni, per i quali non spetta più alcuno sgravio contributivo: l’unica “mossa” a loro favore risulta la preclusione di alcuni bonus per le aziende che hanno effettuato licenziamenti per motivi economici nei 6 mesi precedenti. Ma 6 mesi passano in fretta, e i “vecchi” lavoratori finiscono per essere scalzati dagli aventi diritto ai bonus. Il taglio generalizzato dei contributi, quindi, anche per quest’anno resta capitolo morto.