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Assegni familiari

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di FABRIZIO RESTA

Dal 1 aprile 2019 cambia la normativa


Dal 1 aprile 2019, Il calcolo dell'importo non verrà più effettuata dal datore di lavoro bensì dall'Inps. I lavoratori dipendenti che vogliono fare richiesta di assegni familiari, possono farlo solo per via telematica o patronato entro il primo luglio. A dire il vero, La procedura doveva partire il 1 aprile ma poi si è avuto qualche problema da parte dell'Inps, che ha dovuto far partire il servizio solo il 6 maggio. Attualmente il servizio è fruibile. Questa novità permette all’Inps di verificare la correttezza delle domande ma permette anche al datore di lavoro di erogare le domande in funzione di dati già precedentemente verificati.

Per utilizzarlo è necessario procurarsi le credenziali di accesso al sistema dell’Istituto tramite Pin o Spid, altrimenti il lavoratore non avrà diritto alla riscossione degli assegni in parola. Se a tutt’oggi non si ha il Pin Inps, si fa richiesta accedendo al sito Inps e scrivendo pin nel motore di ricerca interno. Il primo risultato sarà “Richiedi Pin online”. Una volta apertasi la pagina non servirà altro che inserire i dati richiesti, primo fra tutti il codice fiscale, l’email e il cellulare.  Il consiglio è di inserire almeno due di queste tre informazioni richieste perché nel caso si dovesse smarrire il Pin, potendo utilizzare almeno due possibilità sarà agevole il ripristino del Pin. La prima parte verrà consegnata direttamente via sms o mail, la seconda parte direttamente per posta al vostro domicilio, in un secondo momento. In alternativa, ci si può recare direttamente al più vicino sportello Inps e farselo consegnare direttamente. Tramite queste credenziali, l'utente potrà prendere visione dell'esito della domanda nella propria area riservata e modificare la propria condizione familiare presentando una domanda di variazione. Le domande presentate precedentemente al 1 aprile, invece, continueranno ad essere gestite dai datori di lavoro. Uniche eccezione, i lavoratori dipendenti del settore agricolo, che continueranno a presentare la richiesta cartacea alla propria azienda e i dipendenti pubblici. Discorso a parte per i dipendenti di aziende cessate o fallite. Questi dovranno inoltrare la richiesta in via telematica attraverso:

- Sito web inps.it accedendo (se dotati di PIN dispositivo o credenziali SPID) alla sezione “Invio OnLine di domande di prestazioni a sostegno del reddito” e successivamente “Funzione ANF Ditte cessate e Fallite”.

- Telefonando al Contact Center al numero 803.164 da rete fissa o allo 06.164.164 da rete mobile (anche in questo caso è necessario essere in possesso di PIN);

- Tramite patronati

Il riconoscimento e la determinazione dell’importo dell’assegno avvengono tenendo conto della tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo stesso. La prestazione è prevista in importi decrescenti per scaglioni crescenti di reddito e cessa in corrispondenza di soglie di esclusione diverse a seconda della tipologia familiare. Si ha diritto agli assegni se i familiari a carico non ha un reddito superiore a 707.54€, se si tratta di coniuge, del genitore e di ciascun figlio e di nipoti (figli e nipoti se minorenni). Si possono richiedere assegni familiari anche per figli maggiorenni, di età inferiore a 21 anni (se studenti o che appartengono a nuclei familiari con almeno 4 figli, tutti e quattro sotto i 26 anni) o di 26 anni (se studenti universitari non fuori corso). Nessun limite d'età, invece, per figli o nipoti inabili al lavoro. Gli importi sono pubblicati annualmente dall’INPS in tabelle valide dal 1° luglio di ogni anno, fino al 30 giugno dell’anno seguente. Successivamente, l'Inps provvederà ad esaminare la domanda.

