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Una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare l’attuale legge elettorale

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Redazionale

Si è riunito nei giorni scorsi il consiglio direttivo del Coordinamento che ha cooptato nel consiglio stesso il prof Paolo Caretti, la prof.ssa Agostina Cabiddu, la prof.ssa Silvia Niccolai, il prof Andrea Pertici, tutti costituzionalisti, e la dott.ssa Maria Longo ex magistrato.


Il consiglio direttivo ha inoltre confermato la decisione di elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare l'attuale legge elettorale, che sarà purtroppo in vigore il 4 marzo prossimo. Sul testo della proposta di legge verranno raccolte le 50.000 firme necessarie per presentarla al Senato, in modo da utilizzare la possibilità prevista dal nuovo regolamento approvato prima dello scioglimento delle Camere, che prevede che la proposta sia esaminata e discussa entro tre mesi.

La proposta fa parte del pacchetto di tre iniziative di legge di iniziativa popolare che il coordinamento sosterrà pienamente: 1) modifica dell'articolo 81 della Costituzione per eliminare la modifica che ne è stata fatta nel 2012; questa proposta di eliminazione è parte della richiesta di rimettere in discussione il Fiscal compact, 2) modifica radicale della legge definita propagandisticamente buona scuola, 3) modifica della legge elettorale vigente nella direzione rappresentata dalla parola d'ordine: lasciateci scegliere i nostri parlamentari.

Per coordinare l'avvio della campagna di raccolta delle firme e delle iniziative politiche e culturali collegate verrà convocata un'assemblea nazionale il 4 febbraio prossimo.

Per recuperare il ritardo sulle altre proposte di legge di iniziativa popolare verrà depositato in Cassazione appena possibile il titolo della proposta di modifica della legge elettorale che recita:

Modifiche alla legge elettorale (165/2017) per consentire agli elettori di scegliere direttamente i deputati e i senatori da eleggere in proporzione ai voti ottenuti; previsione del voto disgiunto nel rispetto della differenza di genere; garanzie di correttezza, trasparenza, democraticità nella selezione delle candidature in attuazione dell'art 49 della Costituzione”.

Come è noto il titolo è l'unica parte della proposta di legge di iniziativa popolare che va depositata in Cassazione, mentre l'articolato della proposta deve essere pronto in tempo utile per predisporre il pdf per la raccolta delle firme e rientra quindi nella responsabilità del coordinamento che la promuove.

Il prof Massimo Villone invierà entro alcuni giorni al consiglio direttivo il testo che svilupperà il titolo della proposta di legge per consentirne il varo in tempo utile, tenendo conto che l'assemblea convocata per il 4 febbraio impone una tempistica cogente e non derogabile, pena il fallimento dell'iniziativa di raccolta delle firme necessarie, che non può avere una durata superiore a sei mesi dall'inizio della raccolta delle firme.

Il consiglio direttivo ha ribadito con fermezza l'intenzione di riaprire la discussione sull'attuale legge elettorale, approvata con ben 8 voti di fiducia, che continua purtroppo la serie nefasta dei parlamenti i cui componenti sono nominati dai capi partito anziché dagli elettori.

Non ci rassegniamo e quindi puntiamo a modificare la legge elettorale attuale sulla base di due presupposti: assegnazione dei seggi con metodo proporzionale e diritto degli elettori di scegliere i propri rappresentanti in parlamento.

In questo momento l'accento è posto sulla legge di iniziativa popolare, ma resta inteso che se non arriveranno modifiche per via parlamentare o attraverso una pronuncia della Corte costituzionale il Coordinamento è intenzionato a ricorrere allo strumento del referendum abrogativo della legge165/2017, consapevole che per i termini posti dalla legge vigente non si potrebbe giungere al voto popolare prima del 2020.