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La primavera pugliese è finita con Guglielmo Minervini. Perché?

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di MARIA DEL ROSSO

La primavera pugliese iniziata con il presidente Nichi Vendola e con l’assessore Guglielmo Minervini è ufficialmente finita mediante la politica di Emiliano, basata sul clientelismo e inciuci con esponenti delle destre a discapito della buona politica che sappia tutelare il bene comune.

Durante il governo regionale  Guglielmo ha più volte tuonato contro la politica intrapresa da Emiliano caratterizzata dalla vittoria a tutti i costi senza l’ interesse reale e autentico per i cittadini.

Minervini dall’ inizio ha dimostrato di essere contrario alla politica intrisa di contraddizioni  attuata da Emiliano, una decisione molto forte di allontanarsi dal Pd, da quel partito che in prima persona ha contribuito a costruire che poi non lo ha rappresentato più, oramai impasto alle destre.

La sua saggia decisione lo ha portato a candidarsi con “Noi a sinistra” dei vendoliani proprio per difendere la primavera pugliese e il buon governo che ha garantito  il successo della Puglia nel mondo come “Bollenti spiriti”, studiato in tutta Europa, modello attraverso il quale sono stati finanziati master e progetti per i giovani, offrendo l’ opportunità ai tanti giovani emigranti al Nord di ritornare nella propria terra per lavorare mediante il proprio talento e il proprio sapere dando vita ai laboratori urbani come il Mat a Terlizzi e L’  Ex Fadda a San Vito dei Normanni.

Guglielmo non ha mai accettato legami con le destre senza una visione di progetto politico come l’entrata nel Pd di Anita Maurodinoia.

Stando alle indagini della Guardia di Finanza, Anita, suo marito e l’allora dirigente provinciale Cataldo Lastella avrebbero per anni ricevuto  da alcuni imprenditori baresi forniture di generi alimentari, lavori di manutenzione a casa e denaro in campo di appalti.

Le vicende contestate risalgono agli anni 2006-2014.  Nessuna delle parti

offese, ex Provincia di Bari (Oggi città Metropolitana), Amtab, Asl Bari e Regione Puglia, si è costituita parte civile nell’ udienza preliminare.

E ancora l’acquisto di un membro di Forza Italia Saverio Tammacco da parte di Emiliano che lo ha coccolato conferendogli la nomina nel consiglio di amministrazione nella società “Puglia sviluppo. S.P.A” e gli aveva consigliato di trasformare il gruppo di amici della rete di liste civiche in un’ unica lista che lo abbia come leader politico popolare e dopo aver custodito il suggerimento, quest’ anno il suo amico  lo ha tradito candidandosi alle elezioni regionali con l’ avversario Fitto, passando al suo amato centrodestra.

Al riguardo, Minervini ha da sempre contestato il clientelismo di Emiliano che non mira a costruire nulla nella regione se non pacchetti di voti.

Guglielmo si è sempre appellato alla credibilità della classe dirigente e alla politica nel suo complesso.

La battaglia di Minervini ha coinvolto anche esponenti del Pd chiedendo  in passato  a Procacci di dimettersi da coordinatore della Segreteria perché indagato a seguito dell’ inchiesta  sui concorsi all’ Università di Bari.

“Un partito di quelli che raccomandano i propri figli è il principale avversario del cambiamento della Puglia”, ha affermato Guglielmo.

Minervini  ha lottato fino alla sua morte per difendere la primavera pugliese, la buona politica trasparente e libera dalla corruzione, più volte non è stato ascoltato dal Pd e dallo stesso Emiliano che ha preferito giudicarlo ingiustamente di opportunismo politico di cui invece solo la politica targata Emiliano acchiappa tutti, è fortemente legata alle poltrone,  che ha contribuito al trasformismo politico in Puglia.

La verità è che Emiliano ha costruito un Pd con scelte opache e poco limpide suscitando molte polemiche nell’ elettorato di sinistra.

Non sono mancate le prese di posizioni contro la politica trasformista di Emiliano da parte del sindaco di Bari, Antonio De Caro, il quale ha mostrato più volte dissenso per quel tipo di politica che firma cambiali per tenersi stretti alcuni politici di destra in modo tale da assicurarsi la vittoria.

Gli acquisti dell’attuale  Presidente della Regione  nel suo Pd hanno più sembianze di un supermarket come l’ex sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, l’ex senatore di NCD e Forza Italia, Massimo Cassano alla guida

dell’ Arpal, l’ex nemico storico  Simeone Di Cagno Abbrescia, nominato presidente dell’ Acquedotto pugliese e il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, vicino a Casapound.

La politica di Emiliano deve cambiare radicalmente al suo interno altrimenti l’elettorato pugliese che ha perdonato i suoi errori riconfermandolo Presidente della Regione, non accetterà più di continuare a far governare la Regione Puglia al clientelismo. Tristi presagi descrivono  una terra destinata alla barbarie che vedrà protagonista l’ emigrazione di molti giovani in cerca di fortuna perché non raccomandati e non appartenenti al cerchio magico di Emiliano e il suo Pd.

E come ha affermato  Guglielmo Minervini sulla politica poco chiara di Emiliano che ha profetizzato la mancanza di visione futura  della regione da parte del centrosinistra  con parole che sono molto attuali e ci fanno riflettere sull’ astensionismo di molti elettori delusi. Gu  che manca a questa terra del Sud dall’ agosto 2016, di certo  ci guarderà dal cielo dipinto di blu indicandoci la luce, a distanza di anni dalla sua prematura scomparsa,  resta uno dei politici più amati di cui la Puglia ne avverte la mancanza per la sua passione politica, onestà, coerenza, competenza, professionalità, preparazione e rivoluzionario nella concretezza che ha scritto le più belle pagine della storia politica pugliese :

“É mancata la politica, necessaria per trasformare una maggioranza elettorale in una maggioranza vera. Il governo regionale, soprattutto il Presidente, ma anche tutti i gruppi, si riapproprino dell’ impegno, senza altre distrazioni, per la ricostruzione di un’ unità politica alta della maggioranza attorno a un bilancio che abbia la forza di un’ idea  vitale in Puglia.

Altrimenti si rischia lo sfaldamento e soprattutto una programmazione economica inadeguata alle esigenze della nostra Regione”.

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