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Home Legalità Whirpool: intervenga il Governo

Whirpool: intervenga il Governo

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di FABRIZIO RESTA

 

"Credo che sia una cosa gravissima anche perché meno di un anno fa è stato fatto accordo al Mise che prevedeva investimenti e il mantenimento di tutto siti produttivi.


 

 

 

E' una scelta inaccettabile. Serve risposta immediata Napoli e il Mezzogiorno hanno già pagato abbastanza ed è necessario che governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi". Così il leader Cgil, Maurizio Landini commenta l’annuncio di Whirlpool di voler chiudere il sito di Napoli. Venerdì scorso sono stati circa 430 dipendenti dello stabilimento di Napoli, che il gruppo sarebbe intenzionato a vendere, i lavoratori licenziati in tronco e impegnati da allora in presidi permanenti. Nell’ottobre 2018 la Whirpool si era impegnata a rilanciare l'azienda con l'acquisizione di Indesit e con un piano di rilancio basato su investimenti per 250 milioni in tre anni e l’azzeramento degli esuberi entro il 2021, in accordo con il Mise e con i sindacati, in cambio di sgravi fiscali e ammortizzatori sociali. L'accordo, inoltre, prevedeva la reindustrializzazione della sede casertana di Teverola, al punto che Di Maio annunciava su Twitter di essere riuscito a salvare i posti di lavoro facendo da garante dell'accordo. Evidentemente non è bastato. Nonostante gli incentivi siano stati incassati, l'azienda ha dato forfait e ha annunciato la sua intenzione di vendere tutto; con motivazioni anche molto discutibili, ora sembra che gli obiettivi siano cambiati. Dagli Usa è infatti arrivato l'ordine di chiudere lo stabilimento di Napoli che in un primo momento sembrava essere stato risparmiato. Ricordiamolo, lo stabilimento di Napoli è considerato un punto d'eccellenza per la produzione di elettrodomestici di alta gamma.  Per questo la decisione di chiudere proprio quello stabilimento è stato come un fulmine a ciel sereno.

Martedì 4 giugno si è tenuto un incontro tra le parti alle ore 15 al Ministero dello Sviluppo Economico ma l’azienda statunitense non ha saputo dare risposte che non fossero generiche; così si è deciso di aggiornare il tavolo tra una settimana per dare tempo all'azienda di riflettere su soluzioni alternative.  Al tavolo hanno assistito i sindacati Fim, Fiom e Uilm. Mentre sotto il ministero gli operai in sit-in cantavano l'inno d'Italia. "Ho fatto fatica a capire la posizione di Whirlpool, per tre volte ci hanno chiesto di ascoltare le loro proposte su Napoli. Gli abbiamo chiesto se c'è anche quella di non vendere Napoli, ma non sono in grado di dare una risposta e chiedono di vederci la prossima settimana". ", commenta la segretaria nazionale Fiom Barbara Tibaldi. Dopo l’incontro, come al solito, Di Maio è altisonante sui social : "O entro sette giorni portano la soluzione per lasciare aperta quell'azienda e far lavorare 450 persone oppure noi gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato"” ma dalla parte dei lavoratori sicuramente resteranno molti dubbi anche perché: se per la Whirpool l'accordo con il Mise è stato considerato al pari di carta straccia (nonostante i 27 milioni di euro di fondi pubblici ricevuti dal 2014 in poi), tanto è vero che è stato allegramente ignorato, quanto potrà essere in grado il governo di fare nuovamente da garante?  Il prossimo incontro sarà determinante e non solo per le sorti dello stabilimento di Napoli. C’è Caserta ma anche negli stabilimenti di Siena e Fabriano la Whirpool non sta mantenendo le sue promesse.

Riflettendo più in generale, il quadro delle crisi in Italia è sempre più grave e chi dovrebbe cercare di tamponare non è sembrato in grado di gestirle. I dipendenti di Banca Carige sono ancora abbandonati al loro destino. Per l'Alitalia si è semplicemente eliminato il rimborso dei 900 milioni e ritardato il termine per la presentazione vincolante; il Dado Knorr se ne va in Portogallo, il Mercatone Uno ha chiuso senza preavviso, Auchan ha lasciato il destino dei lavoratori di ben 1.600 punti vendita alla Conad (e chissà se il 20 giugno ci saranno novità). Non ci scordiamo i 500 in cassa integrazione di Piaggio Aerospace in amministrazione straordinaria, dove il governo ha cancellato un ordine da 250 milioni di euro; ora la Whirpool su cui il Mise si era fatto garante ma anche nella stessa Campania c'è la Fiat che non se la sta passando tanto meglio.  In totale sono quasi 150 i tavoli di crisi aziendali. Sarebbe stato bello avere parole di conforto e magari qualche idea da lanciare per risolvere i problemi del paese, in occasione della festa della Repubblica del 2 Giugno (L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro; art.1 Cost.) e invece il tema del giorno è stato il battibecco tra Fico e Salvini sulla festa dei Rom. All'Italia serve un governo più concentrato a tutelare il lavoro con investimenti straordinari, specie al Sud, dove particolarmente pesa l'assenza di una guida da parte del governo e magari che scriva meno sui social. Solo al Sud ci sono 80.000 lavoratori appesi ad un filo sottilissimo. Di Maio dovrebbe sondare se ci possa essere una controfferta alla Whirpool in termini di incentivi, allo scopo di salvaguardare i posti di lavoro e in ultima ratio cercare di rilevare l'azienda tramite Invitalia (l'Agenzia Nazionale per lo sviluppo d'impresa), in grado di sostenere le aziende colpite da crisi industriali e di sostenere l'occupazione, cercando al contempo, di trovare un'acquirente che possa rilanciarla. Il problema della Whirpool non è solo una questione di lavoro, riguarda il Mezzogiorno, la legalità e il futuro di un’intera regione. Se dovesse chiudere lo stabilimento di Napoli, il capoluogo campano (ma anche il Sud) perderebbe un altro pezzo importante della sua economia (dopo la chiusura della sede di Caserta dove ci sono ancora 100 lavoratori in attesa di ricollocazione). Questo in un paese qual è Napoli, non farebbe altro che creare i presupposti per incentivare altri percorsi, estranei alla legalità. Quando Salvini parla di legalità e di decreto sicurezza forse dovrebbe tenere a mente che la legalità la costruisci sul lavoro non con le carceri.

Che dire; forse la mancanza più grave da parte del governo è quella di non avere una visione complessiva e la capacità di fare delle scelte coraggiose, svincolate dalla campagna elettorale su cui questo governo sembra perennemente concentrato.

Fonte foto: giustizianews24