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Rapporto l’economia della Puglia 2020: una Regione in recessione

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di NICO CATALANO

Per ripartire servono azioni concrete dalla politica

 


Quella che sta caratterizzando questa fase del post emergenza Covid, è una ripartenza minacciata dallo spettro della recessione e dal conseguente pericolo rappresentato dalla diffusione di maggiori diseguaglianze sociali. Questo è il probabile preoccupante scenario emerso dal rapporto “L’economia della Puglia 2020” presentato lunedì scorso nella sede della Banca d’Italia di Bari. Una situazione che potrebbe diventare una vera e propria catastrofe sia economica che sociale se nelle prossime settimane dovesse verificarsi un nuovo lockdown dovuto all’insorgere di una rinnovata emergenza coronavirus. Come è avvenuto in tutto il Paese e in particolare nel Mezzogiorno anche in Puglia la chiusura generale imposta dalla pandemia nei mesi scorsi ha prodotto una significativa perdita di Prodotto interno lordo. Infatti nella nostra regione il calo del Pil si è attestato intorno al quattro per cento rispetto al cinque per cento in meno registrato a livello nazionale. Una diminuzione, quella rilevata nel primo quadrimestre del 2020 che ha purtroppo interrotto un quinquennio caratterizzato dalla presenza di una piccola ma positiva crescita per la nostra economia, un incremento che ha consentito di recuperare circa un terzo dei dieci punti di Pil persi durante la recessione avvenuta negli anni 2008-2013. Una crescita economica quella registrata in Puglia, dovuta alla ripresa del settore edile, ad una modesta espansione dell’agricoltura e del settore turistico. Se nel 2019 il fatturato delle imprese pugliesi è cresciuto così come anche le presenze turistiche nella regione, altrettanto non si può dire per l’occupazione. Circa il quaranta per cento delle famiglie pugliesi senza la presenza di nessun occupato a tempo indeterminato è un dato preoccupante che va ben oltre di dieci punti la media nazionale, una triste fotografia che mette a nudo l’assenza negli ultimi due decenni di una moderna visione strategica di sviluppo economico per il territorio pugliese. Un dato che fa il paio con l’arretramento anche degli indicatori del benessere interno lordo, con interi territori regionali mal serviti o addirittura privi dei servizi elementari, basti pensare alla vergognosa situazione in cui versano in Puglia i trasporti pubblici locali. Un quadro sociale ed economico all’insegna dell’instabilità principalmente per le conseguenze imposte dall’emergenza Covid ma anche dovuto alle tante vertenze originate in pre pandemia e rimaste irrisolte nel tempo, su tutte quella della Arcelor Mittal di Taranto e della Banca Popolare di Bari, sicuramente mal gestite dalle istituzioni pugliesi e nazionali. Una situazione che entro fine anno potrebbe portare addirittura sia ad una perdita di circa otto punti in percentuale del Pil pugliese ma anche privare di liquidità oltre il venti per cento delle imprese regionali soprattutto nel comparto alberghiero, della ristorazione e del commercio, ditte che rischierebbero così la chiusura, con la conseguenza per le famiglie pugliesi di un aumento della povertà oltre l’attuale venti per cento, un dato già oltre la media nazionale attestata attorno dodici punti di percentuale. Per ripartire non necessitano le solite stucchevoli “narrazioni” o le tante tediose “promesse” a cui purtroppo la politica ci ha abituato negli ultimi anni. A questa nostra terra servono poche azioni concrete: sburocratizzare la pubblica amministrazione regionale, premiare il capitale umano finalmente tramite il criterio della meritocrazia e puntare sui settori economici e produttivi che caratterizzano da sempre la nostra regione: rilanciare seriamente l’agricoltura che non potrà essere altro che all’insegna del biosociale, sostenere la piccola e media impresa artigianale ossia l’asse portante della nostra economia, puntare fortemente al sistema cooperativistico specialmente per la gestione e valorizzazione dei beni comuni sino allo sviluppo di un moderno piano per il turismo da coniugare con una seria promozione della cultura e la tutela dell’ambiente in un’ottica multifunzionale.

Fonte della Foto: Nuovo Quotidiano di Puglia