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Home Legalità Saverio Andreula sull’Ass. Lopalco “Eviti racconti di contesto che non conosce. Ascolti gli infermieri”

Saverio Andreula sull’Ass. Lopalco “Eviti racconti di contesto che non conosce. Ascolti gli infermieri”

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di FABRIZIO RESTA

Intervista al Presidente dell’Opi Bari sulle recenti dichiarazioni dell’Ass. Lopalco


L’Assessore alla Sanità, nonché epidemiologo Pierluigi Lopalco, fortemente voluto da Emiliano ha rilasciato, durante la trasmissione Piazza pulita, una dichiarazione che ha suscitato molte polemiche: “"Oggi abbiamo un problema insormontabile: il numero di operatori sanitari. Non troviamo infermieri neanche a pagarli a peso d'oro. Non esistono, non è che li possiamo creare". Abbiamo chiesto il parere al Presidente OPI Bari Saverio Andreula.

1-       Dott. Andreula innanzitutto grazie per la vostra disponibilità. Come prima domanda mi sembra doveroso chiedervi: In Puglia come stanno vivendo la pandemia i nostri infermieri?

Gli Infermieri pugliesi sono abituati e pronti a rispondere ad ogni richiesta sanitaria ordinaria e straordinaria sempre con una grande capacità professionale e personale. Professionisti e persone straordinarie che oggi sono impegnate a dare il massimo, seppure in un contesto organizzativo che presenta criticità notevoli, in particolare per la scarsità di risorse umane (infermieri in particolare) e modelli assistenziali definiti con criteri scientifici.

Ovviamente, il perdurare delle criticità evidenziate con gli incrementi in durata e volume dell’epidemia determina altissimi livelli di stress e ansia che possono determinare gravi rischi professionali in ambito al corretto esercizio professionale in danno anche degli utenti.

2-       Recentemente al Policlinico sono stati assunti a tempo determinato molte unità infermieristiche. Il precariato è l’unica soluzione all’emergenza Covid?

Negli ultimi anni si è assistito sempre più all’utilizzo, da parte delle aziende sanitarie, del lavoro a tempo determinato, con un aumento esponenziale degli infermieri “precari”. Tanto per effetto delle disposizioni di legge (tante) riguardo alle risorse economiche disponibili per il pubblico impiego in particolare che ha penalizzato soprattutto le regioni che, come la nostra, sono state costrette a definire piani di rientro della spesa sanitaria, oggi in amministrazione controllata. La situazione del Policlinico è emblematica poiché a fronte di un significativo incremento di servizi si è registrato un decremento della dotazione organica.

A molti è sfuggita in attenzione la delibera della Giunta Regionale pugliese n. 708 del 2019: “Approvazione Piano Triennale del Fabbisogno di Personale Azienda Ospedaliero -Universitaria Policlinico di Bari 2018-2020”. Con tale documento si autorizza un fabbisogno di 1627 Infermieri per la struttura ospedaliera. Al contrario la Direzione Generale ne richiedeva 1820. SI tratta di una decurtazione di ben 193 unità in meno.

Tanto premesso è di tutta evidenza che l’AOU policlinico, come Lei sa, ha ottenuto deroghe per incarichi conferire contratti semestrali rinnovabili (situazione in evoluzione) che ha determinato un incremento numerico notevole, rispetto ai fabbisogni cui sopra, di Colleghi con rapporto di lavoro a tempo determinato.

È di questi giorni la notizia del “caos” sul reclutamento di Infermieri determinato dall’inversione del rapporto domanda/offerta che sta inducendo tutte le aziende sanitarie pugliesi a forme concorrenziali di durata contrattuale per gli incarichi di rapporto a tempo determinato.

3-       Dott. Andreula, da anni la Fnopi ha lanciato l’allarme sulla grave carenza di infermieri in Italia. Si parla di 53 mila infermieri mancanti. Nessuno vuole più fare l’infermiere?

Non direi proprio.  A fronte dei dati diramati dalla Conferenza Nazionale dei Corsi di laurea per l’anno accademico 2020/2021 c’è stato un incremento di 331 posti, con un + 2,2 % sull’anno precedente. Si consideri che il rapporto nazionale posti a numero chiuso/ domande di accesso è pari a 22.868 (domande) su 15.054 (posti).  A Bari per l’UNIBA il rapporto è 1423 domande su 578 posti.

4-       Secondo gli standard di sicurezza internazionali ogni infermiere dovrebbe assistere al massimo 6 pazienti per ridurre del 20% la mortalità. In Puglia il rapporto infermieri impiegati nel SSR/pazienti è di 12. Eppure abbiamo molti infermieri pugliesi che lavorano fuori regione o persino all’estero, che vorrebbero tornare nella propria regione di provenienza.

In verità, anche l’Oms nel documento sull’Italia predisposto per la sua 68esima Assemblea generale in svolgimento in questi giorni a Roma sottolinea che percentualmente ci sono molti medici (rispetto al numero di abitanti), ma pochi infermieri (rispetto al numero di medici).

Il numero degli operatori del sistema sanitario è cresciuto negli ultimi dieci anni. La percentuale di medici è di 3.8 ogni 1000 abitanti, un valore più elevato rispetto alla media Ue (3.6). Invece il numero di infermieri rimane basso: 6.1 ogni 1000 abitanti, mentre la media Ue è di 8.4. Di conseguenza, il tasso di infermieri per medici, considerando tutti gli infermieri attivi, non solo dipendenti dal Ssn, (in questo modo il rapporto medio con i medici scende a 1:5) è tra i più bassi in Europa (dove la media è 2:3) e tra i paesi Ocse (con una media di 2:8).

Dal punto di vista italiano il rapporto medici infermieri è costante nel tempo, ma perché segue le carenze progressive delle due professioni. Il rapporto infermieri medici in ospedale è passato ad esempio da 2,48 del 2010 a 2,52 del 2016.

E a dimostrarlo non è solo il rapporto infermieri-medici, ma anche l’analisi sui dati della Rilevazione forza lavoro dell’ISTAT.

Circa il 40% degli infermieri occupati nel Ssn svolge straordinario. Si tratta quindi su circa 270mila dipendenti di 108mila unità di personale.

Sulla mobilità di Colleghi con rapporto di lavoro a tempo determinato in attività in altre regioni, desiderosi di dare un contributo, ci sarebbe molto da dire, la domanda dovrebbe porla in senso critico e di responsabilità oggettiva alla regione Puglia e alle sue politiche sul reclutamento.

5-       Da anni si parla della questione dell’esclusività di rapporto. Ai medici l’esclusività viene pagata tramite un’indennità. Non succede lo stesso per gli infermieri.

Anche questo argomento è stato oggetto di numerosi miei articoli e proposte che hanno suscitato interesse al punto che alcune forze politiche hanno presentato diversi Odg. nelle commissioni di riferimento parlamentari. Ho suggerito alla Regione puglia, atteso che non ci sono infermieri disponibili e la situazione pandemica in atto, di presentare proposta di deroga all’attuale ordinamento che vieta per gli Infermieri l’attività libero professionale.

6-      In definitiva, cosa risponderebbe all’Ass. Lopalco? Cosa si può fare per cambiare lo stato delle cose?

Aprire un tavolo di confronto con le rappresentanze professionali per avere dettagli di contesto indispensabili per le scelte future da attuare previo confronto con le parti interessate … e …. di evitare racconti di contesto che non conosce. Ascolti gli Infermieri.