Il SudEst

Thursday
Jun 04th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica 20 maggio 2020 - Il Senato non approva

20 maggio 2020 - Il Senato non approva

Email Stampa PDF

 


di BARBARA MESSINA

Con la fatidica frase: “Il Senato non approva" è la stessa presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ad annunciare che anche la seconda mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede, quella presentata da Emma Bonino e +Europa, non ha superato lo scoglio del voto dell'Aula il Ministro Bonafede è salvo.

Palazzo Madama ha respinto la mozione con 158 senatori contrari, 124 favorevoli e 19 astenuti. Presenti al momento del voto 302 senatori. Nella tarda mattinata del 20 maggio anche la prima mozione di sfiducia, quella presentata dal centrodestra, si era chiusa invece con 160 senatori contrari, 131 favorevoli e 1 solo astenuto. La maggioranza richiesta era di 146 voti visto che i senatori presenti erano  297, di cui solo 292 hanno preso parte al voto.  La lunga giornata del Guardasigilli nell’aula del Senato, era iniziata con la replica al dibattito, dove Bonafede aveva difeso con decisione il proprio operato. "I fatti non hanno niente di particolare né di eccezionale rispetto alle modalità e dinamiche di una qualsiasi nomina fiduciaria e discrezionale. Tutti i fatti sono chiari e lo sono sempre stati". Nel chiarire la scelta che aveva portato all’esclusione del Magistrato Di Matteo al capo del Dap il guardasigilli ha poi  dichiarato “ci furono dei condizionamenti? No. Chi lo sostiene se ne faccia una ragione, non sono disposto più a tollerare allusioni e ridicole illazioni". Come si ricorderà, le vicende che hanno portato alla mozione di sfiducia al Ministro della Giustizia sono scaturite dalla nomina del capo del Dap e dalle successive polemiche nate dalle dichiarazioni di Nino Di Matteo, dalle rivolte nelle carceri e le scarcerazioni dei boss a seguito dell'emergenza Covid. "Quando si giura sulla Costituzione come ministro della Repubblica, si decide di essere in tutto e per tutto uomo delle istituzioni, ha ribadito Bonafede, ma nelle ultime tre settimane fuori da qui è sviluppato un dibatto gravemente viziato da allusioni e illazioni, ma per rispetto delle istituzioni non alimento le polemiche, ma condivido le esigenze di un confronto in Parlamento. In questi due anni da ministro della Giustizia ho scritto e portato avanti leggi dove c'è la ferma determinazione, che rivendico, a combattere il malaffare. La lotta al malaffare senza compromessi ha sempre animato e animerà la mia attività politica". Il Guardasigilli si è soffermato poi sull'immagine, a suo dire"falsa", di un Governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri addirittura ai detenuti più pericolosi e rivendica un buon funzionamento delle misure adottate per evitare il contagio nelle carceri: "dei 53.458 detenuti risultano accertati 102 casi di persone recluse attualmente positive. Respingo ogni strumentalizzazione politica e riconosco ai giudici di sorveglianza di aver svolto un lavoro importante in un periodo difficilissimo. Le misure concrete adottate durante l'emergenza sono il frutto del lavoro di squadra di tutto il Governo che ha deciso di considerare la giustizia una vera priorità. Sono consapevole che il confronto con tutte le forze politiche di maggioranza sarà costante, approfondito e improntato a leale e reale collaborazione, così come è accaduto nella recente approvazione dei decreti anti-mafia". Ma a salvare la tenuta del governo, per la prima volta davvero appeso a un filo, ancora una volta è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che fino all’ultimo è stato tentato dal votare la mozione di sfiducia presentata da Emma Bonino, ma che ancora una volta, nel suo intervento in Aula ha cambiato nuovamente opinione annunciando il voto contrario. "Spero che questa vicenda la faccia riflettere ministro Bonafede, fa male subire un massacro mediatico, ci guida la politica non il populismo. Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centrodestra e a Bonino di aver sollevato temi veri, ma non voteremo per motivi politici. In un paese che ha 32 mila morti - ha dichiarato Renzi - chi di noi crede alle ragion di Stato rispetta quello che dice un Presidente del Consiglio se fa parte della maggioranza e riconosco al Presidente di aver dato dei segnali importanti negli ultimi giorni, ma ancora molto è da fare. A noi non interessa un sottosegretario ma ci interessano i cantieri, se noi oggi votassimo con il metodo che lei ha usato nella sua esperienza parlamentare nei confronti di altri ministri, oggi dovrebbe andare a casa. Non si fa politica per vendetta personale, ma certe sue espressioni sul giustizialismo ci hanno fatto male. La battaglia contro la cultura mafiosa non ci deve vedere divisi, essere garantisti significa rispettare le regole", ha concluso Renzi. Secondo Emma Bonino: "Bonafede è Ministro del sospetto, non giova a Italia. Oggi qui si discute di quale politica per la Giustizia serva all'Italia. Se la continuità del Governo dovesse significare la continuità della politica della giustizia praticata da Bonafede inviterei tutti a considerare che l'Italia non ne avrebbe nessun giovamento". Questa la dura accusa della Senatrice di +Europa che illustrando la propria mozione di sfiducia individuale nei confronti del Guardasigilli, lo ha definito "ministro del sospetto".  Prosegue Bonino: “Pensiamo che la Giustizia sia una istituzione di garanzia di tutti i cittadini e non strumento di lotta politica o di moralizzazione civile", sottolineando di aver intitolato la sua mozione a Enzo Tortora "come scelta di una idea di giustizia rispetto ad un'altra. Per noi la giustizia non coincide con le manette come per Bonafede", conclude. "Bonafede paga una tangente ideologica al giustizialismo penale. E dove è finita la promessa riforma della Giustizia penale o quella del Csm? Io voglio una giustizia che non faccia paura ai cittadini ma restituisca loro la fiducia nel giusto processo e nella correttezza della amministrazione". La maggioranza salva dunque il Guardasigilli, il Governo Conte supera l’ennesima dura prova, e il Ministro Bonafede, uscendo dal Senato, visibilmente soddisfatto commenta: "La mia stella polare è la Costituzione. Sono soddisfatto, ora al lavoro", ha continuato il guardasigilli, “ho sempre rigettato l'idea di una giustizia divisa tra giustizialismo e garantismo. La stella polare è la Costituzione", e replicando a Matteo Renzi che lo aveva accusato di eccessivo giustizialismo. "L'importante è che la maggioranza abbia trovato una sintesi", ha concluso. Quel che resta di una giornata difficile è l’amarezza per non essere riusciti a far chiarezza, il dubbio sul Ministro rimane, certo il Governo è salvo ma come, giustamente ha affermato la Senatrice Bonino, l’Italia non può permettersi un Governo con un Guardasigilli “Ministro del sospetto” ma ancora una volta come ha detto il Senatore Renzi, la “ragione non ci permette di aprire una crisi, in un momento come l’attuale dove devono ripartire i cantieri e con essi l’Italia”.