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Home Legalità Scuola. Gps, errori e polemiche a non finire

Scuola. Gps, errori e polemiche a non finire

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di BARBARA MESSINA

Precari storici scavalcati e retrocessi in graduatoria


Si scrive Gps (graduatorie provinciali supplenze) e si legge disastro, incompetenza, caos. In questi giorni sono in migliaia gli aspiranti docenti pronti ad accettare una cattedra, che potrà andare fino al 31 agosto (se va di lusso); oppure al 30 giugno se meno fortunati. La vita degli insegnanti precari è così da sempre e per una volta non è colpa del Covid, le individuazioni per le supplenze sono un “rito” ancestrale che si ripete da anni e che fa sospirare docenti di ogni età in attesa della “famigerata” chiamata anche solo per poche, pochissime ore. Si comincia come in una gara (al massacro) a scaglioni. Prima le maestre della scuola dell’infanzia e della primaria, poi i professori delle Scuole medie inferiori e infine i docenti delle superiori, tutti divisi, come in un campionato per classe di concorso: Matematica, Lingue, Lettere, Storia e Filosofia, materia artistiche o tecniche, giuridiche o economiche, Educazione fisica ecc. ecc. Quest’anno si è partiti con la novità della “chiamata diretta” per gli insegnanti inseriti nelle graduatorie di 1 fascia o ad esaurimento con la convocazione in rete. Prendere o lasciare e la rinuncia comporta come conseguenza il non avere più la possibilità, per tutto l’anno, di ottenere ulteriori supplenze, così come la mancata assunzione in servizio o l’abbandono dello stesso. Il vero caos è però nelle graduatorie provinciali per le supplenze che hanno rivelato una serie di errori macroscopici e di strafalcioni che a causa dell’“innovazione” che nelle migliori intenzioni del Ministro Azzolina voleva premiare i giovani ha finito per penalizzare l’esperienza rivelandosi un vero e proprio boomerang. A spiegarci cosa è successo è un’insegnante precario, che ha girato mezza Italia, dal mar Mar Tirreno all’Adriatico, dalle Dolomiti agli Appennini per fare esperienza e per poter ambire un giorno alla cattedra definitiva. “Il Ministro per l’istruzione Lucia Azzolina ha stravolto la valutazione dei punteggi, lasciando invariata la sezione titoli tranne per la nuova sezione aggiunta che prevede 12 punti (il massimo raggiungibile) per ogni contratto di lavoro con bandi di ricerca scientifica, dottorato, abilitazione scientifica nazionale (che serve a partecipare ai concorsi universitari) al quale, per ognuno, vanno aggiunti 12 punti”. Professore di Diritto, il docente che ci chiede di restare anonimo, è in graduatoria di terza fascia da circa 10 anni. Dieci anni di precariato “ad aspettare una chiamata sperando in una supplenza di qualche giorno o settimana, per fare punteggio, cercando di imparare il massimo che puoi dai tuoi colleghi, carpendo informazioni, girando l’Italia ad ogni rinnovo per sperare di avere un’occasione in  più” ci spiega affranto. “La mia poi è una classe di concorso “disastrata” (ndr. A046) dove a fronte di una diminuzione di ore gli aspiranti docenti aumentano ad ogni rinnovo” continua a spiegarci “in questi anni ho visto svalutare il titolo (per quanto riguarda il punteggio) del mio Master Universitario di I Liv., non mi sono stati più valutati due Master di livello Universitario perché non conseguiti con il sistema dei crediti, ho visto  persone investire soldi in corsi, master, dottorati per prendere un qualche punto in più sapendo che l’unica certezza era che se insegnavi per un anno accademico avevi punti preziosi che premiavano il lavoro svolto, l’esperienza acquisita. Ho assistito alla riforma dei 24 Cfu con conseguente corsa ai corsi per paura di non poter sostenere il concorso, bandito solo ora, o di non poter restare in terza fascia”. “Negli ultimi 5 anni ho sempre insegnato, pensavo di essere alla fine del tunnel, già immaginavo una possibile stabilizzazione visto il concorso straordinario bandito, mi sentivo sempre più forte della mia esperienza. Ho fatto corsi di ogni tipo, dalla didattica inclusiva, alla didattica per competenze, sono in attesa del concorso per entrare nei TFA per il sostegno. Ormai per amici e parenti sono un tutt’uno con i libri. Sinceramente non so più cosa significhi avere del tempo libero. Ho rinunciato a tutto per studiare, tutto per garantire a me e alla mia famiglia un futuro”. Era per questo che come molti, dopo tanti sacrifici, quest’anno, aspettavano con ansia la pubblicazione delle GPS, con la speranza di una sicurezza in più, speranza che si è trasformata nell’ennesima