Il SudEst

Thursday
Jul 19th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica Razzismo montante

Razzismo montante

Email Stampa PDF

di LAVINIA ORLANDO

L'ultimo episodio, in ordine di tempo, si è verificato nell'aperta e cordiale Spagna ed ha avuto per protagonista un attore di origini africane,

 

che è stato colpito e ferito in volto con una bottiglia di birra in un bar di Madrid da una donna che, dopo averlo apostrofato come “negro di m...”, lo ha invitato ad andare via dal locale ed ha affermato di poterlo anche uccidere, senza rischiare alcun tipo di imputazione o punizione, “in quanto bianca”.

Un giorno prima (esattamente il lunedì successivo alle elezioni che hanno visto una forte crescita della Lega, uno dei partiti più razzisti della scena politica nazionale), a Firenze, nell'altrettanto aperta e cordiale Italia, un altro episodio, terminato questa volta con la morte della malcapitata vittima, ha nuovamente acceso i riflettori sulla tematica. Un uomo, di nazionalità senegalese, è stato ucciso nel capoluogo toscano da un italiano che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe desistito dall'iniziale intento di suicidarsi, per decidere di sparare a caso, colpendo e ferendo a morte il venditore ambulante.

In seguito a tale accadimento, si è scatenata, come immaginabile, l'ira della comunità africana residente a Firenze, che ha protestato in maniera accesa, ponendo l'accento sulla circostanza che già in passato, nel 2011, un altro bianco, italianissimo e (almeno in questo caso) conclamato razzista e fascista, uccideva due senegalesi e ne feriva altri tre, con un preciso intento xenofobo e stigmatizzando le esternazioni di chi, come Matteo Salvini, conduce da anni una campagna elettorale intrisa di odio razziale.

E sono le stesse esternazioni leghiste ad aver inequivocabilmente fomentato le azioni di un altro italiano, tale Luca Traini, che, diverse settimane fa, a Macerata, si è divertito a sparare tutti i soggetti di pelle nera che incontrasse lungo il suo tragitto, giungendo a ferirne sei.

Non basti il singolo episodio, sorge anche il problema emulativo: altri fascisti conclamati (ancora non individuati) non hanno, difatti, avuto remore nel prendere spunto da quanto accaduto a Macerata per, ad esempio, minacciare il Sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, con la solita cantilena del “basta negri!”, “l'Italia agli italiani” ed “anche Ventimiglia avrà la sua strage con te in testa ed una decina di sporchi negri!”.

Non è questo che uno tra i diversi esempi possibili con riferimento al rinvigorimento di idee fasciste esaltanti razzismo e nazionalismo. Nonostante da più parti si continui erroneamente a minimizzare gli episodi narrati, definendo gli autori di tali vicende come gente affetta da malattie mentali, così perdendo di vista il reale problema, la lettura degli avvenimenti di cui sopra non è così complessa.

L'odio razziale sparso nel Paese dalle forze politiche di destra, con particolare riferimento alla Lega, per non parlare di CasaPound e Forza Nuova, unitamente all'incapacità della sinistra di governo di farsi portatrice delle istanze delle fasce più deboli della popolazione, sono stati i fattori scatenanti un clima che raramente l'Italia si era ritrovata a respirare, non almeno negli ultimi decenni.

Un plauso va a Matteo Salvini, davvero abile nel cogliere le paure di alcuni e nell'esacerbarle, cavalcando l'onda degli eventi e costruendo una campagna elettorale a senso unico, che lo ha condotto ha raggiungere, in sede di elezioni, un risultato inedito, davvero importante con riferimento alle percentuali raggiunte nelle Regioni del Sud Italia.

Con riferimento a tali dati, va tuttavia precisato che solo chi non è attento alla realtà circostante è giunto a meravigliarsi dell'exploit della Lega anche nel Meridione. Al di là degli episodi narrati, resta il clima in cui tali situazioni si sono verificate, caratterizzato da fastidio (quando va meno male), se non vero e proprio timore, scherno ed autentica violenza verbale, espressi nelle modalità le più varie possibili (a voce o tramite social network), ai danni dei migranti, rei, per una parte dell'opinione pubblica, di sottrarre lavoro e soldi pubblici agli italiani e colpevoli di qualsivoglia fatto di reato si verifichi (spaccio di droga, furti, violenze sessuali e via dicendo).

L'irrazionalità che sorregge tali recriminazioni è forse l'aspetto più pericoloso di tutta la faccenda, quello che non consente di guardare al futuro con occhi positivi, men che meno in questo preciso momento storico, con il rischio di ritrovarsi un Primo Ministro leghista, convintamente votato da oltre cinque milioni di cittadini al grido di “prima gli italiani!” e “via i migranti!” (solo per ripetere gli slogan più decenti e meno violenti).

In questo clima, caratterizzato da intolleranza ed incapacità di cogliere e risolvere i problemi più sentiti dai cittadini, che non è quello di liberarsi dai migranti, diventati, loro malgrado, un capro espiatorio, ma l'assenza di lavoro e, per chi abbia la fortuna di avere un impiego, condizioni lavorative fortemente svantaggiose, è chiaro che episodi come quelli di Firenze e Macerata trovino terreno fertile anche altrove e possano malauguratamente moltiplicarsi, generando situazioni potenzialmente esplosive.

Nell'attesa che si insedi il neo eletto Parlamento ed il nuovo esecutivo, occorre mantenere alta l'attenzione e spetta a chiunque abbia a cuore che l'Italia non diventi la nuova culla del razzismo impegnarsi ed agire nel proprio piccolo, al fine di bloccare sul nascere qualsiasi episodio, anche piccolo, che possa essere mosso da xenofobia e che valga a maltrattare un essere umano per il solo fatto di avere la pelle di colore differente da quella della maggioranza degli italiani.