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Italiani brava gente ma non troppo!

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di NICO CATALANO

La  nostra Costituzione,  lo scorso 27 dicembre ha festeggiato il suo settantesimo anniversario, l’articolo 11 recita : "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

 


Un controsenso questo rispetto a quanto emerso in un reportage pubblicato in questi giorni dal New York Times il quale evidenzia  come le bombe utilizzate nella sanguinosa guerra civile che si combatte in Yemen, sganciate dall'aviazione Saudita non solo contro le postazioni dei combattenti Houthi Sciiti ma anche contro i civili mietendo così innumerevoli vittime innocenti tra anziani, donne e bambini sono prodotte in Italia,  precisamente nelle bellissima Sardegna, regione conosciuta in tutto il mondo come meta di turismo e divertimento ma ora anche come produttrice ed esportatrice di questi ordigni d morte, armi che fabbricate in Italia dall'impresa tedesca Rwm, partono dall’aeroporto di Cagliari verso l'Araba Saudita.

La videoinchiesta pubblicata nella homepage del sito Internet del quotidiano newyorkese conferma tramite vari documenti video la fondatezza  di queste denunce, tesi che furono esposte a dire il vero due anni fa anche da diverse associazioni pacifiste italiane così come il percorso delle armi: prodotte in Sardegna, vendute all'Arabia Saudita e utilizzate per sostenere direttamente o armare le fazioni in lotta nello Yemen, una vera e propria triangolazione commerciale autorizzata dal governo che rende vana le prescrizioni contenute nella legge 185 del 1990 che di fatto impedisce l'autorizzazione governativa di vendita di armamenti vari alle Nazioni coinvolte direttamente in un conflitto armato, documenti che secondo una nota pubblicata dal senatore del Movimento 5 stelle  Roberto Cotti, sarebbero state fornite al prestigioso giornale d'oltreoceano proprio dallo stesso politico grillino, autore in questa legislatura appena conclusa di ben sei interrogazioni parlamentari sull'argomento.

Il nostro Paese da sempre occupa le prime posizioni nella classifica mondiale delle esportazioni di armi e nel 2016 ha registrato dalla vendita delle armi leggere e pesanti un fatturato complessivo di circa 15 miliardi di euro, un aumento sostanziale del export di questi "prodotti" pari a quasi il doppio rispetto agli 8 miliardi del 2015, secondo la relazione parlamentare annuale in materia di armamenti, inviata al presidente del Consiglio dei Ministri in ottemperanza dalla Legge 185/ 1990, ben oltre la metà delle commesse di armi sono destinate all'area del medio oriente e consistono in bombe, missili e razzi, infatti dal maggio 2015 al maggio 2017 il nostro Paese ha fornito solo all'Arabia Saudita bombe e munizioni per un valore di oltre 40 milioni di euro.

La replica del governo Italiano affidata alla Farnesina ha ribadito che L'Italia da sempre osserva in maniera scrupolosa il diritto internazionale in materia di esportazione di armamenti, adeguandosi alle prescrizioni decise in ambito Onu così come il fatto che L'Arabia Saudita oggi non è soggetta ad alcuna forma di embargo, sanzione o altra misura restrittiva internazionale.

Quanto riportato dal giornale americano è purtroppo una vicenda arcinota nel nostro Paese, oggetto più volte di vari appelli presentati dal vasto mondo delle associazioni pacifiste ai presidenti del Consiglio di questi ultimi anni: Renzi e Gentiloni,  richieste prodotte dalla società civile che avevano lo scopo di mettere fine alla vendita di questi strumenti di morte, peraltro anche in sede parlamentare i deputati di sinistra Italiana-possibile così come quelli del Movimento 5 Stelle nel corso della legislatura, hanno chiesto diverse volte di mettere la parola fine alle vendite di armi italiane, l'ultimo  episodio a settembre scorso, quando la Camera respinse a colpi di maggioranza l'ipotesi di embargo relativo alla fornitura di ordigni bellici proprio verso l'Arabia Saudita, provvedimento restrittivo, richiesto al nostro Governo oltre che da molte organizzazioni pacifiste non governative anche esplicitamente dallo stesso Parlamento Europeo.

Questa vicenda mette a nudo tutta l'ipocrisia Italiana, un Paese che sulla carta ripudia la guerra ma che di fatto è una delle prime Nazioni esportatrice di armi, italiani brava gente, ma non troppo!