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Home Politica Politica L'ex assessore Regionale Filippo Caracciolo indagato e candidato alla Camera

L'ex assessore Regionale Filippo Caracciolo indagato e candidato alla Camera

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di NICO CATALANO

L'assessore regionale Filippo Caracciolo, candidato alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito democratico nel collegio uninominale, Puglia 4 di Andria della BAT ha ricevuto nei giorni scorsi un avviso di garanzia dai Magistrati della Procura di Bari.


I reati contestati al Caracciolo  per i quali risulta indagato sono corruzione e turbativa d'asta riguardo ad una gara d'appalto dell'ammontare di 5,8 milioni di euro indetta per la costruzione dell'edificio che dovrebbe ospitare la nuova sede della scuola media 'Giovanni XXIII' di Corato, in provincia di Bari,  gara vinta da un'associazione temporanea d'impresa di cui fa parte una società ritenuta di proprietà dell'imprenditore edile Massimo Manchisi, sodalizio favorito secondo i giudici dall'intervento del politico regionale responsabile nella giunta guidata da Michele Emiliano delle deleghe all'ambiente e all'ecologia;

sempre secondo l'accusa, l'esponente democratico  avrebbe indotto il dott. Donato Lamacchia, dirigente dell'ufficio Lavori pubblici del Comune di Barletta e presidente della commissione aggiudicatrice della gara, a favorire l'impresa di Manchisi, in cambio della promessa da parte dell'imprenditore edile di un appoggio per le elezioni politiche che si terranno il prossimo 4 Marzo e assicurando a sua volta quest'ultimo  di facilitare il suo passaggio all'Arpa Puglia.

Il provvedimento della Procura sembra rientri in un filone di indagini ricollegato all'inchiesta sull'Arca Puglia scaturita in seguito ad una vasta operazione denominata "Bari connection" condotta nel dicembre dello scorso anno dalla Guardia di Finanza di Bari, che aveva scoperto un presunto giro di corruzione nell'ambito degli appalti per la costruzione di case popolari nella capoluogo pugliese, portando agli arresti tra gli altri di Sabino Lupelli, ex  dg dell'Arca Puglia, dello stesso Massimo Manchisi, dell'avv. Fabio Mesto e della cancelliera della Procura di Bari Teresa Antonicelli, provvedimento restrittivo tradotto per quest'ultima successivamente in interdizione dai pubblici uffici.

Nell'intento di tutelare l'amministrazione regionale e nel contempo consentire una serena prosecuzione delle indagini, Filippo Caracciolo si è prontamente dimesso dal ruolo di assessore regionale, un lodevole gesto sicuramente da apprezzare;

da garantisti quali siamo, consideriamo il politico regionale di origini barlettane un presunto innocente e crediamo nella sua non colpevolezza, augurandoci che possa presto dimostrare l’estraneità della sua persona  ai fatti ipotizzati dai Giudici, ma se in questo Paese la partecipazione addirittura ad un concorso indetto dal MIUR per reclutare collaboratori scolastici, quelli chiamati un tempo  "bidelli"  necessita del requisito che ogni cittadino candidato a ricoprire il ruolo non solo non abbia mai subito condanne ma anche che non sia soggetto a procedimenti giudiziari in corso, quindi sarebbe il caso per ridare alla politica quella autorevolezza da tutti invocata e auspicata, che magari Filippo Caracciolo rinunci anche alla candidatura in attesa del pronunciamento dei Magistrati, se questo vale per "un bidello" a maggiore ragione lo stesso principio deve valere per un onorevole in pectore.