Il SudEst

Monday
Jul 13th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica Regionali Puglia 2020, Scalfarotto candidato presidente di Renzi e Calenda?

Regionali Puglia 2020, Scalfarotto candidato presidente di Renzi e Calenda?

Email Stampa PDF


di NICO CATALANO

Con la fase emergenziale ormai passata alla storia e un bollettino sanitario che da giorni annuncia zero contagi in Puglia, assieme alla lenta ripartenza delle varie attività lavorative, riprende anche l’interesse per la politica. Salvo improbabili colpi di scena, dovrebbero tenersi intorno alla metà del prossimo mese di settembre le consultazioni regionali sospese la primavera scorsa a causa del Covid 19. Il quadro politico nella nostra regione si prospetta tutt’altro che facile da interpretare, infatti se nel centro destra resta tutto confuso, non è ancora stata ufficializzata una candidatura unitaria tanto da permanere ancora dopo diverse settimane il dualismo tra l’ex presidente Raffaele Fitto espressione di Fratelli D’Italia e l’ex deputato Nuccio Altieri candidato alla presidenza dalla Lega, ultimamente la situazione è diventata piuttosto nebulosa anche dall’altra parte, quel centro sinistra che presenta Michele Emiliano, ricandidato alla carica di presidente dopo il responso democratico di quelle primarie celebrate lo scorso 12 gennaio. Consultazioni primarie che registrarono la partecipazione attiva di oltre centomila pugliesi e sancirono la prevedibile vittoria del governatore uscente sugli sfidanti Fabiano Amati, Elena Gentile e Leonardo Palmisano. Un percorso quello delle primarie pugliesi da sempre non riconosciuto sia da Italia Viva il partito guidato da Matteo Renzi e nato da una scissione del Pd, nonché da alcuni esponenti dello stesso partito democratico. Una posizione questa che rappresenta un ossimoro per chi si professa democratico, in quanto il metodo delle primarie non può essere usato ad intermittenza secondo la personale convenienza del momento. Secondo alcune fondate indiscrezioni, emerse negli ultimi giorni, proprio Italia Viva, starebbe pensando seriamente a sfidare Michele Emiliano candidando alla presidenza della regione Ivan Scalfarotto attualmente sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale. Scalfarotto, peraltro dirigente nazionale del partito di Renzi, ha incassato la convergenza sicura da parte di Azione con Carlo Calenda e probabilmente avrà quella di Emma Bonino con il suo movimento +Europa. Una candidatura che non avrebbe nessuna probabilità di elezione a causa dell’antidemocratico sbarramento all’otto per cento per le forze collocate fuori dalle coalizioni previsto dalla legge elettorale proposta dall’ amministrazione Vendola e votata in consiglio regionale nel 2015. Una mossa egoista e priva di respiro quella di Renzi, incastonata nell’attuale mediocrità del panorama del centro sinistra nazionale e pugliese in particolare, un’area politica alle prese con i lasciti nefasti di un quindicennio in cui pochissime luci e diverse ombre hanno creato il deserto in termini di idee e partecipazione. Una candidatura, quella proposta da Italia Viva che rischia di creare un terremoto politico con delle conseguenze tali da condizionare sia le sorti della nostra regione ma addirittura quelle dell’attuale governo Conte di cui lo stesso Scalfarotto è sottosegretario. Con una destra nostrana lontana dalle moderne destre europee in quanto ultra populista, sovranista, aggressiva e spregiudicata, quella di Renzi è un’azione irresponsabile, al pari del un capriccio di “un bambino” esclusivamente preoccupato di regolare i suoi conti con Emiliano e con il partito democratico. Un comportamento che rischia di consegnare la regione Puglia e l’Italia nelle mani di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, l’ennesimo fallimento di una classe politica ignobile che ha solo provocato disastri a ripetizione, un popolo intero, quello del centro sinistra non merita tutto questo.

Fonte della Foto: Il Foglio