delusione. “Il punteggio, continua a spiegarci il docente, viene assegnato in parte dai titoli e in parte dal servizio svolto nella scuola pubblica o privata parificata. Fino alle scorse graduatorie nei titoli venivano valutati laurea, master, dottorato, corsi di perfezionamento vari: con un limite massimo di punteggio da assegnare per ogni voce elencata. Per ogni anno di servizio svolto venivano assegnati al massimo 12 punti. Pertanto più lavoravi più aumentava il punteggio sulla base dell’esperienza e lavoro svolto”. “Oggi, alla pubblicazione delle nuove GPS, come tanti colleghi, sono rimasto sbigottito, anni di sacrifici non sono valsi nulla. Sono arrabbiato nel vedere che persone che fino a ieri svolgevano tutt’altro lavoro, che non sanno neanche cosa significhi applicare la didattica inclusiva, che per anni sono stati impegnati in università a fare di tutto fuorché insegnare, oggi hanno scavalcato insegnanti che hanno dato e danno anima e corpo alla scuola pubblica…. sempre che in Università ci siano stati e per favore non mi faccia dire altro”. “I, soliti, favoriti in dottorati e ricerca già “avvantaggiati” nei concorsi i Università ora sono diventati una sorta di privilegiati nella scuola pubblica, oltre la beffa l’inganno. Loro sceglieranno le cattedre, le scuole, avranno contratti al 31 agosto, io non so neanche se riuscirò ad ottenere una cattedra. La causa di tutto questo abominio è il Ministro Azzolina, impreparata e mi dispiace dirlo con scarsa conoscenza del sistema Scuola (anche se si dice abbia passato il concorso a Dirigente Scolastico quando era però già parlamentare e per di più sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione) che ringrazio vivamente per averci strappato il futuro. Mi auguro davvero che qualcuno pensi a noi, i precari storici, quelli che nessuno considera, ma che tutti sfruttano”. Grido di aiuto raccolto dai Sindacati Scuola che hanno invitato la Ministra Azzolina a non usare graduatorie irregolari, ma dal quale non hanno ancora avuto rassicurazioni. “E' davvero molto elevato il numero delle irregolarità che si stanno riscontrando nella compilazione delle nuove graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), pubblicate dagli Uffici Scolastici. Il rischio che tutto ciò scateni un contenzioso molto consistente e diffuso, con inevitabili ripercussioni sulle operazioni di nomina dei supplenti, è altissimo. Proprio la necessità di evitare che si determini una situazione del genere, compromettendo il regolare avvio del nuovo anno scolastico, ha indotto i sindacati, unitariamente, a chiedere di non utilizzare le graduatorie Gps per le assunzioni a tempo determinato, attingendo a tal fine dalle attuali graduatorie d'istituto, adottando i provvedimenti necessari a confermarne la vigenza”. Così la nota della Cisl Scuola che spiega, inoltre, di aver inviato “la richiesta alla ministra Azzolina con un telegramma da parte delle cinque maggiori sigle del settore”. “Le scuole devono poter disporre da subito del personale” conclude la Cisl “senza essere esposte al pericolo di dover affrontare ricorsi e rifacimenti delle nomine ad attività' avviate. Crediamo che sia questo l'interesse da far prevalere in questo momento”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Uil Scuola che rincara: “su graduatorie GPS serve un provvedimento d'urgenza”. Secondo Turi, Segretario Nazionale della Uil Scuola “il ministro ha qualificato le GPS (graduatorie provinciali supplenze) come il suo più' grande orgoglio. Non abbiamo espresso commenti per non passare per i soliti pessimisti scettici. Oggi siamo di fronte ad una vera catastrofe: da tutte le regioni arrivano segnali netti di protesta di migliaia di precari che non ritrovano il riconoscimento dei loro titoli. Errori, punteggi sballati, valutazione dei servizi inesatta, neanche l'algoritmo di Renzi fece tanto”. La procedura che coinvolge 250 mila persone e servirà' inoltre per immettere in ruolo un docente su quattro. “E’ per questo che chiediamo al Ministro - esorta il segretario - di fermarsi e, con sano pragmatismo, verificare se si tratta di proteste pretestuose o veri e propri buchi nel sistema in particolare per la parte della verifica, effettuata sotto la morsa del tempo, del coronavirus, in solitudine”. Secondo Turi, “non e' il caso di impuntarsi servono garanzie, e garanti. Occorre assolutamente essere garanti della correttezza delle graduatorie. Bisogna trovare tempi e modi per testare, magari a campione le varie situazioni per restituire fiducia al sistema che viceversa rischia il collasso. Collasso che per il bene della scuola deve essere evitato”. A giudizio del