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Home Legalità 5 milioni di persone in Italia in condizione di povertà assoluta

5 milioni di persone in Italia in condizione di povertà assoluta

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Nell’ultimo «Rapporto sulla povertà in Italia» l’Istat rivela che oltre 5 milioni di persone in Italia vivono in povertà assoluta.

 

In particolare, si stima che un milione e 778 mila siano le famiglie residenti in tale condizione, per un totale di 5 milioni e 58mila individui. L'incidenza per le famiglie è pari al 6,9 per cento (da 6,3 per cento nel 2016), mentre per gli individui è pari all'8,4 per cento.

Due decimi di punto della crescita rispetto al 2016 sia per le famiglie sia per gli individui, dovuti all'inflazione registrata nel 2017. Entrambi i valori sono i più alti della serie storica, che prende avvio dal 2005. «I dati usciti oggi sugli oltre 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta mi confermano nella giustezza dell'obiettivo che ci siamo dati con tutto il governo ovvero mettere al centro gli italiani e dare priorità assoluta alle loro necessità», ha replicato il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. E la sottosegretaria al Mef Laura Castelli ha rivendicato «sinergia con l'Istat per il governo», a dispetto dell’autonomia dell’Istituto.

L’aumento della povertà assoluta — spiega l’Istat — colpisce soprattutto il Mezzogiorno dove vive in questa condizione oltre una persona su dieci. L'incidenza della povertà assoluta aumenta sia per le famiglie (da 8,5 per cento del 2016 al 10,3 per cento) sia per gli individui (da 9,8 per cento a 11,4 per cento) a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti (da 5,8 per cento a 10,1 per cento) e nei Comuni più piccoli fino a 50 mila abitanti (da 7,8 per cento del 2016 a 9,8 per cento). Ma la povertà aumenta anche nei centri e nelle periferie della aree metropolitane del Nord. E nelle famiglie con persona di riferimento operaio, l'incidenza della povertà assoluta (11,8 per cento) è più che doppia rispetto a quella delle famiglie con persona di riferimento pensionata (4,2 per cento).

Inoltre secondo i dati 2017, sono 1 milione e 208mila i minori italiani in povertà assoluta: l’Istat stima un'incidenza al 12,1 per cento (era 12,5 per cento nel 2016). Il rischio di povertà cresce all'aumentare dei figli minori presenti in famiglia: l'incidenza si attesta al 10,5 per cento tra le famiglie con almeno un figlio e raggiunge il 20,9 per cento tra quelle con tre o più figli. Tra gli individui più a rischio anche le donne, ch si stima siano 2 milioni 472 mila (incidenza pari all'8 per cento). I giovani tra i 18 e i 34 anni sarebbero, invece, un milione e 112 mila (il 10,4 per cento, è il valore più elevato dal 2005).

Quelli riportati dall'Istat sono «numeri da Terzo mondo, indegni di un Paese civile», commenta il Codacons.

I dati dimostrano che «la crisi economica non è ancora finita e continua a mietere vittime». La responsabilità — aggiunge il presidente Carlo Rienzi — «è da attribuire alla classe politica, che non ha saputo adottare negli ultimi anni misure realmente in grado di combattere l'impoverimento delle famiglie e sostenere il Mezzogiorno, portando le regioni del Sud a livelli di povertà pericolosamente vicini a quelli della Grecia».

«Non sono più rinviabili provvedimenti ad hoc contro la povertà e per sostenere i redditi delle famiglie, attraverso misure che creino lavoro specie nel Mezzogiorno e incrementino in modo reale il potere d'acquisto dei cittadini», conclude.

Provvedimenti che dovranno essere strutturali e adeguatamente dotati di copertura finanziaria, di cui il famoso reddito di cittadinanza tanto decantato dal m5s – ammesso che venga mai realizzato - difetta completamente.