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Senza Filtro lancia il sesto reportage itinerante sull’Italia del lavoro

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di LARA MARIANI*

Nel numero 76 di Senza Filtro è online il sesto dei grandi reportage geografici dedicati alla cultura del lavoro in Italia: in questa uscita - online fino al 20 Marzo - ci siamo occupati della Puglia, o meglio di “Puglie parallele”. Puglie diverse e divise che sembrano viaggiare a due velocità.

Da una parte l’accelerazione dei distretti tecnologici famosi nel mondo (l’aerospaziale, il meccatronico e il digitale) e il turismo che cresce a vista d’occhio, e deve combattere sempre più tenacemente l’abusivismo.

 

 

 

Dall’altra la Puglia delle infrastrutture immobili da 30 anni che rallentano le imprese e i bambini malati di Ilva. È infatti di Domenico Palmiotti, giornalista tarantino che si è sempre occupato di temi industriali, il racconto delle vite spezzate dall’inquinamento e della lotta dei genitori tarantini. Il quadro è impietoso, tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino, ma chiudere e riconvertire è più facile a dirsi che a farsi. Dove andrebbero tutti quei posti di lavoro?

Ed è sempre di Palmiotti il pezzo sull’acciaio di Taranto e il burro della politica.

Taranto se la sono litigata in tanti, ma ad oggi tra centrosinistra, centrodestra e 5 Stelle chi ha davvero fatto qualcosa per la città? Palmiotti esplora l’operato dei vari governi e pone domande importanti sul futuro della città. A cominciare da una: “chi costruirà il nuovo ospedale di cui i tarantini hanno tanto bisogno? Il progetto da 200 milioni di euro è in piedi, ma la fase d’appalto non si è ancora vista”.

È invece di Marco Bentivogli, segretario Generale della Fim Cisl l’articolo dal titolo:

Il rilancio dell’Ilva: che l’Europa lo guardi

La vicenda del rilancio dell’Ilva è lo specchio di un paese in guerra con se stesso e incarna tutti i paradossi dell’industria italiana. Del resto, spiega Bentivogli “Gli ultimi provvedimenti del governo giallo-verde, dal decreto dignità al decreto anti-delocalizzazioni, per passare alla nuova tassa sui motori diesel e allo scontro sulle grandi opere, mostrano come l’iper-ideologizzazione con cui vengono affrontati i temi del lavoro si ripropone in forme e modalità sempre nuove”. E non bisogna illudersi che l’epilogo positivo della vicenda Ilva possa indurre nell’immediato un mutamento profondo di un orientamento culturale.

E poi abbiamo coinvolto Leonardo Palmisano, tra i massimi esperti di sfruttamento criminale del lavoro. Porta infatti la sua firma il pezzo dal titolo:

Il caporalato in Italia sfrutta pure whatsapp

Palmisano spiega che il fenomeno del caporalato nasce sì nella realtà, ma si sta diffondendo a macchia d’olio anche nella realtà virtuale. “La telefonia mobile è una banca dati di contatti, relazioni con aziende agricole e gruppi di braccianti. I caporali che agiscono all’ombra di discutibili agenzie di somministrazione lavoro o di grandi agenzie di viaggio transcontinentali, adoperano il web come centro di raccolta dei braccianti”.

Ma le Puglie non sono solo Ilva e caporalato. Il tacco è anche terra di nuovi manager, creativi, volenterosi e dotati di grande umanità e soprattutto è il luogo dove la focaccia Pugliese si è mangiata Mc Donald’s.

A questo link l’intero reportage del numero 76 “Puglie Parallele”

https://www.informazionesenzafiltro.it/

*Responsabile di Redazione

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Questi reportage sulla geografia del lavoro in Italia saranno protagonisti anche a Nobilìta, il festival della cultura del lavoro che si terrà a Bologna il 21, 22 e 23 Marzo.

Potrete trovare il programma completo del festival sul sito:

https://www.nobilitafestival.com/

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