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Scarsa sicurezza e basse retribuzioni

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Il 25 maggio i Rider hanno scioperato



Si è tenuto venerdì scorso "lo sciopero di tutti i lavoratori che consegnano merce e cibo mediante l'utilizzo di cicli e motocicli, indipendentemente dalla forma contrattuale che li riguarda", proclamato dalla Filt Cgil di Milano.

Questo in seguito  al grave infortunio sul lavoro costato l'amputazione di una gamba a un rider 28enne di "Just eat" che il 17 maggio scorso, durante una consegna, è rimasto incastrato fra due tram in via Montegani, a Milano.

Cinque giorni fa a Francesco è stata amputata mezza gamba per un tragico incidente in scooter. Aveva appena consegnato un pasto a domicilio per Just Eat. Buon contratto di lavoro, privilegiato rispetto ad altri tremila rider della città, con uno stipendio mensile fisso di 1.500 euro. Eppure si unisce al collega Cristian nell’appello: «Le strade devono essere sicure, per consentirci di lavorare. Così, corriamo troppi rischi». «I masselli di pavé sollevati e instabili, vicino alle rotaie, sono un incubo — conferma Cristian —. Può capitare a tutti di cadere, da un momento all’altro».

Strade trappola. Tra loro, che sono sempre in giro in bicicletta e scooter, le chiamano così. Cercano di evitarle. Ma tra la fretta delle consegne e la necessità di andare ovunque, a volte non ci riescono. «Hai fatto via Montegani? Sei matto...», scuote la testa il rider Christian Natti abbracciando l’amico e collega Francesco Iennaco, steso sul letto d’ospedale.

Un altro loro collega è a casa con il piede rotto, ha avuto un incidente tra Ripa di Porta Ticinese e via Lodovico il Moro. Sono tremila, per le strade di Milano: scattano sulle due ruote, con l’enorme zaino in spalla. Ogni due settimane — in media — c’è una caduta con infortunio, stimano i vettori. Francesco, che ha subito un danno enorme, aveva almeno l’assicurazione; e gli altri? Il gruppo Deliverance Milano ha organizzato per mercoledì un presidio davanti a Palazzo Marino, con l’hashtag #nonaspettiamoilmorto, mentre la Filt Cgil ha dichiarato per il 25 maggio lo sciopero di tutti i pony per chiedere un tavolo di confronto: verifica dei contratti e delle forme di controllo, retribuzioni, organizzazione del lavoro. E anche sicurezza sulle strade. Temi caldi, urgenti da affrontare per l’incolumità di chi quotidianamente viaggia su due ruote, e con una parte della retribuzione che dipende dal numero di consegne (invece che dalle ore lavorate).

C’è chi schizza comunque velocissimo ma «la maggior parte di noi rallenta, non vogliamo rischiare la vita», ribatte Nicola Massi da Bucarest, 50 anni. Altri punti critici sono piazza Cinque Giornate piazzale Baiamonti, viale Pasubio, viale Gorizia, viale Sabotino, via Beato Angelico, via Cesare Battisti, ricostruisce Slyvenus Dabore, 27 anni, rider Uber Eats, del Ghana. Chiude Edwin Molos, 41 anni, dal Salvador: «Ho una mappa in testa. Strade interdette, da evitare a meno che io non sia veramente in ritardo».

La Filt Cgil chiede "l'immediata convocazione di un tavolo di confronto al fine di concordare le forme migliori di contrattualizzazione dei lavoratori interessati, la modalità di organizzazione del lavoro, le corrette retribuzioni, le giuste tutele per l'incolumità di chi quotidianamente opera sulle strade delle città, la corretta formazione per la sicurezza, un adeguato investimento sugli strumenti di lavoro, la necessaria tutela sanitaria e professionale".