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Home Legalità Ex Embraco, storia di eroi che non hanno ceduto ai ricatti

Ex Embraco, storia di eroi che non hanno ceduto ai ricatti

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di FABRIZIO RESTA

 

Questa è una storia di eroi, di lavoratori che non mollano nonostante anni di incertezza e di ricatti ma anche la storia di gentaglia.

 

Così li definisce Calenda quando già nel 2014 cerca di salvare lo stabilimento ex Embraco. Se fosse un film potrebbe chiamarsi 400, parafrasando il più famoso film di Zack Snyder, con protagonisti i 400 dipendenti dell'ex Embraco che devono difendersi da datori di lavoro, che come tanti al giorno d'oggi, ricattano le istituzioni minacciando esuberi pur di guadagnare.

Il sito sorge a Riva presso Chieri, un piccolo paese di appena 4000 abitanti in provincia di Torino, che però ha una grande area industrializzata dove ci sono grandi aziende: una è appunto la Embraco e l'altra la Bioteck. Lo stabilimento di Riva presso Chieri è nato negli anni 70, creato dalla Fiat Aspera, il ramo della Fiat che produce frigoriferi. Nel 1985 la Fiat decide di vendere il gruppo Aspera allaWhirpool che investe molto sulla struttura. Negi anni 90 il sito conosce i suoi anni d'oro: si produce molto e si assume anhe di più. In questo periodo ci sono addirittura 2.500 dipendenti. Nel 2000 però la Whirpool preferisce cedere l'attività ad una società che comunque controllava: l'Embraco. L'Embraco è una società brasiliana che produce compressori ermetici, unità di condensazione e unità sigillate, per uso domestico e commerciale. Negli anni 80, L'azienda è diventata leader mondiale nel campo della vendita di compressori ermetici. L'Embraco È diventata una multinazionale globale ben prima che la globalizzazione diventasse il modello economico della nostra epoca. Gli affari girano, presto l’azienda diventa leader anche in Europa sorretta dalle spalle larghe del Gruppo Whirlpool che la controlla. La nuova proprietà, tuttavia, non ha le stesse idee della vecchia gestione e nel 2004 comincia la delocalizzazione dello stabilimento in Slovacchia, annunciando ben 800 esuberi. L'Embarco ha le idee chiare e probabilmente sa che la minaccia degli esuberi può essere una fonte di guadagno non indifferente e difatti la userà spesso. Nel 2004 La Regione Piemonte, la Provincia di Torino e il governo riescono a racimolre ben 13 milioni. L'accordo è chiaro: l'Embraco investe sulla fabbrica mentre parte dello stabilimento viene acquisito dalla Regione per affittarlo d altre imprese, il resto dei soldi investito in formazione; niente male come accordo dato che comunque la società licenzierà lo stesso più di 400 dipendenti. Nel 2014 l'Embraco ci prova di nuovo e per non lasciare l'Italia riceverà altri 2 milioni di euro. Nel 2017 nuovamente la società ex gruppo Whirpool decide di trasferire tutto in Slovacchia e licenzia ben 500 lavoratori, proponendo di riassumerli part time per pochi mesi. Le trattative non portano a nulla. Nel 2018 La Ventures era stata scelta  dal Mise per reindustrializzare il sito producendo robot pulitori di pannelli fotovoltaici, bici elettriche e distributori di bevande e giocattoli. Tuttavia, il piano industriale presentato non è mai stato avviato quindi nessuno dei prodotti sopra citati ha mai visto la luce.Anche quella che avrebbe dovuto fare da salvatrice della patria ha ammainato la bandiera. La società italo-israelo-cinese, la Ventures, che aveva rilevato la ex Embraco, ex gruppo Whirpool, dopo due anni è stata dichiarata fallita dal tribunale di Torino.

Ora che anche questa possibilità è sfumata, tutti si chiedono che cosa ne sarà degli oltre 400 dipendenti, per ora senza cassa integrazione e senza futuro. Con il fallimento dell'azienda italo-israelo-cinese, infatti, ora anche gli ammortizzatori sociali vengono meno. La risposta tocca alla politica ma non è una risposta facile da dare. Prima ancora di trovare un nuovo acquirente (Ia Guandong Electric Power Design Institute Co., socio cinese della Ventures, si è fatta recentemente avanti per acquisire l'attività) o di decidere una qualche forma di partecipazione statale, bisogna trovare una soluzione per non lasciare le famiglie senza reddito. Per ora i 400 sono lasciati a loro stessi.

Fonte foto: corriere.it