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Aumento IVA

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Senza un Governo stangata pronta per gli italiani

Lo stallo nella formazione del nuovo Governo rischia di avere conseguenze gravi sulle tasche degli italiani, a causa delle clausole di salvaguardia che se non disinnescate porteranno ad un incremento dell’IVA.

In particolare l'Aumento IVA, inserito all'articolo 45 della Legge di Stabilità 2015 parla di un incremento dell’aliquota IVA del 10 per cento di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2017 e aliquota Iva del 22% incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 e di ulteriore 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018, in più aumento delle accise benzina e gasolio".

L'aumento IVA 2018 è stato evitato grazie al reperimento di quasi 15 miliardi di euro. Per tutto il 2018, quindi, in Italia si continuerà ad applicare un'aliquota IVA 2018 ridotta al 10% ed un'aliquota IVA 2018 ordinaria del 22%.

L'aumento IVA dal 2019, invece, sarà una partita tutta da giocare per il nuovo Governo che succederà a Gentiloni.

Il comma 3 articolo 45 del Ddl di Stabilità 2015 ha previsto che dal 2016 aumento IVA 12%: l'aliquota IVA agevolata ora al 10% passa dal 1° gennaio 2016 al 12% per poi aumentare di un altro punto percentuale a partire dal 2017, arrivano quindi ad un'aliquota IVA agevolata al 13%; dal 2016 aumento Iva 24%: l'aumento aliquota ordinaria sarà di due percentuali per cui si arriverà ad un'aliquota IVA ordinaria pari al 24%, per poi passare a partire dal 2017 al 25% e dal 1° gennaio 2018 ulteriore aumento, fino ad arrivare al 25,5%; l’aumento delle accise sulla benzina dal 2018:

Tali aumenti, dovranno determinare per lo Stato entrate non inferiori a 700 milioni di euro per l’anno 2018 e per ciascuno degli anni successivi e la loro efficacia avrà effetto con la pubblicazione online del relativo provvedimento sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Al comma 4 dell'articolo 45 Legge di Stabilità, si legge anche però che gli interventi illustrati nel comma 3, aumento IVA, possono essere sostituite anche in parte da misure in grado di produrre le stesse entrate per la finanza pubblica come ad esempio maggiori tagli, razionalizzazione e risparmi alla spesa pubblica.

Il provvedimento di salvaguardia sulla Legge di Stabilità 2015 ha posto come "manovra correttiva" dei conti l'aumento a partire dal 2016 dell'aliquota IVA agevolata dal 10 al 12% per poi aumentare al 13% a partire dal 1° gennaio 2017.

In realtà tale aumento non è mai entrato in vigore, perché i governi finora hanno trovato le risorse necessarie per non farla aumentare.

Sulla base del nuovo disegno di legge di Bilancio 2018, l'aumento IVA dal 2018 è stato bloccato ma in realtà è stato solo rinviato al 2019 e sarà compito del nuovo governo che succederà a questo attuale di Gentiloni, trovare un modo pr sterilizzare queste clausole di salvaguarda che sono un po' come una spada di damocle sull'Italia.

il testo della Manovra 2018 parla di un aumento IVA ridotta dal 2019: dal 10% aumenta all'11,5% e di un aumento IVA ridotta dal 2020: dall'11,5% sale al 12%.

In pratica, nel 2018 niente aumento dell'Iva ridotta o di quella ordinaria che rimangono ferme, rispettivamente, a 10% e 22%, aumento consistente nel 2019 e poi piccolo ed ulteriore aumento dal 2020.

Un motivo in più per spingere le attuali forze politiche presenti in parlamento a trovare un accordo per la formazione del Governo ed evitare così una stangata per tutti gli italiani.