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Home Legalità Visite fiscali, in arrivo importanti novità

Visite fiscali, in arrivo importanti novità

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Il Governo sta studiando importanti novità volte a modificare la normative riguardante il regime dei controlli in caso di malattia dei lavoratori, e di conseguenza le sanzioni previste per il lavoratore del settore pubblico e privato in caso di sua irreperibilità.

Innanzitutto nel decreto Madia è prevista la creazione di un polo unico della medicina fiscale in capo all'Inps, che si occuperà non solo di privati ma anche degli statali. Oggi invece per i dipendenti pubblici sono attive le Asl, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato.

Ci dovrebbe poi essere la possibilità di condurre accertamenti ripetuti, con l'obiettivo di rafforzare l'efficacia degli stessi grazie al 'cervellone' informatico dell'Inps, che permette di fare verifiche mirate. Dovrebbe essere assicurata anche la continuità professionale per i medici iscritti alle liste speciali.

Ma potranno esserci anche dei casi specifici in cui scatterà l'esonero dalla visita fiscale, come nel caso di malattie la cui patologia può aggravarsi in caso di permanenza in un luogo chiuso (cefalea o depressione). La reperibilità non verrà richiesta in casi come quelli riguardanti il ricovero, infortuni sul lavoro o malattia professionale, oltre all'insorgenza di patologie gravi che necessitano di assistenza.

L'obiettivo è quello di controlli mirati ed efficaci, tentando di massimizzare il tasso di rendimento delle visite.

Dovrebbero inoltre essere armonizzate le fasce orarie di reperibilità, attualmente molto differenti tra settore privato e pubblico in quanto nel primo caso è necessario rendersi reperibili dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19, mentre per i lavoratori pubblici le fasce orarie vanno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Ma non saranno questi i soli cambiamenti, si cercherà di rendere tutta la materia più ordinata così da rendere il controllo più facile.

Ad esempio, con i rinnovi contrattuali, si potrebbe intervenire su alcune modalità di fruizione dei permessi, come quelli della legge 104 del 1992, rivedendo le regole sui preavvisi.

Attualmente secondo gli ultimi dati statistici i certificati di malattia e le assenze per la legge 104 costano allo Stato quasi 7 miliardi di euro l’anno. Un costo ormai divenuto insostenibile ed a cui il Governo pensa di porre rimedio in questa maniera.