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Home Legalità Inceneritore: A Bari i cittadini si sono rotti i polmoni!

Inceneritore: A Bari i cittadini si sono rotti i polmoni!

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di NICO CATALANO

Sabato 21 Aprile, circa mille cittadini hanno sfilato per le vie del centro di Bari, in una marcia contro l’autorizzazione concessa nei mesi scorsi dalla giunta Emiliano all’impresa Newo s.p.a. per la realizzazione di “un impianto di trattamento e coincenerimento di rifiuti non pericolosi e pericolosi” un vero e proprio inceneritore che dovrebbe sorgere in via Luigi Corigliano, nel territorio di Bari a ridosso del comune di Modugno a soli cinquecento metri dal popoloso quartiere San Paolo.


La manifestazione indetta da un comitato promotore di scopo a cui partecipano diverse personalità e realtà ecologiste di terra di Bari, ha visto la presenza di diversi consiglieri regionali di opposizione e maggioranza, così come dei sindaci di Modugno, Bitetto, Palo del Colle, Binetto e Bitritto, comuni ricadenti nell’area dell’Aro Bari 2 che nelle settimane scorse hanno presentato ricorso al Tar contro la realizzazione dell’impianto in questione, presente anche il sindaco del capoluogo pugliese Antonio Decaro, città che tramite i propri  tecnici ha espresso prima un parere favorevole all’implementazione dell’inceneritore, per poi fare marcia indietro, tanto da presentare l’ultimo giorno utile, un ricorso datato 3 di Aprile, si è registrata anche la partecipazione  di alcuni partiti tra cui il M5S, potere al popolo, esponenti di Sinistra Italiana e degli Ecodem, dei diversi comitati e movimenti provinciali, delle numerose associazioni ecologiste, ambientaliste e di promozione sociale, tutti riuniti dietro ad uno striscione che apriva il corteo e che riportava “ Inceneritore Newo : adesso decidiamo noi, ci siamo rotti i polmoni”.

I manifestanti forti del sostegno di alcuni ricercatori del CNR e dei medici per l’ambiente sostengono la volontà di un intero territorio di non vedere realizzato un impianto dannoso per la salute, l’ambiente e l’ecologia dei luoghi, non autorizzabile o finanziabile in quanto non previsto nel piano regionale dei rifiuti, contrarietà dimostrata perché la realizzazione non rispetterebbe i principi dell’Economia Circolare che non prevede l’incenerimento, bensì  la riduzione, recupero, riciclo e il riuso dei rifiuti, un paradosso questo in un territorio come quello dell’ ambito Aro Bari 2 peraltro recentemente premiato da Legambiente per avere raggiunto in pochi mesi punte elevate di raccolta differenziata, un’azione superficiale e non responsabile della politica regionale nei confronti dei cittadini residenti di una zona già fortemente antropizzata e penalizzata dal punto di vista dell’impatto ambientale, ancora una volta quella primavera pugliese dimostra di essere lontana dalla gente e regredita in un grigio, freddo e lungo inverno.