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Home Legalità Bollette luce e gas, slitta di un anno l’addio al mercato tutelato

Bollette luce e gas, slitta di un anno l’addio al mercato tutelato

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Dopo gli allarmi delle associazioni consumatori sul rischio aumenti,

il Governo ha deciso di far slittare di un anno l’abolizione delle tariffe elettriche e del gas dal servizio di maggior tutela, dal primo luglio 2018 al luglio 2019.

Nella riunione governo-maggioranza sul ddl Concorrenza che si è tenuta mercoledì è stato infatti trovato un accordo sul rinvio dal giugno 2018 al giugno 2019 dello stop al sistema con tariffe fissate dall’Autorità per l’energia. Tariffe che, da un’analisi dell’authority, sono risultate più convenienti in media del 20% rispetto a quelle che i piccoli clienti riescono a spuntare sul libero mercato.

La decisione, confermano fonti di Governo, è stata presa per essere certi che l’addio alla tutela non causi ulteriori rincari alle bollette di gas e luce.

Il rischio in realtà c’è, che 24 milioni di piccoli consumatori di elettricità fino a oggi serviti dalla tariffa base detta “di maggior tutela” possano essere scaraventarli nel mercato libero, in balia di 400 rivenditori di elettricità che si contendono i clienti facendo pagare loro l’elettricità più di prima.

Secondo il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, l’addio al mercato tutelato dell’energia e del gas «è una liberalizzazione grandissima, che impatta su tantissime famiglie e che deve essere fatta con tutte le cautele e il tempo necessario», aggiungendo che si farà la massima attenzione «a essere sicuri che ci siano tutte le garanzie perché non ci siano aumenti di prezzo per i consumatori».

Capire esattamente chi guadagna e chi perde con l’abbandono della maggior tutela non è un’impresa facile, perché molto dipende dal contesto di mercato e dalle condizioni previste dai contratti. Il principio di massima è che il prezzo dell’energia al cliente viene fissato direttamente dal fornitore: accade, però, che in una fase di prezzi delle commodity crescenti fermare il prezzo dell’energia per due anni era conveniente rispetto alla maggior tutela, che subisce invece aggiornamenti periodici.

Resta il fatto che, comunque, molte famiglie (circa il 32% nel 2015 secondo l’Autorità per l’energia) sono già passate al libero mercato - convinte dalle politiche di marketing delle utility - e in molti casi si sono ritrovate a pagare fino al 20% in più.

Del resto l’addio alle tutele differenziate è un obiettivo non eternamente rinviabile perché previsto dalle direttive Ue sulla liberalizzazione dell’energia, da effettuarsi non drasticamente ma tramite un periodo transitorio finché il mercato libero non appaia maturo.