sindacalista della Uil, “alcune situazioni appaiono tanto compromesse che il nostro ufficio legale e' al lavoro per dare indicazioni sulle garanzie giurisdizionali, se il Ministero non vorrà' dare conto dei risultati di questa operazione piena di falle. Un risultato che non avremmo voluto, che preoccupa e crea disagi, instabilità', nuova precarietà'. Un clima di incertezza che non aiuta l'apertura della scuola che merita grande collaborazione da parte di tutti”. “Avere escluso di fatto ogni confronto sindacale su questi temi - evidenza Turi - significa aver deciso di rinunciare a esperienza, soluzioni pratiche e garanzie, che sono legate alla funzione propria del sindacato. Ora va risolta una situazione che si prospetta complicata nel metodo e drammatica nel merito - conclude -. Serve un provvedimento d'urgenza che trovi soluzioni opportune di cui il ministro si dovra' fare carico”. Anche il Sindacato Autonomo Gilda grida al pasticcio, diffidando Ministro e  Ministero. “Sarebbe dovuta essere una rivoluzione copernicana destinata a migliorare di gran lunga il meccanismo delle nomine dei supplenti e, invece, si è rivelato un pasticciaccio brutto che sarà foriero di innumerevoli ricorsi” dice il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. E’ proprio lo stesso coordinatore, Rino Di Meglio, che intervenendo in merito al caos provocato dagli errori di sistema nell'inserimento online delle domande nelle Graduatorie provinciali ad annunciare che, insieme con gli altri sindacati, è in fase di elaborazione una diffida indirizzata al Ministero dell'Istruzione. Sono infatti tante le criticità emerse con la nuova procedura introdotta quest'anno, tra cui l'affidamento della validazione delle istanze alle scuole polo “le cui segreterie - afferma Di Meglio - si sono ritrovate con migliaia e migliaia di domande da esaminare, una mole di lavoro umanamente impossibile da smaltire entro i tempi troppo ristretti imposti da viale Trastevere”. “Proprio per non rischiare di sforare i tempi, il Ministero dell'Istruzione non ha previsto la pubblicazione delle Graduatorie provvisorie, negando così la possibilità di rettificare e integrare le domande. Un passaggio - prosegue il coordinatore nazionale della Gilda - che invece sarebbe stato fondamentale proprio quest'anno per l'avvio del nuovo sistema informatizzato. Il risultato è che le istanze presentate contengono numerosi errori, molti dei quali commessi a causa dell'impostazione sbagliata assegnata in origine dal Ministero alle domande, e ciò farà proliferare i contenziosi”. A complicare ulteriormente l'inizio dell'anno scolastico, ricorda il sindacato, anche la questione dei lavoratori fragili “sulla cui definizione si attendono ancora lumi dai ministeri del Lavoro e della Salute. E intanto le scuole hanno riaperto tra corsi per il recupero degli apprendimenti e collegi dei docenti”, conclude Di Meglio. In questo marasma si inserisce anche la Lega, che parla per voce del proprio delegato alla Scuola e Università “siamo stati facili profeti quando abbiamo chiesto, come Lega, di rinviare di un anno le Gps, le nuove graduatorie per le supplenze volute dal ministro Azzolina, pur consentendo nuovi inserimenti nelle vecchie graduatorie. Avevamo previsto che la macchina organizzativa ministeriale non sarebbe mai riuscita ad informatizzare le graduatorie in poco tempo, ma Azzolina come al solito non ci ha ascoltato”. Così il deputato della Lega Rossano Sasso, che parla di “un caos voluto, premeditato dal ministero, ragion per cui ho depositato oggi stesso un'interrogazione parlamentare urgente al ministro Azzolina”. “E' profondamente ingiusto costringere i lavoratori a spendere migliaia di euro per la tutela di un diritto e per correggere gli errori del Ministero, stiamo valutando anche di presentare un esposto in Procura”. Sasso lamenta “al 2 settembre: caos graduatorie, punteggi sballati, nomine bloccate, cattedre vacanti e ricorsi in tribunale, con il particolare che normalmente le graduatorie provvisorie consentirebbero correzioni, in autotutela per la p.a., ma Azzolina ha stabilito che le stesse graduatorie fossero subito definitive, immediatamente esecutive, correggibili solo attraverso costosi ricorsi al Tar”. L’ennesimo pasticcio che cade su cittadini sempre più esasperati, vittime di una pandemia mal gestita e “governata” sempre più male da un Governo che ancor di più mostra di avere lacune e impreparazione su questioni e settori strategici per il paese. Come diceva un film campione di incassi qualche anno fa,  che guarda caso parlava di scuola e in particolare di scuola “di frontiera”: “io speriamo che me la cavi”.