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Gabanelli si dimette dalla rai: in Italia l’informazione è veramente libera?

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di NICO CATALANO

Lunedì scorso la giornalista e conduttrice Milena Gabanelli ha comunicato alla direzione della Rai le sue irrevocabili dimissioni,

 

interrompendo così sia  il suo ultimo contratto di lavoro che aveva firmato con la stessa azienda solo nove mesi fa   respingendo l’offerta proposta del Cda della Rai  di svolgere l' incarico di condirettore di Rainews24 con la delega allo sviluppo del portale web assieme all'opportunità di ritornare in video con Report la trasmissione di inchiesta e informazione che proprio lei  aveva reso celebre e che l’anno scorso aveva lasciato dopo vent’anni di successi nella conduzione per dedicarsi ad altri compiti sempre in Rai, un nuovo impegno che prevedeva appunto un ruolo di condirezione di RaiNews assieme alla delega di seguire l’implementazione del relativo sito della rete.

Una scelta questa che secondo quanto dichiarato dalla stessa Gabanelli è  dipesa dal fatto che le condizioni proposte dalla Rai non le permettono di produrre risultati apprezzabili perchè la nascita del portale unico di news online, per il quale la giornalista aveva  lavorato in questi mesi, nella programmazione dell’azienda è stata subordinata ad altri progetti ed ha riscosso un piano di investimenti con tempi non definiti e incerti, mentre per quanto riguarda la proposta di ritornare a Report in condirezione con Ranucci, è stata considerata dalla conduttrice inaccettabile in quanto mortificante per il collega e l’intera squadra di giornalisti, che in questi mesi stanno portando avanti il programma in modo eccellente.

Ma sembra che dietro a queste improvvise dimissioni ci sia ben altro, infatti pare che la rottura tra la giornalista e l’attuale Cda Rai sia avvenuta dopo la proposta avanzata dalla stessa Gabanelli, che al fine di non disperdere il lavoro fatto in questi mesi, ha chiesto di poter condurre una striscia televisiva quotidiana di un racconto per numeri, della durata di 5 minuti, dopo il Tg1, con pubblicazione anche sullo stesso sito di Rai News, proposta che è stata definita impossibile da concretizzare per il fatto che l’attuale palinsesto è stato già varato secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale della Rai Mario Orfeo rispondendo che al massimo di questa proposta se ne potrebbe riparlare dopo l’estate.

Un risposta questa che ha tanto di sottointeso, come a voler dire “ cara Gabanelli ti stimiamo ma con l’approssimarsi della campagna elettorale per le politiche che si terranno  nella prossima primavera devi stare defilata, poi dopo vediamo..”  infatti la nota indipendenza ed onestà intellettuale della giornalista fa paura ai palazzi del potere più della sua professionalità indiscussa, della sua capacità di affrontare argomenti trasversali, difficili, complessi con linguaggio e modalità comprensibili al grande pubblico.

In un momento storico in cui la stragrande maggioranza dei media in questo Paese asseconda e si limita a fare da megafono al potente di turno in un modo spesso così servile da sfiorare il ridicolo, dove non solo il pensiero  critico è stato messo al bando ma persino il normale racconto della verità dei fatti viene sottoposto a censura, una figura come la Gabanelli diventa un problema per chi rispondendo agli ordini della politica è solo impegnato ogni giorno a raccontare un’Italia che non esiste rispetto alla realtà che viene quotidianamente nascosta.

L’ annuale valutazione mondiale sulla libertà di stampa di Reporters sans Frontieres classifica  l’Italia  al 52esimo posto al mondo, poco sopra i diversi Paesi martoriati da guerre e dittature, episodi come le dimissioni della Gabanelli confermano questo dato e mettono in luce i tanti problemi nell’informazione italiana, problemi di cui anche il servizio pubblico purtroppo soffre, come Paese siamo passati negli anni dalla tv Berlusconiana a quella dell’era Renzi  ma il risultato è sempre lo stesso se non peggiore tra il silenzio totale del cosidetto mondo intellettuale, senza girotondi che manifestano o registi che si scandalizzano.

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