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Interventi / Oppressori vs oppressi

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di MANUEL SANTORO*

Michele Emiliano dichiara di essere d'accordo con il Nord e che le regioni sono il futuro. Perché allora non i comuni?


Comunque vada, questa discussione rivela la pochezza della politica ed è causa di uno smarrimento politico diffuso nonché di un voluto depistaggio sui veri avversari politici, di noi socialisti e della sinistra tutta.
Una volta si parlava della lotta tra oppressi e oppressori, categorie vetuste ma sempre attuali, ma ora non più poiché non si vuole far comprendere chi siano gli oppressi e chi gli oppressori.
"Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in una parola, oppressori e oppressi, stettero continuamente in contrasto tra loro, e sostennero una lotta mai interrotta, a volte palese a volte dissimulata, ..." (K. Marx).

Proviamo, allora, a utilizzare queste due categorie dimenticate. Oggi nel nostro mondo globalizzato e multi-transnazionale, potremmo continuare la lista del Marx facendo riferimento all'1% vs il 99%, contrapponendo le multinazionali (corporations) e i banchieri, gli oppressori, al resto della popolazione mondiale, gli oppressi. Ma, ahimè, la politica non rende più giustizia al suo ruolo e non individua più con precisione chi essi siano, gli oppressori che gli oppressi dovrebbero combattere politicamente.

Quindi, concludendo, cosa cambia per un 'oppresso' qualsiasi del Veneto o della Puglia se si concede o meno maggiore autonomia?

*Segretario Nazionale Convergenza Socialista