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Elezioni Regionali 2020: In Puglia sfida all’ultimo voto

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di NICO CATALANO

Sembra essere, sempre più aperta la contesa elettorale in Puglia per le imminenti elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

Infatti, secondo un sondaggio realizzato all’inizio della settimana da Ipsos per il Corriere della Sera, l’elezione a presidente della nostra regione, risulta essere una tra le sfide elettorali dall’esito tutt’altro che scontato. Analizzando i dati del recente sondaggio, il candidato presidente del centro destra l’onorevole Raffaele Fitto, risulterebbe avanti col 41 % rispetto al 39,5 % attribuito al presidente uscente Michele Emiliano, candidato della coalizione di centro sinistra. Nettamente staccati i principali contendenti, sia la candidata del movimento cinque stelle, Antonella Laricchia che raccoglierebbe il 15,6 % così come Ivan Scalfarotto di Italia Viva, candidato di una coalizione di centro con un misero 1,4 %. Certo sono sondaggi e non sempre rispecchiano la realtà, ma questi numeri inducono a qualche breve considerazione. La prima è quella che Fitto, sarebbe in vantaggio su Emiliano perché agevolato da una coalizione unita a differenza del secondo che si presenta privo non solo di Italia Viva grazie all’infantile capriccio di Renzi, ma principalmente orfano di quel Movimento Cinque stelle, ormai stabile alleato di governo del principale partito della coalizione che sostiene Emiliano. Infatti, proprio la scelta del M5S pugliese è incomprensibile in un’ottica bipolare e maggioritaria così come si presenta il sistema elettorale nel nostro Paese. Qualche giorno fa Antonella Laricchia, ha affermato di non essersi accordata con Emiliano per mantenere la purezza del suo movimento, un’affermazione tanto puerile, quanto ipocrita dopo le alleanze di governo effettuate a Roma dai “Grillini” sia con la lega di Salvini che con il partito democratico di Zingaretti. Se prendiamo in considerazione i numeri, il 15% della Laricchia, sommato a quello di Emiliano, avrebbe prodotto un 54,5%, una percentuale con uno scarto di oltre 13 punti da quel centrodestra, sempre più anche in Puglia a trazione leghista e sovranista. La seconda, se è vero che Michele Emiliano, non ha sempre brillato, in qualche settore ha agito in modo affannoso e confusionario, come tutti coloro che governano ha commesso degli errori, alcuni per decisioni sue, altri conseguenziali di un’eredità lasciata dal governo Vendola, un periodo che accanto alle tante rose ha prodotto anche diverse spine, ma dopo tutto questo la giunta Emiliano risulta promossa dal 53% degli intervistati dello stesso sondaggio Ipsos. La terza è che Raffaele Fitto non rappresenta certo il nuovo, un vice podestà passato da Berlusconi a Salvini tramite la Meloni, che riporterebbe la Puglia indietro di venti anni. Un politico ricordato solo per i tanti cambi di casacca  e per avere azzerato la sanità pugliese, sprecato risorse comunitarie e regionali in modo clientelare, realizzato opere inutili, su tutte la strada Lecce – Maglie, d'altra parte proprio uno degli argomenti più utilizzati dai candidati del M5S. Che dire : speriamo che la sindrome di non guardare mai oltre il proprio giardino e quella mania di dividersi sempre e di “fare le pulci a tutti e a tutto” tipico di una certa parte politica non arrechi danni al futuro di questa regione.

Fonte dalla foto: Il Riformista