Il SudEst

Wednesday
Oct 17th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Legalità Camusso: per le donne è l'ora del cambiamento

Camusso: per le donne è l'ora del cambiamento

Email Stampa PDF

da Rassegna.it CGIL

A Roma l'Assemblea nazionale "Belle Ciao. Tutte insieme vogliamo tutto".

 

Camusso: "Molti temi sul tavolo. Oggi siamo in una stagione difensiva. Bisogna affermare con chiarezza che le differenze sono un valore, non un elemento di paura"

Appuntamento sabato 6 ottobreore 9.30, a Roma per l’Assemblea nazionale delle Donne dal titolo ‘Belle Ciao. Tutte insieme vogliamo tutto’. A fare da cornice all’evento, che sarà concluso dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il Globe Theatre di villa Borghese (largo Aqua Felix, piazza di Siena). L’assemblea, che vedrà tra gli interventi quelli di delegate della Cgil, di donne del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, sarà l’occasione per presentare le proposte della Confederazione volte a contrastare le molestie nei luoghi di lavoro e per superare le diseguaglianze di genere nella ricerca di occupazione, nel salario e nell’accesso alle cure mediche.

Abbiamo bisogno - sottolineano le organizzatrici - di riscoprire cultura, memoria, storia per costruire, tutte insieme, un Paese a misura di donne. Per questo affrontiamo alcuni punti di azione e di intervento nella piattaforma rivendicativa, che intendiamo rendere concreta nella nostra attività di contrattazione e nel confronto con il governo a partire dalla prossima legge di bilancio”.

"I temi che affronteremo sono molti. Abbiamo conquistato moltissime cose in questi anni. Oggi siamo in una stagione difensiva, sentiamo tutto il peso dei femminicidi e della violenza rispetto alla quale non si riesce a segnare lo stesso cambiamento". Lo ha spiegato Susanna Camusso all'agenzia Dire, parlando dell'assemblea.

Il senso dell'assemblea, spiega, è "determinare ovunque la contrattazione, uscendo dalla retorica per creare le condizioni effettive per il riconoscimento e la valorizzazione della diversità. Per affermare una cosa che sembra poco di moda in questo Paese in questo momento: che le differenze sono un valore e non un elemento di paura. Il senso - quindi - è riaprire ovunque la contrattazione, uscendo un po' dalla retorica secondo cui, visto che la norma determina la parità, il problema sarebbe risolto".