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Caos Autostrade in Liguria

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di BARBARA MESSINA

Il Ministero delle Infrastrutture annuncia maxi multa ad Aspi

 


Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti contesta, Paola De Micheli, in una lettera inviata ad Autostrade per l’Italia, ha contestato il mancato rispetto del cronoprogramma riguardo ai lavori nelle gallerie autostradali della Liguria contestando in particolare il mancato rispetto del termine lavori.

Secondo fonti ministeriali, il Ministro avrebbe inviato una richiesta di risarcimento danni ad Aspi a seguito delle numerose inadempienze riscontrate, che di fatto hanno paralizzato le autostrade liguri.

Il ministro, ha convocato per il 29 luglio Aspi al Mit, per formalizzare la richiesta di risarcimento danni alla società concessionaria. L’ispettore incaricato dal Mit a seguire le opere, ha infatti contestato ad Aspi il mancato rispetto del termine del 28 luglio per lo stop ai lavori in Liguria, dopo che erano già saltati i termini precedentemente indicati.

Secondo i ben informati la lettera inviata avrebbe per oggetto: “Contestazione termini di attuazione del cronoprogramma dei lavori e delle ispezioni delle gallerie liguri”. Cronoprogramma, che fanno notare al Mit, anche se è stato indicato dalla stessa Aspi,  è stato ripetutamente disatteso.

In particolare, secondo quanto affermano autorevoli fonti giornalistiche nella lettera inviata si leggerebbe, in data 20 luglio , “a seguito di un sopralluogo” Autostrade aveva assicurato che per tre gallerie: la Montemoro Est sull’A12; la Turchino Nord sulla A26; la Bertè Nord sulla A26, tutte le attività sarebbero state “completate entro il 28 luglio”, impegno che secondo il mit non è stato rispettato. Secondo quanto afferma l’ispettore del Mit, sul programma “Autostrade ha ritenuto di disattendere le indicazioni del ministero e di non utilizzare sistemi di indagine indicati dallo stesso.

Autostrade per l’Italia, da parte sua, ha invece annunciato di aver concluso il 28 luglio il piano di ispezioni sulle 285 gallerie della rete ligure. Anzi, nel comunicato diramato martedì scorso Aspi fa notare: “nelle prossime ore verranno terminate le ultime attività di ispezione”, eseguite, sottolineano, “rispettando le prescrizioni e le tempistiche indicate” dal Mit “lo scorso 29 maggio raggiungendo così la completa ispezione del 100% dei tunnel della rete Aspi situati nella regione Liguria”.

Aspi, di fatti replica così al Mit che “non esiste alcuna prescrizione del Ministero che indichi di terminare le ispezioni per il 28 luglio. L’unica prescrizione che abbiamo ricevuto, e che abbiamo contestato subito in quanto inapplicabile, era di terminare entro il 30 giugno”.

Una data, proseguono le fonti Aspi, “che lo stesso Mit ha procrastinato più volte, evidentemente rendendosi conto della sua non applicabilità. Tutta la documentazione formale denota che Aspi ha agito nel pieno rispetto delle prescrizioni del Mit. La società è a disposizione per confrontarsi con il concendente, in ogni altra sede ritenuta opportuna”.

Il Ministro però tira dritto, Aspi, dicono al Mit, aveva fornito un cronoprogramma per i lavori in Liguria che è stato smentito dai fatti. Il 28 luglio doveva essere il termine ultimo per chiudere i lavori. Termine rinviato ben tre volte: il 10, il 18 e il 21 luglio. È l’ennesima promessa non mantenuta. Il ministro De Micheli, ha così deciso di muoversi senza ulteriori indugi, scrivendo ad Aspi contestando le inadempienze sulle basi della quali si delinea anche una richiesta di risarcimento per i danni causati dai ritardi. Sono le continue inadempienze, i ritardi, le file e gli ingorghi, ad aver fatto intervenire il Mit, quanto accaduto e continua ad accadere ancora (dicono al ministero) ha solo fatto accellerare i tempi di una richiesta che era nell’aria, richiesta di risarcimento danni che quantunque i lavori si concludano, realmente, per il 29 luglio non cambia nulla. In pratica, è cambiata l’aria, il Mit non è più disposto a tollerare ritardi e inadempienze, “non è l’episodio specifico la causa scatenante della lettera ma un susseguirsi di inadempimenti”. Intanto liguri e turisti continuano a sopportare… per quanto ancora?