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Home Legalità Pensioni: si pensa al riscatto gratuito della Laurea per i giovani

Pensioni: si pensa al riscatto gratuito della Laurea per i giovani

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Se per i lavoratori vicini alla pensione le notizie previdenziali degli ultimi anni a causa della Legge Fornero sono alquanto negative,

per i giovani quello che si prospetta per il futuro è anche peggiore.

Per questo sta prendendo sempre più piede l’idea lanciata dalla UIL di provvedere al riscatto gratuito degli anni di laurea al fini agevolare il raggiungimento dei requisiti pensionistici sempre più stringenti.

“La proposta è quella di fiscalizzare il periodo contributivo legato agli studi universitari” chiarisce il sottosegretario all'Economia Baretta, proponendo sostanzialmente di far valere gli anni universitari a fini pensionistici, soprattutto per quanto riguarda i giovani, senza però richiedere il corrispettivo, sempre molto oneroso e che ha sempre disincentivato i contribuenti a concludere l'operazione.

La ratio è dunque quella di sostenere i giovani nell'ottenimento della pensione, considerato che, tra crisi e disoccupazione, rischiano di non avere i contributi necessari a permettere di avere un futuro sereno nella vecchiaia; di assicurare quindi una continuità contributiva, visto che i loro percorsi professionali sono costellati da grandi vuoti.

L'idea è quella di far in modo che gli anni di studio valgano ai fini pensionistici senza però dover versare i contributi di 5 o 6 anni.

Con questa misura, quindi, da un lato i giovani potrebbero trovarsi ad accumulare qualche anno contributivo senza interruzioni e dall'altro le nuove generazioni potrebbero essere incentivate a laurearsi.

Un'idea però che riguarderà chi al momento dell'entrata in vigore risulterà essere studente e la contribuzione figurativa sarà legata al conseguimento obbligatorio della laurea.

La proposta deve comunque essere definita adesso nel tavolo di confronto tra Governo e sindacati. La base sarà una proposta complessiva, capace di valorizzare i periodi di disoccupazione, bassi salari legati a contratti precari e assenza dal lavoro, con un occhio di riguardo alle donne, per ragioni di cura di figli piccoli o di anziani.

Attualmente riscattare gli anni di laurea è un’operazione molto onerosa.  Per riscatto degli anni di laurea  s’intende la procedura attraverso la quale è possibile trasformare gli anni di studio universitario in anni di contributi (come se in quel periodo si fosse stati occupati), al fine di accedere prima ai requisiti per maturare la pensione.

Gli importi da versare sono molto cospicui e variano in base ad alcuni parametri tra cui gli anni da riscattare e i tempi della richiesta. In buona sostanza prima viene presentata la domanda minore sarà la somma da pagare.

Le condizioni sono specificate dall’Inps. La domanda va presenta o tramite il sito web dell’ente, o attraverso un professionista abilitato (un commercialista o un patronato), o consegnata direttamente negli uffici.

Bisogna tenere presente che non si possono riscattare gli anni di università fuori corso, ma solo quelli che corrispondono alla durata legale del corso di studi universitari.

Il riscatto è consentito nei seguenti casi: diplomi universitari, se i corsi non sono stati di durata inferiore a 2 e superiore a 3 anni; diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a 4 e superiore a 6 anni; diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a 2 anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;

Non è possibile ottenere il riscatto se durante gli studi universitari è stata svolta un’attività lavorativa e se si è stati quindi già assicurati.

Ad oggi quindi conviene attendere qualche mese prima di richiedere il riscatto oneroso. Se la situazione in Parlamento dovesse sbloccarsi e si dovessero definire le condizioni di accesso al riscatto gratuito effettuare oggi la richiesta potrebbe essere controproducente.