Dalle ultime notizie, la procedura non sembra però così facile. Gli utenti sono disorientati e non è sempre facile capire dove andare, specie per chi non ha dimestichezza con il portale dell’Inps. Chi invece si è già imbattuto per presentare la domanda di disoccupazione o maternità probabilmente ha avuto meno problemi. In effetti, ci sono dei procedimenti complessi o per lo meno, poco intuitivi. Ad esempio, una volta entrati come primo accesso tramite Pin, è probabile che l’Inps cambi il Pin e ne dia un altro che è meglio salvarsi da qualche parte. In questo momento bisogna rientrare nel sito, digitare Pin nel motore di ricerca e cliccare di nuovo in “Richiedi Pin online” e una volta aperta la pagina cliccare “Vuoi il Pin dispositivo” e inserire il vostro Pin. Ora si ha tutto quello che serve per la procedura però effettivamente non è una procedura facilissima. L’altro problema che sembra ci sia è che inserendo assegni familiari, il portale rimandi direttamente alla domanda di autorizzazione, che viene richiesta solo in alcuni casi, come ad esempio quelli delle coppie separate, non sposate, divorziate, ecc. Per non avere problemi bisogna mettere nel motore di ricerca la parola “Domande”, perché la domanda per gli assegni familiari è inserita nell’ambito delle domande a sostegno del reddito. Per questo motivo, dopo aver visto il risultato della ricerca, bisogna cliccare “Domande per prestazioni a sostegno del reddito” e subito dopo inserire il Pin. Sul menu di sinistra ci sono tutte le domande che si possono fare tramite il portale; basta cercare e cliccare assegno nucleo familiare e poi su lavori dipendenti aziende private. Una volta aperta la pagina, cliccare su “Nuova domanda” e si apriranno una serie di periodi. Si compila ovviamente il periodo di competenza che arriva sino a giugno, che è il periodo successivo a quello della dichiarazione dei redditi, dato fondamentale che deve essere inserito nella domanda per gli assegni familiari. Ad esempio a luglio di quest’anno si va ad indicare i redditi del nucleo familiare dell’anno 2018. Se non lo si è fatto mai precedentemente, nel senso che non si è mai presentato il modulo cartaceo al datore di lavoro, si può fare ancora fino a 5 anni per richiedere gli arretrati (ecco perché è suddiviso in periodi). È consigliabile, al fine di fare una domanda per gli assegni familiare fatta per bene, di essere già in possesso di tutti i dati richiesti come i vostri dati, del coniuge, dei vostri figli o nipoti sotto i 18 anni, che potete avere inserito nel 730 oppure dalla certificazione unica. Una volta inseriti i dati del nucleo familiare, l’Inps vi calcolerà un importo teorico, giornaliero e mensile, di massima. Il datore di lavoro successivamente riceverà la domanda automaticamente e calcolerà l’importo effettivamente dovuto in funzione dell’orario di lavoro e del periodo di prestazione effettivamente effettuata.

Per quanto riguarda, invece, i casi particolari, dove è richiesta l’autorizzazione, l’utente può inserire direttamente nel motore di ricerca interno la parola “Assegni nucleo familiare” e avrà la possibilità di accedere direttamente alla domanda di autorizzazione degli assegni familiari sotto la voce “Assegno per il nucleo familiare dipendenti privati: autorizzazioni” nel caso di genitori non coniugati, separati, divorziati (ma in questo caso lo potrà fare solo uno dei due genitori) o i figli maggiori di 18 anni nei casi precedentemente descritti ecc. Anche in questi casi c’è stata una novità: precedentemente l’utente, dopo aver presentato la domanda con autorizzazione riceveva a casa l’accettazione con la quale poi presentava la domanda cartacea al datore di lavoro, con questa nuova procedura, riceverà a casa solo la comunicazione del diniego.

L’Inps ha precisato che al termine della presentazione della domanda non seguirà un esito positivo ma arriverà una comunicazione solo in caso di diniego. Tuttavia, ogni utente può rientrare nel punto in cui si clicca nuova domanda e consultare la domanda fatta e conseguenzialmente, verificare che essa sia stata già elaborata e se ha avuto un esito positivo (oltre ovviamente a modificarla per, ad esempio, un matrimonio intervenuto, una separazione, un divorzio, la nascita di un figlio o il compimento della maggiore età).

Per i datori di lavoro l’Inps ha creato un’apposita utility, inserita nell’apposito modulo per loro che è il “Cassetto previdenziale per le aziende” per sapere se il dipendente ha fatto o meno la domanda. Al momento non ci è dato sapere se al datore di lavoro che si servono di intermediari, come i consulenti di lavoro, avrà una comunicazione automatica dall’Inps o meno. Pertanto, attualmente, è auspicabile che i datori di lavoro utilizzino la procedura telematica. A scanso di equivoci, si consiglia i dipendenti di avvisare il datore di lavoro una volta fatta la domanda.

Fonte foto: Borsainside.om