Il SudEst

Saturday
Oct 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Legalità No limiti sui contanti, un favore di Salvini agli evasori

No limiti sui contanti, un favore di Salvini agli evasori

Email Stampa PDF

 

 


di SAVINO ALBERTO RUCCI

Al momento è solo un'apertura. Un'ipotesi che se dovesse diventare realtà potrebbe rivoluzionare i pagamenti cash.

 

Si tratta dell'abolizione totale dei limiti all'uso del contante, suggerita oggi dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Parlando dal palco dell'assemblea Confesercenti, il vicepremier ha detto: "Fosse per me non ci dovrebbe essere alcun limite alla spesa con denaro contante".

Matteo Salvini ha rilanciato così un vecchio tema mai risolto e che spesso divide l'opinione pubblica: quello relativo al cash. Il Ministro dell’Interno ha utilizzato il «fosse per me», quasi a voler sottolineare che questa ipotesi non è nel contratto di governo firmato con il Movimento 5 Stelle.

E ha fatto rumore. Perché è abbastanza chiaro che dietro al contante si nasconda spesso la black economy, la corruzione, l'evasione, il denaro sporco che non vuol essere tracciato.

Difficile prevedere cosa succederà veramente. Quello che sembra abbastanza certo, invece, è che il contante è sempre più una zavorra all'economia italiana e internazionale. E non è un caso che la maggior parte dei Paesi più evoluti abbia sposato da tempo strategie che mirano alle cosiddette cashless society, a un futuro senza cash, dove i pagamenti digitali diventano prassi e le vecchie banconote spariscono. La scelta di Salvini, dunque, dati alla mano, sembra quanto mai anacronistica.

Attualmente la soglia per i pagamenti in contante è fissata a 3mila euro. La novità è stata introdotta dal decreto legislativo 90/2017 per le norme antiriciclaggio e riguardano anche assegni e libretti. E' vietato trasferire denaro contante o titoli al portatore, ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario, tra privati senza avvalersi dei soggetti autorizzati come le banche, per importi pari o superiori a 3mila euro.

Per importi superiori è necessario quindi utilizzare metodi che garantiscano in qualche modo la tracciabilità della somma. Quanto agli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a mille euro, questi devono riportare, oltre a data e luogo di emissione, importo e firma, anche l'indicazione del beneficiario e la clausola "non trasferibile". In caso di violazioni della soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola 'non trasferibile') la sanzione varia da 3mila a 50mila euro.

Parole che hanno provocato la reazione del segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che ha scongiurato un simile scenario. "C'è sempre stata una ragione quando si è discusso di porre dei tetti all'uso del contante - ha detto Martina - soprattutto per combattere un pezzo importante dell'evasione. Credo che l'Italia farebbe un errore clamoroso a fare dei passi indietro su questi fronti".

Probabilmente non avrà avuto il tempo, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, di leggere i risultati di un'indagine della Banca d'Italia su 6.810 Comuni italiani che dimostra una evidente correlazione tra l'uso del contante e il numero di reati quali traffico di droga, sfruttamento della prostituzione, ricettazione, corruzione, estorsione, e altri ancora.

Il mancato gettito fiscale derivante dall'utilizzo del cash infatti è pari a 24 miliardi all'anno. L'Osservatorio milanese ha stimato che il 34% del transato in contante non è dichiarato, dunque sfugge al fisco, generando un fiume di denaro sporco che alimenta l'economia malata di questo Paese. Economia malata che arricchisce gli evasori e rende poveri i contribuenti.