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Sinistra ultima fermata: compagni si scende!

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di NICO CATALANO

La consultazione elettorale siciliana di domenica scorsa ha confermato con i numeri reali quello che già i vari sondaggi avevano da tempo preannunciato: una vittoria del centro destra, M5S primo partito, una debacle per il partito democratico e un risultato modesto per la lista di sinistra, tutto ciò assieme ad un’astensione elevata con addirittura oltre il 54 % degli aventi diritto che hanno disertato le urne, sintomo di un pericoloso e sempre più dilagante fenomeno di sfiducia tra la gente  per i partiti ma anche per le istituzioni e la politica in generale.


Dopo una breve pausa ci accorgiamo che questo paese vota ancora il centro destra Berlusconiano o forse è meglio scrivere che  il Paese non ha mai smesso di votare, solo che in diversi per ignoranza o peggio per convenienza facevano finta di non accorgersene, finchè la gente tra una fotocopia ed anche costosa in diritti cancellati rappresentata dalle politiche Renziane e l’originale gratis o a buon mercato ha scelto la seconda opzione ed il centro destra ha vinto non perché la sinistra era divisa ma per il fatto che regna e signoreggia perché più vicino alla gente.

Così come vince e festeggia quel M5S che può anche non piacere in tante sue affermazioni intrise del tutto il contrario di tutto, spesso inconcludente nelle esperienze di governo ma sicuramente oggi rappresenta l’unica forza in grado di connettersi con gli italiani, con i problemi quotidiani di un pensionato, con i sogni di un giovane precario e le speranze di uno studente,  un movimento che sfiora il 35% dei consensi seppure con il 46% dei votanti è un qualcosa con cui fare i conti,  con cui bisogna confrontarsi seriamente e non può essere etichettato con leggerezza come semplice populismo ma come un fenomeno di popolo;

quel popolo ormai lontano dalla sinistra,  sia da quella moderata o di derivazione socialdemocratica che a furia di rincorrere l’obbiettivo del governo ad ogni costo ha sposato sempre più le ragioni dell’avversario, diventando negli anni indistinguibile da esso in prassi e proposte, con un partito democratico che crede ancora di curare le ferite inflitte alla società dagli effetti di quel liberismo selvaggio con le cause di  quelle ferite: privatizzazioni, riduzioni dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, azioni che specialmente negli ultimi anni hanno mortificato ed allontanato sempre più le fasce deboli della nostra società, ma anche la sinistra radicale ha perso contatto con la gente e i suoi veri problemi, presentandosi ancora divisa, sempre impegnata in una continua e stucchevole  guerra interna  per dimostrare chi è stato negli anni più o meno “bravo” solo nelle narrazioni e quasi mai nei fatti concreti, spesso incoerente, schizzofrenica nei percorsi intrapresi e chiusa in recinti autoreferenziali tanto da sembrare agli occhi della gente un qualcosa di inutile per la vita delle persone, certo in Sicilia l’essersi presentata unita a sostegno di Claudio Fava è fatto positivo e rappresenta non il punto di arrivo ma solo un passettino avanti, un progetto a cui onestamente non si poteva chiedere di più del poco esaltante risultato ottenuto a cui ora se quest’area vuole ritornare ad essere credibile, deve dare continuità magari attraverso persone, tematiche e modalità  sicuramente più in linea con i bisogni reali della gente, in una società in cui le forze di sinistra mettono assieme meno del 25% dei votanti, infatti è questo il risultato che avrebbe ottenuto una ipotetica coalizione se Fava e i suoi avessero voluto il candidato del partito democratico sostenere Fabrizio Miccari.

Ben poca cosa rispetto a quello che da sempre ha rappresentato la sinistra, un tempo vicina al popolo e alle sue istanze oggi invece relegata in un ruolo marginale quasi ininfluente nella società, in uno scenario elettorale per le prossime politiche che si preannuncia un affare privato tra destre e M5S un punto basso da cui la sinistra può risalire solo mettendo in campo novità ma ritrovando unità e umiltà, a tal proposito a nulla servono le dichiarazioni rilasciate da Renzi e dal suo “Giglio magico”  anzi finchè si continuerà a definire come il problema chiunque a quelle latitudini mette invece in evidenza i veri problemi non si farà nessuna strada, il problema non è Fava e neanche Grasso ma di un treno che è arrivato all’ultima fermata.