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Rapporto stato civile e lavoro

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di MADDALENA COVIELLO

Cosa garantisce il lavoro in sua assenza?


Ci sono degli indicatori che potrebbero chiarire le dinamiche che si concretano nei rapporti finali sulla popolazione residente per stato civile. Aiuterebbero a capire la profonda crisi sociale che attanaglia la popolazione in modo civile, etico, salutistico e politico. Questi sono in prima analisi il forte calo delle nascite dovuto all’ottimizzazione del profitto delle risorse umane in ambito lavorativo; in seconda analisi un forte calo di matrimoni generato all’impossibilità di sottrarsi allo stato di disoccupazione per una consistente mancanza di posti di lavoro; in terza analisi un crescente numero di divorzi laddove mancando l’elemento prioritario della costituzione del nucleo familiare ossia il lavoro, soprattutto se ci sono dei bambini a carico. In termini di dati si stima che solo il 13, 4% della popolazione ha meno di 15 anni; tra i 15 e i 64 anni di età, coniugati e celibi quasi si equivalgono (rispettivamente 49,0% e 47,7% della popolazione totale italiana); si sono quadruplicati i divorziati dal 1991 (da circa 376 mila a oltre 1 milione e 672 mila).

Tutto questo è supportato anche dalla concezione in Italia che si ha dell’euro. Per le uscite di denaro liquido  equivale al doppio della lira e, vale nelle entrate la metà del suo valore quando si ricevono gli stipendi, ossia quanto si pagava in lire. Ciò oggi è sbilanciato per un’equa ripartizione per il cittadino tra entrate e uscite proprie . Al lavoro si aggiunge quindi la necessità per chi lo possiede di una soia minima di stipendio atto a garantire uno stato di vita sereno e che garantisca un futuro al cittadino.

Sorge un’analisi da queste osservazioni, il problema della crisi dell’ultimo decennio è il modo in cui il lavoro servizio, bene, necessità esistenziale prima di tutto, diritto e dovere, è concepito e operato in materia nazionale per il cittadino. È l’articolo 1 della Costituzione, non può essere sostituito da sussidi o cibo garantito saltuariamente per stimolare a cercare un lavoro che non c’è e se non c’è perché ovunque non assumono la stessa persona che cerca per anni lavoro, è come in quest’epoca garantire da parte dello stato un salto nel vuoto. Cosa c’è dopo, come può l’individuo salvarsi? Cosa in questo caso alla richiesta del denaro da parte dello stato, perché così funziona il mondo con la moneta (non solo con il volontariato concepito come onorevole e accettato secondo il pensiero a seconda delle occasioni)?

 

Immagine la guida di Giacinto. org