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Home Legalità Caregiver: 60 milioni per chi assiste familiari gravemente malati

Caregiver: 60 milioni per chi assiste familiari gravemente malati

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Prosegue il lavoro della commissione Bilancio del Senato sulla manovra per il 2018 e, dopo il via libera a web tax e modifiche del governo sulle pensioni arrivato nel fine settimana, si registra il varo del Fondo per il sostegno dei “caregiver familiari”.

 

Si tratta di quelle persone che assistono familiari gravemente malati, in maniera non professionale.

60 milioni di euro in tre anni destinati ad interventi per i sostegno dei caregiver familiari, secondo quanto prevede l'emendamento (a prima firma Laura Bignami) approvato all'unanimità dalla commissione bilancio del Senato.

Il fondo per i caregiver è destinato, nel prossimo triennio e a partire dall'anno in corso, alla "copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare".

Non solo. Sempre in ambito familiare dovrebbe arrivare presto l'ok anche sul bonus bebè. Inoltre, tra gli emendamenti approvati anche lo sconto per le librerie e il fondo per le manifestazioni carnevalesche. La manovra è quasi pronta per andare in aula: a breve infatti la commissione dovrebbe chiudere i lavori, e il testo dovrebbe approdare in aula entro mercoledì.

L'emendamento approvato definisce innanzitutto il caregiver, come "la persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, anche di un familiare entro il terzo grado, che a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata, o sia titolare di indennità di accompagnamento".

I 60 milioni, 20 ogni anno, saranno utilizzati per coprire gli interventi legislativi ad hoc, tra cui il testo unificato attualmente all'esame del Parlamento. Fiducioso il presidente della commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi che, in virtù dello stanziamento, seppur "modesto", è convinto, che si possa "tentare l'approvazione di un testo unificato e dotato di copertura attraverso l'unanime scelta della commissione in sede legislativa".

"L'approvazione unanime dell'emendamento che stanzia un primo (modesto) fondo a sostegno dei caregivers premia l'impegno lungo tutta la legislatura della senatrice Laura Bignami e la volontà unitaria della Commissione lavoro", ha scritto nel blog dell'Associazione amici di Marco Biagi il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Energie per l'Italia). Secondo il senatore ed ex ministro la sua approvazione definitiva sarebbe "finalmente una risposta alla domanda di tutela che sale dai molti invisibili che donano se stessi, ogni giorno, alla cura di un familiare gravemente disabile".

Sempre in tema di famiglia, sarebbe vicino l’accordo per la reintroduzione del bonus bebè chiesto da Ap e sul superticket su cui si voterà domani. «Prevediamo una posta rilevante in un fondo per ridurre l’incidenza del superticket aumentando la fascia di esenzione per le categorie più deboli», ha spiegato il capogruppo Pd in commissione Bilancio, Giorgio Santini, spiegando che le risorse a disposizione del Senato ammontano a 60 milioni di euro, cifra che potrà aumentare eventualmente alla Camera. Sul bonus bebè invece saranno stanziati 185 milioni di euro: in dubbio ancora i fondi per il secondo e terzo anno.

Salta invece l’emendamento sul rifinanziamento della Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego. La proposta di modifica permetteva di destinare le risorse finanziarie disponibili anche per la prosecuzione dell’indennità di disoccupazione a favore di quei lavoratori che non avendo potuto beneficiare del trattamento di mobilità avrebbero perso qualsiasi misura di sostegno al reddito. La misura avrebbe riguardato i lavoratori delle aree di crisi complessa per cui la manovra già prevede il rifinanziamento di Cigs e mobilità in deroga.