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Rinnovo della licenza per il Glifosato: Stop in Comitato UE per gli alimenti

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di NICO CATALANO

Martedì 24 ottobre il Parlamento Europeo ha approvato con 355 voti a favore e 204 contro una risoluzione non vincolante presentata dalla Commissione che prevede di rinnovare per i prossimi 5 anni la licenza dell'erbicida Glifosato,

 

concessione che scade nel prossimo dicembre 2017, un atto amministrativo che inoltre contempla contemporaneamente di impegnare tutte le istituzioni Europee per eliminare gradualmente il commercio e l'utilizzo di tale prodotto entro la fine del 2022 o al massimo entro l’anno 2024.

Praticamente l’intento del provvedimento non è altro che un machiavello messo in atto per accontentare tutti, una decisione “salomonica” per andare incontro sia alle forti pressioni esercitate sulla politica da parte delle multinazionali della chimica di sintesi che producono e commercializzano la sostanza attiva erbicida ma anche per rispondere alla sempre più insistente richiesta dei popoli Europei desiderosi di un definitivo e totale divieto della sostanza pericolosamente classificata tra i probabili principi attivi cancerogeni nel gruppo 2 A secondo gli studi dello IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro).

La proposta del Parlamento Europeo è approdata mercoledì scorso al comitato UE per gli alimenti, mangimi e piante per la definitiva approvazione ed ha subito un clamoroso  stop con il conseguente rinvio del voto ad una futura riunione da tenersi in una data ancora da definire, determinazione questa dovuta al fatto che numerosi rappresentanti delle delegazioni dei diversi Paesi membri hanno manifestato pareri totalmente discordanti con il merito del provvedimento approvato a Bruxelles tanto da non permettere di raggiungere un accordo;

tra i Paesi in disaccordo con la risoluzione UE anche l’Italia che per voce del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina ha ultimamente dichiarato la netta contrarietà del governo Italiano al rinnovo dell'autorizzazione Ue al glifosato, una presa di posizione questa finalmente in linea con la coalizione #stopglifosato che raccoglie circa 50 associazioni italiane ecologiste, di promozione sociale, consumatori e coltivatori che da tempo si sono schierate contro l'utilizzo dell'erbicida.

Il glifosato, composto che presenta formula molecolare C3H8NO5P è un ammino fosfato della glicina, un diserbante totale ad azione erbicida non selettiva e altamente residuale nell’ambiente, in Italia il principio attivo dall’agosto del 2016 proprio per la sua elevata pericolosità per l’uomo ed i cicli ecologici  è vietato sia nei luoghi pubblici come parchi, campi sportivi, aiuole e giardini, così come in fase fenologica di pre raccolta delle colture a differenza di quanto avviene ad esempio in Usa e Canada, dove invece viene utilizzato in modo intensivo proprio nella fase colturale di pre raccolta allo scopo di fare maturare artificialmente il grano e garantire così  un livello proteico elevato in maniera quasi artificiale in areali geografici dove le basse temperature non permetterebbero questo.

Secondo un recente sondaggio pubblicato dall’associazione internazionale di consumatori SumOfUs  l’80% dei tedeschi, il 79% dei francesi, l’84% degli italiani, l’77% dei portoghesi e l’81% dei greci sono fortemente contrari all’utilizzo del glifosato e quindi a favore del suo divieto immediato” questa consultazione ha confermato quanto chiesto da più di un milione di persone in una petizione ufficiale lanciata da una Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI - European Citizens’ Initiative ) per sostenere il divieto del glifosato, petizione che peraltro chiedeva anche all’EU non solo di vietare la sostanza in questione, ma addirittura di riformare il processo europeo di approvazione dei pesticidi.

In questo scontro epocale tra chi vuole un’agricoltura più pulita e sostenibile e chi, invece, esclusivamente per  inseguire interessi e profitti personali vuole continuare ad alimentare un modello agricolo intensivo e distruttivo è giunto il momento per l’Unione Europea di prendere una posizione netta, magari connettersi con la volontà dei popoli Europei, quindi dire basta sia alle estensioni delle autorizzazioni per sostanze pericolose come il glifosato ma anche alle mezze misure solo per compiacere i giganti del settore agrochimico, così dimostrando con i fatti concreti capacità di ascolto e vicinanza ai cittadini.