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Home Legalità Eduscopio è uno strumento classista che non valorizza il vero senso del lavoro nella scuola

Eduscopio è uno strumento classista che non valorizza il vero senso del lavoro nella scuola

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Comunicato stampa


Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

- La Fondazione Giovanni Agnelli ha annunciato l’aggiornamento di Eduscopio, lo strumento che nelle intenzioni del presidente Andrea Gavosto dovrebbe sostenere gli studenti e le famiglie nella scelta della scuola secondaria di secondo grado, perché permette di “comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa nell'area dove risiede”.

La logica alla base di Eduscopio è la netta definizione del percorso scolastico in base alla sua finalizzazione: per questo motivo si prevede che chi ha intenzione di entrare subito nel mondo del lavoro si deve necessariamente indirizzare verso istituti tecnici e professionali, mentre chi intende proseguire gli studi all'Università si rivolge ai licei ed agli istituti tecnici.

Di fondo persiste una logica classista di età gentiliana, che classifica le scuole sulle richieste del mondo del lavoro su indicatori del tutto aleatori e parziali (percentuale di contratti degli studenti diplomati, percentuale di neet, media del voto di uscita, percentuale di successo nel primo e nel secondo anno di università …), eliminando di fatto il valore sociale, educativo e culturale dell'azione delle istituzioni scolastiche rimpiazzato da indicazioni di “borsa” e logiche di mercato.

Riteniamo che il Ministero dell’Istruzione debba intervenire bloccando queste “operazioni di mercato” che non aiutano a scegliere i percorsi scolastici per la validità culturale che possono avere, bensì instaurano una competizione fra alunni, docenti, scuole che non solo si presta alla strumentalizzazione dei media (tutti i giornali oggi parlano di “classifiche” e “pagelle”), ma fornisce un disservizio alla comunità educante, impegnata alla costruzione di persone e non di numeri.

Auspichiamo che il Ministero apra al più presto con dirigenti, docenti, studenti e con le organizzazioni sindacali una seria interlocuzione sul sistema nazionale di valutazione e sul ruolo dell’INVALSI.